Mediani d’apertura, la rivolta parte dai giornali di Rovigo

Umberto Nalio per Il Resto del Carlino – Rovigo

ERA NELL’ARIA, ma in molti hanno sperato fino alla fine che alla ventilata nuova regola riguardante i n. 10 non venisse dato corso. Nel consiglio federale di Parma è stato stabilito, come recita testualmente il comunicato, «Il Consiglio ha deliberato che dalia stagione sportiva 2012/2013 nei campionati di Eccellenza e di A potranno essere schierati nel ruolo di mediano d’apertura solamente giocatori di formazione italiana o eleggibili per la squadra Nazionale purché di età inferiore ai 23 anni». Quindi a partire dal 2012/13 dovranno essere disponibili almeno 34 aperture di formazione o eleggibili, numero minimo per dare copertura alle 10 formazioni dell’Eccellenza ed alle 24 della A. Abbiamo provato a stilare un elenco dei possibili numeri 10, andando a pescare anche in Serie B. Arrivando a raschiare il fondo del barile, siamo riusciti a contarne 28: Favaretto, Bocchino, Duca, Fratini, Brussolo, Zullo, Martinelli, Morisi, Falleri, Chiiion, Squarcini, Anversa, Ansaldi, Betto, Bruni, Gargiullo, Dotta, Pasqualina Gregnanin, Faiila, Bellini, Michelini, Pateiii, Marcato, Ruffolo,Vannini, Bonavoiontà, Miglio, Hostié, Lorenzetti, Veronese. A questi si potrebbero anche aggiungere i nomi dei vari Ambrosio, Fez e Ale; andrò Canale, che sono attualmente in Argentina. Ma anche così non ci sarà la possibilità di mettere in campo un’apertura per squadra.

Cosa aspettarsi? Di veder entrare in campo formazioni con giocatori fuori ruolo? Oppure costringere gli allenatori a partire con un centro n. 10 e l’apertura con il 12, per invertirli poi dopo qualche minuto dal fischio d’inizio? Ancora una volta la Fir ha cambiato le regole non curandosi della possibile programmazione delle società. Diverse di loro hanno già sottoscritto biennali con alcuni giocatori, dovendo rivedere gioco forza i propri piani. Cosa sarebbe accaduto se Bustos fosse andato a Brescia con un biennale? E’ inaccettabile che ogni anno vengano cambiate le regole, o spostate le categorie. Ma è ancor più vergognoso che le società accettino supinamente che tutto accada, senza la minima reazione. Non sarebbe più costruttivo programmare fin da ora un futuro in simbiosi tra Fir e la base, preparando uno staff tecnico di grosso spessore (non solo rimescolando di volta in volta i ruoli), da mettere a disposizione di tutto il movimento per far crescere i giovani? Non certo con il progetto Accademie che, costo esorbitante a parte, hanno saputo produrre giocatori che spesso non sono neppure capaci di prendere correttamente un up and under, pronti a regalarci delusioni come quelle del recente Mondiale Under 20.

11 pensieri riguardo “Mediani d’apertura, la rivolta parte dai giornali di Rovigo”

  1. Dicamo tutti che il livello in eccellenza e serie a è basso ma le società come rovigo continuano a preferire stranieri costosi e trascurano il vivaio, questa mentalità si cambia solo con delle regole e questa è una di quelle giuste . poi “penserranno” alle furbate ma alla lunga la strada sarà una solo . Diamo spazio, tempo e credito a questi ventenni che le sole partite di alto livello (5 o 6 l’anno) che fanno per ora sono solo quelle dei mondiali u20 o nazionale A al massimo.

  2. mi sembra che non venga messo in discussione il merito della questione, ovvero dare una forte spinta alla utilizzazione di giocatori italiani nel ruolo di apertura, ma si contesti la modalità di introduzione della regola. Se da un lato trovo che sia giustissimo stimolare le squadre di eccellenza alla formazione di un numero sempre crescente di giocatori italiani di qualità per ogni ruolo, dall’altro trovo assurdo pretendere che questo possa avvenire da un anno all’altro. La formazione è un processo lungo che richiede adeguati tempi di programmazione (3-4 anni). La Fir dovrebbe spostare il termine alla stagione successiva o al 2014 e prevedere un piano di supporto tecnico alle società per lo sviluppo dei giocatori di interesse (coinvolgendo in maniera attiva le società stesse). Certo, questo richiederebbe un certo impegno e capacità progettuale.. imporre delle restrizioni è meno costoso..

  3. Ai miei occhi (gioco da quasi 10 anni ma raramente mi sono interessato alle dinamiche di federazione) c’è un netto gap progettuale tra società e federazione, che continuano a perseverare i loro scopi di crescita; se coordinati e pianificati come già detto, fornirebbero le basi per un piano unico di sviluppo che deve necessariamente vedere coinvolti sullo stesso piano club e nazionale.

    Questo evento non è altro che una naturale conseguenza.

  4. Salve sono un appassionato e tifoso di rugby in genere e seguo molto le giovanili italiane,ed è per questo che mi stupisce non vedere nell’elenco delle possibili aperture per il 2012/2013 due ragazzi di cui ho notato il nome leggendo proprio sul vostro sito ,di cui vi copio e incollo il post:

    Giovani italiani vanno all’estero
    Postato il 6 luglio 2011 da il grillotalpa
    Simone Matzeu, apertura delle giovanili del Petrarca va a Parigi: lo ha voluto il Racing Metro. Lascia invece l’Asr Milano, per una stagione, Simone Ragusi, anche lui mediano di apertura. Il 19enne va agli Ospreys, nell’accademia della squadra gallese. Buona fortuna a entrambi.

      1. Credo, sia Marco sia Enzo, volessero implementare l’elenco delle 34 aperture dell’articolo di nalio

      2. infatti il mio appunto è costruttivo non polemico,era semplicemente per indicarti altri due ragazzi di 18/19 anni di valore appurato da inserire nella lista da te redatta.

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