Stadio Olimpico o no? Tutti i motivi di una scelta (quasi) obbligata

Qualche giornale e qualche sito – leggi Corriere.it – parla di “addio” in maniera inappropriata, perché come ha subito detto il presidente FIR Dondi, quello tra Italrugby e Flaminio è solo un temporaneo arrivederci. Gli azzurri giocheranno nell’altra struttura romana, lo stadio Olimpico, solo le due gare interne del Sei Nazioni 2012, ma il programma prevede un immediato ritorno al Flaminio già nell’edizione successiva.
Sarà quindi la “casa” calcistica di Roma e Lazio a tenere a battesimo le prime gare interne dell’Italia del nuovo corso targata Jacques Brunel: Italia-Inghilterra di sabato 11 febbraio e Italia-Scozia del 17 marzo.
Una decisione presa per consentire i lavori di riammodernamento e sistemazione definitiva del Flaminio, così come richiesto dal board internazionale. Una decisione che però fa storcere il naso a parecchi. Colpa di quella pista di atletica leggera, che renderà giocatori e azioni meno visibili e un po’ più “fredde” rispetto al catino del Flaminio. Una occasione da non perdere, fanno subito sapere dalla federazione. Questo è vero. Come è indubitabilmente vero che al di là delle opinioni personali di tifosi e addetti ai lavori, non è che ci fossero molte alternative.
Intanto la città di Roma, che si sobbarca parte dei costi dei lavori del Flaminio e che non avrebbe accettato di perdere il Sei Nazioni, anche se solo per una edizione. Poi l’Olimpico è di proprietà del Coni, cosa che rende procedure burocratiche e richieste di permessi estremamente più veloci. Infine: in caso di abbandono di Roma, dove andare? La soluzione alternativa di cui si è più a lungo parlato anche nei mesi scorsi – Firenze – presenta forti limiti strutturali che la rendono molto simile al Flaminio. Detto fuori dai denti, il “Franchi” avrebbe bisogno di molti lavori di ristrutturazione (oltre ad avere una sala stampa davvero ridicola). Quindi? Modena, Reggio Emilia, Verona e altre scelte “di provincia” lamentano carenze strutturali o di capienza: il board chiede uno stadio da almeno 40mila posti. L’Olimpico di Torino è nuovo ma si ferma a 27mila persone. Ci sarebbe il nuovo stadio della Juve, ma qui entrano in gioco discorsi legati anche al costo del noleggio della struttura. Si poteva optare nuovamente per San Siro dopo gli 80mila per gli All Blacks, forse la soluzione non-romana più sensata alla fine. O si poteva scegliere per una volta di andare al Sud, una scelta che personalmente avrei apprezzato tantissimo, ma che porta con sé il solito problema: dove?
Alla fine quella dell’Olimpico è una strada mezza obbligata e comunque di grande richiamo, tutt’altro che un ripiego. Certo “servirà il binocolo”, ma anche sloggiare per un paio di settimane i pallatonda da un loro tempio è una bella soddisfazione. O no?

2 pensieri riguardo “Stadio Olimpico o no? Tutti i motivi di una scelta (quasi) obbligata”

  1. Siamo sicuri che il Flaminio sarà pronto per l’edizione 2013? Conoscendo i tempi burocratici italici, i ripensamenti, i rinvii, i collaudi non superati, ecc. non mi stupirebbe se gli azzurri tornassero al Flaminio tra 4-5 anni.

  2. Chi scommette 100 euro che il Flaminio rimarrà chiuso per almeno 3 anni? (bon sci bon sci bon bon bon mi piace vincere facile)

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