Sei Nazioni 2011: mai così tanti rimpianti azzurri, parola di Zanni

Roberto Calvetti per il Messaggero Veneto

Ultimi con un mare di rimpianti. L’Italia di Nick Mallett chiude il torneo delle Sei Nazioni
all’ultimo posto, a quota 2, come la Scozia, ma una peggiore differenza tra punti segnati
e subiti schiaccia gli azzurri sul fondo. Ma… ma, poteva andare diversamente, addirittura
l’Italia poteva finire ai piani alti della classifica. «Questo torneo ci lascia tanta amarezza» ammette l’udinese Alessandro Zanni, 27 anni, 51 presenze nella Nazionale maggiore,
flanker della Benetton e pedina fissa della mischia azzurra. È stato il torneo delle occasioni
perdute. «Contro l’Irlanda abbiamo perduto per demeriti nostri e lo stesso è accaduto
contro il Galles, una partita nella quale abbiamo commesso degli errori che abbiamo
pagato carissimi. A questi livelli non si può lasciare nulla al caso…» dice Zanni, uno degli
atleti più utilizzati da Mallett nel torneo e che proprio contro i Dragoni si è visto annullare
una meta.
Dopo due partite sciupate, finalmente il successo al Flaminio di Roma contro la Francia.
Vittoria storica, la prima contro i “bleus” nel Sei nazioni, la seconda dopo quella del
1997 nella finale della Coppa Fira. Un successo che ha fatto gonfiare il petto d’orgoglio
non soltanto gli appassionati di rugby. «Abbiamo giocato una buona partita e, soprattutto,
abbiamo creduto fino in fondo di poter vincere». Una partita nella quale il ct azzurro
ha messo Masi e Zanni in cima alla classifica dei più bravi («É una cosa che mi ha fatto molto piacere»). Poi, sabato scorso, il flop di Edimburgo. Un tempo buono chiuso in vantaggio per 8-6 e, dopo, il crollo. «Purtroppo non siamo stati concreti in attacco a differenza degli scozzesi. Dobbiamo lavorare ancora perchè l’Italia può fare meglio
di quanto si è visto in Scozia».
Un torneo tra luci e ombre. «Ma abbiamo compiuto dei passi in avanti – afferma “Ale” –
anche se abbiamo raccolto poco rispetto a quanto abbiamo espresso. Soltanto la partita di
Londra contro l’Inghilterra è da cancellare: abbiamo sbagliato completamente l’approccio
all’incontro e i quasi 60 punti che gli inglesi ci hanno rifilato sono la fotografia del match. Un voto alla squadra? No, non me la sento di esprimere un voto, ma siamo cresciuti e il fatto che due italiani (Masi e Semenzato, ndr) siano in lotta per il titolo di miglior giocatore del torneo ne è una conferma». A livello personale Zanni si promuove. «Sono contento del mio torneo, ogni partita è stata una sfida, la concorrenza in squadra».
Il Sei Nazioni ormai è già alle spalle e la testa è già proiettata al Mondiale del prossimo
autunno. «Dovremo riscattare l’esclusione dai quarti di quattro anni fa, ma sarà durissima,
anche perchè nel nostro girone c’è l’Irlanda. Per noi ogni partita sarà come una finale».
In Australia (Nuova Zelanda!, ndr…)  sulla panchina azzurra ci sarà ancora Nick Mallett la cui avventura italiana sembrava dovesse concludersi con il Sei Nazioni. «E speriamo di continuare ancora con lui» sottolinea Zanni. Per lui prima di rituffarsi in azzurro ora c’è la Celtic league con la Benetton, un’esperienza che, almeno per il momento, ha fatto
accantonare ad Alessandro l’idea di “emigrare” in Francia. «A Treviso sto bene, in futuro
si vedrà».

2 pensieri riguardo “Sei Nazioni 2011: mai così tanti rimpianti azzurri, parola di Zanni”

  1. Speriamo resti a Treviso, anche se ho i miei dubbi…. Zanni sta facendo una gran stagione a Treviso e lo ha confermato anche in Nazionale…. A 27 anni merita di giocare in un campionato superiore, Francia od Inghilterra…

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