Piccolo esercizio di fisiognomica sui capitani del Mondiale U20

Ieri ero a Padova, alla presentazione ufficiale del Mondiale Juniores che va cominciando. In prima fila, seduti uno vicino all’altro c’erano 11 capitani delle 12 squadre partecipanti (assente solo il rappresentante delle Fiji). E guardarli faceva uno strano effetto: alcuni ancora con l’aria da ragazzino, altri dall’aspetto molto più “maturo”, tutti – o quasi – un pochino spaesati….
Ecco le impressioni che mi hanno fatto:

Luke Whitelock, Nuova Zelanda
Il più “adulto” nell’aspetto, quasi il vecchietto del gruppo (e magari è così). Assomiglia vagamente a Christian Vieri, speriamo un po’ più brillante

Jean Marc Doussain, Francia
Di questo numero 10 dicono un gran bene. Di sicuro ieri è stato il più gentile di tutti. O forse, più semplicemente, il meno impacciato

Piermaria Leso, Italia
Il più emozionato e anche il più teso. Sente moltissimo il torneo

Colby Fainfaa, Australia
Il più schivo. E – sembra incredibile – mangia davvero poco

Arno Botha, Sudafrica
Sembra un giovanissimo Pavel Nedved, solo più grosso. Aria da ragazzino curioso (ha fatto decine di foto a una serie di sculture) che ha appena finito di fare surf.

Niall Annett, Irlanda
Aria da bravo ragazzo che fa i compiti e aiuta la mamma a fare la spesa…. insomma, anonimo

Mesui Vea, Tonga
Il più imbronciato e silenzioso. Forse – vista la pioggia e la giornata grigissima – gli mancava il sole del Pacifico

Brian Ormson, Argentina
Assomiglia a Martin Palermo, attaccante di calcio di Argentina e Boca Juniors che sbagliò tre rigori in una sola partita. Sarà altrettanto impreciso in Italia-Argentina? Non ci giurerei.

Duncan Weir, Scozia
Il mio preferito. Disponibile e molto simpatico. Come l’irlandese anche lui ha l’aria del bravo ragazzo, ma questo qui…. insomma, se sei in un pub e scoppia una rissa è meglio avere Duncan per amico.

Macauley Cook, Galles
Altissimo, un pennellone. E con l’aria perenne di uno che si chiede “ma io cosa ci faccio qui?”. Si è divorato una quantità di frutta che voi umani non potete nemmeno immaginare.

Alex Gray, Inghilterra
L’antipatia è stata immediata. Aria da rockstar con i capelli scompigliati in avanti, a metà strada tra il cantante degli Arctic Monkeys e Pete Doherty. Atteggiamenti da uno che vive in un reality, sempre con una telecamera al seguito e che sa di aver un certo ascendente sull’universo femminile. O forse per “faccia da schiaffi” ho solo provato invidia…

3 pensieri riguardo “Piccolo esercizio di fisiognomica sui capitani del Mondiale U20”

      1. Si sentono superiori a tutto e a tutti. E’ nella loro indole. Cristo hanno anche le unita’ di misura diverse. Le usano solo loro ma sono convinti che e’ il resto del mondo che sbaglia…. Bah!!!

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