12/03/2011, la vittoria più importante della storia del rugby italiano

Certo c’è Grenoble, l’indimenticabile vittoria che nel 1997 ci ha aperto le porte del Sei Nazioni. Il presidente FIR Dondi però sabato, subito dopo la partita, ha tenuto a precisare che l’Italia nel Sei Nazioni ci sarebbe entrata comunque. Quella partita ha comunque messo un timbro e spazzato via i dubbi (inglesi) dell’epoca.
Quella di sabato però è diversa. A Grenoble si giocava la finale della Coppa Europa, torneo certamente “minore” rispetto al Sei Nazioni.
A Grenoble avevamo di fronte una Francia reduce dal Grande Slam nell’allora Cinque Nazioni, fortissima e forse un po’ scarica. Al Flaminio invece i nostri avversari erano (sono) i detentori del trofeo e dovevano assolutamente vincere per poter sperare di mantenerlo in casa loro. Ciononostante si sono presentati a Roma piuttosto spocchiosi. E non solo loro: l’Equipe sabato mattina titolava “Vacanze romane”… Risultato, non ci hanno capito nulla, fin dall’inizio, contro una squadra che non si è presentata in campo con l’atteggiamento da loro preventivato (ma come si sono permessi!, avranno pensato).
Intendiamoci, non voglio affatto sminuire la vittoria di Grenoble, anzi. E’ una pietra fondamentale del movimento rugbistico italiano.
Ma quella di sabato è diversa: certifica definitivamente il salto di qualità del nostro rugby. A dispetto dei risultati sul campo il Sei Nazioni 2011 è il migliore mai disputato dall’Italia. Gli avversari hanno sempre messo in campo i loro uomini migliori tra quelli disponibili (che vuol dire: vi temiamo, potete batterci), e – Inghilterra a parte – oggi potremmo esser qui a parlare anche di tre vittorie in quattro partite, perché con Irlanda e Galles a mancarci è stata quella cattiveria e la freddezza che invece abbiamo visto con i francesi. Cattiveria e freddezza che – ad esempio – ci erano mancate un anno fa con l’Inghilterra. Al rugby italiano mancava una vittoria così, capace di liberare tutte le energie mentali che per qualche motivo sono finora rimaste bloccate. Ora gli azzurri andranno in campo un po’ più leggeri, ben sapendo che le squadre contro cui possono davvero poco si contano sulle dita di una mano, mentre con le altre se la possono giocare a viso aperto.
L’importanza di questo 12 marzo la coglieremo bene nei prossimi mesi, nei prossimi anni.
Diciamo che in una scala di valori da 1 a 10 Grenoble vale 9, il Flaminio 9,5. Il 10? Arriverà. Un primo appuntamento è già fissato per il 2 ottobre, a Dunedin, contro l’Irlanda.

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