Rugby in oratorio, la rivoluzione è iniziata

A Padova è stato presentato ieri l’accordo tra il Centro Sportivo Italiano e la Federazione Italiana Rugby, un progetto intitolato “Rugby negli oratori”, dalla portata potenzialmente rivoluzionaria. In base all’accordo infatti il rugby entra di prepotenza nei circa seimila oratori italiani, diventando una scelta per bambini e ragazzi al pari di basket, pallavolo e ovviamente calcio.
Nella città veneta erano presenti Marco Illotti, presidente del comitato padovano del CSI, il coordinatore tecnico FIR Francesco Ascione e due azzurri U20 attualmente impegnati nel Mondiale di categoria in corso proprio in Veneto: Alex Morsellino e Jacopo Bocchi.

“Dopo una prima fase di formazione dei tecnici CSI e di avviamento alla pratica non agonistica (che si concluderà entro l’anno) – ha dichiarato il prof. Ascione – nella primavera del nuovo anno avverrà la vera fase di integrazione tra i neofiti proveniente dagli oratori e le società individuate dalla FIR. Poiché attualmente le strutture messe a disposizione dal CSI non sono concepite per la pratica del rugby, la FIR farà partire entro l’estate un monitoraggio dei centri sportivi individuati”.

Da settembre il CSI lancerà la campagna “+rugby” in tuta Italia, con un bando che sarà presentato ad inizio della nuova stagione e che motiverà i comitati territoriali di ogni parte d’Italia a promuovere manifestazioni sportive a cui prenderanno parte società di ambito oratoriale.

5 pensieri riguardo “Rugby in oratorio, la rivoluzione è iniziata”

  1. In un paese attuale , dove il ” Ministero della Chiesa” ha riconquistato potere economico , mediatico ed è “spiritual-intimorente” , la spinta allo sviluppo di questo sport , viene dato dalla base delle strutture clericali ( sincreticamente indottrinanti) a braccetto con gli enti preposti. Non dalle iniziative della società laica. Chissà , cosa ne avrebbero pensato oggi , personaggi come Don Milani o Padre Renato Brown-Rascel.. ( la sigla tv : un inno sferzante alla vita senza invidia) . Buon per il rugby…comunque.

Scrivi una risposta a Lorenzo Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.