Con Mafalda e MariaCristina nel rugby in rosa

di Mafalda la Contestatrice

RUGBYROSA CENNI STORICI:
– 1978 furono Benevento, Milano, Roma e Treviso le prime Società che aprirono le porte al rugby femminile
– 1984 riconoscimento da parte degli organi ufficiali F.I.R.
– 25 Giugno 1985 I° Test Match Nazionale Femminile (Italia v Francia 0 – 0)
– 1985 I° Campionato Femminile organizzato da UISP
– 1992 I° Campionato Ufficiale

MariaCristina Tonna: 3° linea centro, 31 Caps con la Nazionale, Responsabile Attività Femminile della F.I.R.

Quello che ti colpisce di MariaCristina dopo qualche minuto che l’ascolti è la passione che ha dentro e che trasmette a chi la circonda, l’amore dichiarato per questo sport, ma anche la sua tenacia nel costruire qualcosa di cui il “mondo maschile” poco comunica, ma nel quale crede fermamente. Il Rugby Femminile. Il primo approccio con la palla ovale per le “piccole donne” è come potrebbe essere quello con la danza o la ginnastica, non si fanno intimidire dai maschi. Le bambine sono più toste, non hanno paura di niente, ogni loro mossa, a differenza di quella di un maschio, viene razionalizzata. Lo si nota già in un’U12.
Ma cos’ha portato MariaCristina a voler andare oltre e spingere questo Movimento Rosa?
E’ stata la determinazione di queste piccole nel voler continuare anche una volta finite le categorie di minirugby, la voglia di lanciare una palla all’indietro e non sapere dove farlo. Le nostre ragazzine, con i loro genitori, a volte macinano chilometri di asfalto per raggiungere la società più vicina dove poter continuare a giocare. Estate o inverno che sia non mollano, è più forte di loro. Perché il rugby ti entra, stranamente, nel sangue e non ti molla più. Già, dice MariaCristina, non hanno un momento di abbattimento, nessuno e niente crea in loro sconforto, vanno avanti come fossero valchirie con la tempra che solo le donne hanno. Lei stessa allenava una Serie C andando in campo con il pancione.

Pensate, ricordo che stiamo parlando di rugby femminile, nella stagione 2003/2004 c’erano solo un centinaio di tesserate, ora grazie al lavoro di MariaCristina e il suo staff le tesserate sono 6.500. Mica male direi!
Fortunatamente sulla sua strada incontra Dondi, un Presidente che l’aiuta e la consiglia e che come lei ha creduto in questo progetto che era nato sulle basi di quello maschile, ma che col tempo si sta sempre più modificando alle esigenze delle atlete in Italia come a livello europeo. Un movimento in crescita su tutto il territorio nazionale al quale daremo sempre più spazio con costanti aggiornamenti grazie a MariaCristina Tonna.

One thought on “Con Mafalda e MariaCristina nel rugby in rosa”

  1. polemica (spero costruttiva):
    ma xchè non diciamo anche che le ragazze che vengono convocate in nazionale prendono 30 euro al giorno come rimborso spese….e xchè non ci chiediamo invece quando prendono gli under 18 o 20 ?x non interpellare i nazionali ben più blasonati…
    le donne danno maggiori risultati eppure i loro meriti non vengono riconosciuti… ma a prescindere da questo: chi è il capitano della nazionale femminile?dove gioca? e la vice? la prima linea? l’atleta più carismatica?…. xchè non si parla mai di loro ?

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