Sei Nazioni femminile: Francia corsara in Irlanda

Irlanda-Francia: 12-14

Marcatori Irlanda
Tries: Niamh Kavanagh, Niamh Briggs; Con: Niamh Briggs

Marcatori Francia
Try: Christelle Chobet; Pens: Sandrine Agricole 2, Aurelie Bailon

Irlanda
Niamh Briggs (UL Bohemians/Munster); Niamh Kavanagh (UL Bohemians/Munster), Lynne Cantwell (Richmond/Exile), Geraldine Rea (Highfield/Munster),Mairead Kelly (UL Bohemians/Munster); Nora Stapleton (Old Belvedere/Leinster), Amy Davis (Blackrock/Leinster); Fiona Coghlan (UL Bohemians/Leinster) (capt), Gillian Bourke (Bristol/Munster), Lauren Day (Waterloo/Ulster), Marie Louise Reilly (Old Belvedere/Leinster), Laura Guest (Highfield/Munster), Carol Staunton (Galwegians/Connacht), Claire Molloy (Bristol/Connacht), Joy Neville (UL Bohemians/Munster).

Replacements: Larissa Muldoon (UWIC/Exile) for Davis (69 mins), Heather O’Brien (Highfield/Munster) for Staunton, Jackie Shiels (Richmond/Leinster) for Rea (both 77). Not used: Stacey Kennedy (City of Derry/Ulster), Emer McManamly (Blackrock/Leinster), Deirdre O’Brien (Blackrock/Leinster), Gill Nolan (St. Mary’s/Leinster).

Francia
Caroline Ladagnous (Lons); Laurelin Fourcade (Bobigny), Elodie Poublan (Montpellier), Sandrine Agricole (Rennes), Dioni Aguerre (Bayonne); Nadege Casenave (Lons), Marie Alice Yahé (Perpignan) (capt); Lise Arricastre (Lons), Laetitia Salles (Perpignan), Christelle Chobet (Perpignan), Sandra Rabier (Caen), Cyrielle Bouisset (Perpignan), Koumiba Djossouvi (Lons), Marie Charlotte Hebel (Rennes), Aida Ba (Bobigny).

Replacements: Helen Ezanno (Rennes) for Arricastre, Gaelle Mignot (Montpellier) for Salles (both 52 mins), Audrey Parra (Montpellier) for Casenave, Aurelie Bailon (Perpignan) for Fourcade (both 69), Celine Barthelemy (Bordeaux) for Chobet, Marine de Nadai (Montpellier) for Rabier, Myriam Loyez (Perpignan) for Djossouvi (all 74).

Cose da dire su Inghilterra-Italia

Parlare di Inghilterra-Italia non è semplice. Quel risultato (59-13) non ammette repliche, poco ma sicuro. Un punteggio che ovviamente – e giustamente – ha dato subito il “la” a critiche anche durissime. E che ha ridato fiato alle tante trombe dei “gufi”, quelli che non aspettano altro che una sconfitta così per dare addosso a federazione, ct, dirigenti e giocatori. In rigoroso ordine cronologico. E non sono pochi in giro, soprattutto nella stampa che abitualmente segue le vicende ovali italiane.
Non che i protagonisti sopra elencati siano incolpevoli sempre e ecomunque, tuttaltro, ma un po’ di misura non guasterebbe. E la misura, assieme a un po’ di freddezza, dovrebbe portarci a ragionamenti un po’ meno prevenuti.
Ieri l’Inghilterra ha giocato una partita semplicemente mostruosa. Un gruppo di pit-bull che per 80 minuti non hanno mai smesso di azzannare caviglie e polpacci, o comunque qualunque cosa si muovesse sul prato di Twickenham con indosso una maglia azzurra. Quasi che una eventuale convocazione per i mondiali neozelandesi dipendesse da quanto fatto sul  campo ieri pomeriggio. 80 minuti passati interamente con il piede schiacciato sulla tavoletta del gas, anche quando il vantaggio era di 30 punti. Da quanto tempo non si vedeva una nazionale inglese così determinata e con le idee così chiare? Un anno e mezzo, due anni. Almeno. Forse avevano ancora nelle orecchie le critiche dopo l’inguardabile prova dello scorso anno al Flaminio, non lo sapremo mai. Di sicuro volevano lanciare un messaggio al mondo proprio in chiave-iridata, e quel messaggio è arrivato di sicuro anche nell’emifero australe.
L’Italia. Molti gli aggettivi usati per definire la prova di ieri degli azzurri. In tanti hanno scritto la parola “umiliata”. Non lo so, ma a me non convince. Schiacciata, tritata, chi più ne ha più ne metta. Ma non umiliata. Gli azzurri hanno trovato sulla loro strada una squadra di un altro livello. Punto. L’errore capitale è stato quello di non capirlo subito, dopo pochi minuti, e di affrontare a viso aperto gli inglesi. Ha ragione Totò Perugini quando dice “ci siamo un po’ sopravvalutati”. Poi gli errori, la touche disastrosa, i placcaggi mancati e bla bla bla. Tutto vero, anzi verissimo. Un atteggiamento diverso forse ci avrebbe evitato qualche guaio. Ma gli azzurri non sono stati “umiliati”. Perché hanno cercato di giocarsela, non si sono mai tirati indietro, la voglia e la grinta non sono mancate. L’umiliazione ci sarebbe stata se tutte queste cose non si fossero viste. Ma non è così. Peggio, molto peggio è stata la sconfitta di Verona con l’Argentina. Perdere a Twickenham contro un’Inghilterra così ci sta tutta. Forse nemmeno gli all blacks ieri pomeriggio ne sarebbero usciti vincitori, figuriamoci gli azzurri.
Una pesante sconfitta, quella di ieri, che però “rivaluta” se possibile ancora di più il ko di una settimana fa con l’Irlanda: questa Inghilterra è davvero di un altro pianeta, ma gli uomini in maglia verde assolutamente no. Quando Mallett e Dondi dicono che la nostra nazionale è al livello di quella irlandese hanno ragione. La differenza tra noi e loro – gli irlandesi –  sta nel “movimento” che alimenta le due rappresentative, ma questa è un’altra storia. E dopo aver visto ieri sera Galles e Scozia non possiamo che essere un po’ più ottimisti: anche loro parlano la nostra lingua.
Il bicchiere, con Francia e Inghilterra, è mezzo vuoto. Con Irlanda, Scozia e Galles invece è mezzo pieno. Non è poco.

Top 14: i risultati del 18° turno

La Rochelle – Stade Toulousain 19-22
Toulon – Brive 22-16
Montpellier – Clermont 29-9
Bayonne – Bourgoin 24-7
Perpignan – Agen 31-18
Racing Métro – Castres 20-13
Stade Français – Biarritz 31-18

Classifica

Stade Toulousain 60, Racing Métro 53, Montpellier 52, Toulon 49, Clermont 49, Biarritz 48, Bayonne 48, Castres 47, Stade Français 44, Perpignan 41, Agen 28, La Rochelle 28, Brive 27, Bourgoin 5

Fotogallery: Sei Nazioni femminile, la sfida delle azzurre con le inglesi

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Video: Mallett non si nasconde

Il ct Mallett intervistato da La7 al termine della partita di ieri pomeriggio a Twickenham
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