Italia 2015, tra (poche) giovani speranze e nuovi equiparati

La rubrica “Mischia aperta” di Antonio Liviero su Il Gazzettino

Le stagioni del rugby ormai da 25 anni vengono scandite dalla Coppa del mondo. Le squadre si stanno preparando per la Nuova Zelanda ma già le federazioni hanno programmato il rinnovamento in vista dei Mondiali del 2015 in Inghilterra. Ovviamente si tiene d’occhio l’anagrafe. E ha ragione il presidente della Fir Dondi quando dice che il gruppo di Mallett si trova all’apice della propria parabola. O vince adesso o dovrà farlo un’altra squadra. Tanto è vero che il consiglio federale ha pensato, coerentemente, a un nuovo allenatore per il dopo mondiale. Ma con quale squadra? Questo è il punto. Abbiamo già avuto modo di osservare che metà degli azzurri che si stanno preparando alla Coppa in Nuova Zelanda, nel 2015 avranno almeno 32 anni. A guardare meglio si tratta di un invecchiamento che colpirà soprattutto gli avanti, cioè il punto di forza della squadra. Tra i piloni Lo Cicero avrà 39 anni, Perugini 31, Castro 34, Cittadini 33. Tra le seconde linee Bortolami arriverà a 35 anni, Del Fava e Geldenhuys a 34, Van Zyl toccherà i 36. Avrà 36 anni anche Mauro Bergamasco e ne avranno 32 Parisse e Vosawai. Trequarti: Mirco Bergamasco 32, Canale 33, Masi 35, Orquera 34, Burton 35, Gower 35.
Ricambi? C’è qualche bravo giovane nella rosa che deve ancora completare la maturazione. Ma l’Italia A, il serbatoio naturale della prima squadra, non sta molto meglio: dei 68 giocatori impiegati negli ultimi due anni ben 28 sono sopra i 28 anni e tra questi 21 avanti. Poi bisogna guardare all’Under 20. E le cronache ci segnalano grossi problemi di tecnica individuale e collettiva. E se già a 17 e a 19 anni il gap con gli altri è quello visto in questi mondiali, non si vede come la nazionale maggiore potrà fare l’atteso salto di qualità. Dietro l’angolo potrebbe esserci, purtroppo, la necessità di un nuovo ricorso agli equiparati. Meglio allora avere subito le idee chiare. Perché anche per questo servono qualità e pianificazione. In attesa di tempi migliori.

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