Parla Brunel: tre stranieri in campo e azzurri in Italia. E annuncia Orquera agli Aironi

Andrea Buongiovanni, su La Gazzetta dello Sport di oggi

Si tratterà, in assoluto, della quarantanovesima gestione della panchina azzurra, della settima affidata a un allenatore transalpino dopo Julien Saby, Charles Bucheron e, in tempi più recenti, Pierre Villepreux, Bertrand Fourcade, Georges Coste e Pierre Berbizier. I suoi saranno compiti molto allargati: gli spetterà infatti anche la supervisione di tutta la struttura agonistica, «dalle due franchigie di Celtic League, sino all’individuazione dei migliori talenti giovanili da sviluppare presso le Accademie», recita il comunicato federale. Si può eccepire sulla tempistica della situazione: affrontare una rassegna iridata con in panchina un ct con la valigia — come ben si vide a Francia 2007 con lo stesso Berbizier al comando — può essere molto pericoloso. Non si può invece sindacare sulle qualità del personaggio. Quella di Brunel è una scelta di alto profilo. Lo confermano le sue prime parole dopo la nomina.
Motivazioni «Ho accettato l’incarico — afferma — perché sono convinto che questa Nazionale, come ha peraltro dimostrato nelle ultime stagioni, abbia un grande potenziale e notevoli margini di miglioramento. Non lo dico solo alla luce dello storico, recente successo proprio contro la Francia e delle ottime prestazioni offerte nel corso dell’ultimo Sei Nazioni. Lo penso sin da quando il presidente Dondi mi contattò la prima volta. Era il 2003: rifiutai, ma solo perché ero totalmente coinvolto con la Francia come vice di Bernard Laporte».

(…) «Per crescere — sostiene — servirà una collaborazione efficiente tra tutte le forze vive del movimento e mi riferisco in particolare a Treviso, agli Aironi e ai settori giovanili». Nel dettaglio, per ovvi motivi di opportunità, preferisce non entrare. «Dei singoli non parlo — spiega — né voglio avere contatti con i giocatori fino a che non sarò effettivamente operativo. Non intendo in alcun modo interferire con la squadra impegnata nella preparazione verso la Coppa del Mondo». Per le frequentazioni nel campionato francese, conosce molto bene alcuni giocatori, da Parisse ai Bergamasco, da Masi a Canale, da Lo Cicero a Festuccia, da Gower a Dellapè. Ma difficilmente, insomma, sarà in tribuna durante le partite tricolori in Nuova Zelanda.
Qualche specifica, però, arriva comunque. «Il mio sogno — ammette Brunel—è riportare in Italia tutti gli azzurri che giocano all’estero, come farà, tanto per citare un nome, Luciano Orquera (al momento alle prese con la rieducazione alla caviglia sinistra operata a fine marzo, ndr): a quanto mi risulta, lascerà il Brive per gli Aironi. Difficile con altri, ma perché non provarci? E poi, per far maturare i migliori talenti, mi piacerebbe  che le franchigie non avessero in campo più di tre stranieri».

4 pensieri riguardo “Parla Brunel: tre stranieri in campo e azzurri in Italia. E annuncia Orquera agli Aironi”

  1. Sembra leggere il compitino di Dondi, l’Eccellenza non è presente nelle sue parole.
    “E poi, per far maturare i migliori talenti, mi piacerebbe che le franchigie non avessero in campo più di tre stranieri». ”
    Avrei preferito che in questa frase avesse aggiunto pure l’Eccellenza, che non la conosca?

  2. hehehe giusto nei comunicati si parla di Director of Rugby dell’alto livello, spiace avere l’ennesima conferma che l’Eccellenza e crescita dei giovani non siano prese in considerazione.

  3. Inoltre se si occuperà della Nazionale e della crescita dei giovani come può non occuparsi dell’eccellenza?? a che serve l’Eccellenza? mah…mistero della “fede” o fir

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