Video: haka, drop e placcaggi. Completamente nudi

Dunedin, Nuova Zelanda

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Benetton molla lo sport, ma non il rugby

La Benetton lascia gran parte dello sport professionistico, ma non il rugby. L’annuncio è stato dato da Gilberto Benetton in una conferenza stampa: “A partire dal 1 luglio 2012 l’azienda non sarà più proprietaria né sponsor di basket e volley”.
Si salva il rugby, segnalato dallo stesso rappresentante della famiglia come un “settore in cui ci rinforzeremo”.
Gilberto benetton ha anche detto che questa “è una scelta su cui non ritorneremo, che abbiamo comunicato in anticipo per dare tempo ad eventuali imprenditori interessati a subentrare di valutare al meglio la situazione. Siamo anche disposti ad aiutare le nuove squadre dal punto di vista logistico”.

Quanto cresce il rugby negli USA!

Noi gli yankee li incontreremo in Nuova zelanda, ai Mondiali. L’appuntamento è fissato per il 27 settembre al trafalgar Park di Nelson. Una partita, quella con gli Stati Uniti, che sulla carta non dovrebbe comportare problemi per gli azzurri. Anzi, una di quelle gare da chiudere con il punto di bonus.
Questo oggi, perché domani lo scenario potrebbe cambiare. Uno studio condotto dalla Sporting Goods Manufacturers Association (SGMA) fa infatti sapere che il rugby negli Stati uniti è la terza disciplina per crescita in termini di tesserati e partecipanti. La crescita è stata infatti dell’8,7%, inferiore solo al softball (13,8%) e hockey su ghiaccio (12,2%).
E oltreoceano guardano avanti: Nigel Melville, USA Rugby CEO & President Rugby Operations, ha fatto sapere che i prossimi passi saranno quelli di inserire il rugby in pianta stabile nelle high school e nei college, al pari dei più “tradizionali” basket e football.
Insomma, tra un po’ dovremo vedercela anche con il gigante a stelle e strisce.

Minuti giocati: gli azzurri tra i più riposati

Ivan Malfattatto su Il Gazzettino

Gli atleti di Benetton Treviso e Aironi giocano troppo, arrivano spompati in Nazionale e sono una delle cause del pessimo rendimento nel Sei Nazioni? Al contrario, sono fra i rugbisti più riposati d’Europa. Gli azzurri più spremuti sono in realtà quelli dei club stranieri. Sui quali, a differenza delle franchigie, la Fir purtroppo non ha controllo.
Lo dimostrano i minutaggi stagionali (campionati, Heineken Cup, nazionale) dei principali protagonisti dell’Rbs Sei Nazioni giunto al secondo turno. Numeri ricavati incrociando i dati del sito specializzato It’s Rugby, dei siti ufficiali delle singole manifestazioni e di quelli federali. Viene meno così la preoccupazione espressa fin dalla vigilia del torneo da vertici
azzurri e stampa autorevole, fatta propria dallo stesso presidente Fir Giancarlo Dondi.
Benetton e Aironi non danno all’Italia atleti con troppi minuti sulle gambe rispetto agli avversari. La collaborazione tra franchigie e Nazionale in questo funziona.
I motivi della sconfitta di misura contro l’Irlanda (13-11) e della disfatta contro l’Inghilterra (59-13, peggior sconfitta dell’era Mallett) vanno cercati altrove.
I tre azzurri con più minuti giocati da inizio stagione sono Mirco Bergamasco (Racing), Sergio Parisse (Stade Francais) e Martin Castrogiovanni (Leicester). Bergamasco fra i trequarti e i mediani ha collezionato 1537′ complessivi. Terzo più utilizzato d’Europa dietro a Rougerie (Francia, 1681′) e Southwell (Scozia, 1532′). Per trovare gli azzurri del Benetton
bisogna scendere al 12° posto con Kris Burton (1350′), 28° con Alberto Sgarbi (1125′) e intorno al 40° con Luke McLean (951′). Nella Top 10 Foden (1509′), Hape (1488′), Young (1437′) e poco dietro Wilkinson (1361′), Cueto (1258′), Ashton (1193′) e Tindall (1183′). Sei degli inglesi che ci hanno ridicolizzati a Twickenham..
Parisse è addirittura il seconda-terza linea più utilizzato d’Europa (1719′), davanti all’intero reparto titolare della Francia Bonnaire (1597′), Harinordoquy (1594′) e Dusatoir (1550′). Quintin Geldenhuys (1333′) e Alessandro Zanni (1329′) sono al 13° e 15° posto. Barbieri
(893′), Del Fava (843′), Derbyshire (788′) e Sole (785′) sono intorno al 30°. Tra i
piloni-tallonatori lo stakanovista con 1582′ è Mas del Perpignan, squadra allenata da Jacques Brunel. Castrogiovanni (1116′) è 9°, Perugini (1005′) 11°, Ongaro (983′) 12°, Ghiraldini (887′) 19°. Sommiamo infine i minutaggi dei 60 titolari di Italia-Irlanda e Inghilterra-Italia. Irlandesi (16.272′ complessivi, media giocatore 1084′) e inglesi (18.405′ e 1227′) hanno giocato più degli italiani, ma hanno vinto la partita.

Video: viaggio dentro l’Accademia di Tirrenia

Una clip prodotta da La7

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