Christchurch e un terremoto “visto” da un aquilano

Christian Marchetti, aquilano, di Solorugby ha scritto

Sono trascorse poco più di dieci ore dal terremoto che ha sconvolto Christchurch e la Nuova Zelanda intera. Dieci ore dal sisma che ha distrutto la città dei Crusaders, la squadra di McCaw, Carter, di Sonny Bill Williams; la città che al prossimo Mondiale ospiterà anche la nazionale azzurra. Dieci ore dalla scossa di magnitudo 6.3 – ma assai meno profonda rispetto a quella di 7.0 registrata in settembre – e da quella di assestamento di 5.6. Finora si contano 65 morti, impossibile quantificare feriti e dispersi sotto le macerie.
Sì, riportiamo la notizia dieci ore dopo l’accaduto e mai ritardo fu più voluto. Ritardo dovuto soprattutto stanchezza. Alla fatica di dover parlare di nuovo di terremoti su questo sito. Di città del rugby distrutte, di vittime, di feriti, di macerie.
Perché Christchurch è lontana ma vicina a L’Aquila. Lì non lo chiamano nemmeno più “terremoto”, qualcuno semplicemente “Sant’Emidio”, il santo a cui votarsi “quanno la terra scetteca”. Quando la terra trema. Ed è tornata a farlo da poco meno di una settimana. Scossette di avvertimento,…

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All Blacks in sostegno di Christchurch

La bravissima Stefania Mattana ha scritto questo articolo per Rugby 1823.

Le stelle dello sport neozelandese si stringono attorno ai loro connazionali di Christchurch, flagellati in queste ore da una terribile scossa di magnitudine 6.3  che ha messo in ginocchio l’intero hinterland, causando oltre 65 morti e più di 300 dispersi. I messaggi di supporto sono moltissimi, e passano per lo più attraverso i social network.
Nel mondo del rugby, numerosissimi sono stati gli attestati di solidarietà ed affetto. Dan Carter, nato e cresciuto in quel di Christchurch, fa sapere tramite la sua pagina Facebook di dedicare tutti i suoi pensieri e preghiere alle vittime del terremoto, mentre il pilone degli Hurricanes Tialata manifesta assoluta incredulità e solidarietà: “Non ci posso credere, un altro terremoto a Christchurch!!! 6.3, spero che vada tutto bene, le mie preghiere sono con voi.”, scrive.
Le parole del suo compagno Weepu, invece, si commentano da sole: “Mi sento così impotente, vedendo questa gente. Spero solo di poter rendermi utile in qualche modo”. La rivalità che è solita esprimersi sul campo è ben lontana, adesso, in casa Chiefs, i prossimi avversari dei Crusaders. “Spero che i nostri fratelli Crociati stiano bene. É un triste giorno a Christchurch”, fa sapere Liam Messam.
I Blues, che hanno appreso la notizia in Sudafrica (giocheranno questo fine settimana contro gli Sharks), si affidano alle parole dell’ala Rokocoko per inviare il loro messaggio di vicinanza e solidarietà: “É il nostro primo giorno in Africa, ci siamo appena svegliati e abbiamo sentito le tristi notizie da Christchurch. Vi pensiamo, tutti quanti.”, scrive su Twitter, palesando anche il suo sollievo di aver sentito la sorella per telefono, illesa.
Anche gli avversari si sono fermati per dedicare un pensiero alle vittime di Christchurch. Sulle loro pagine Twitter sia Lote Tuqiri sia Bryan Habana hanno lasciato un messaggio di solidarietà alla popolazione neozelandese.
Non si sa ancora se le prossime partite in terra neozelandese saranno sospese o rinviate. Ma al momento, purtroppo, è davvero l’ultima delle preoccupazioni.

Christchurch, la città e la cattedrale: scatti da una tragedia

La cattedrale di Christchurch, prima e dopo il sisma. Qui altre immagini

Caso Dahlia, se a mettersi di traverso è il board celtico

Silvano Focarelli per La Tribuna di Treviso

Un buco di 100 milioni di euro. La società, che ha 200 dipendenti e che detiene i diritti anche di otto squadre di calcio di serie A, fa capo a Air Plus, azienda svedese dei
Wallemberg detentrice della maggioranza azionaria, che nella primavera del 2009 aveva
comprato da Telecom i canali a pagamento da Ti Media, quelli che affittavano la banda all’emittente.
Ultimamente Filippo Chiusano, numero uno di Made e già socio di FilmMaster, il
service di Dahlia, si è offerto a rilevare la pay tv con una newco con bad e good company,
come avvenne per Alitalia. Ma a tre condizioni: primo, i proprietari svedesi contribuiscano
economicamente alla liquidazione di Dahlia, ed il sì è già arrivato.
Secondo, il Board della Magners rinegozi i diritti a prezzi più favorevoli. E qui c’è un no secco.
Terzo, Ti Media conferisca la banda: oggi c’è la riunione del Cda.
Intanto l’ultima partita del Benetton, quella di sabato contro gli Ospreys, è stata salvata solo in extremis grazie allo Studio Scialpi (con il regista Ugo Colista) di Padova che ha prodotto le ultime due partite ed il cui titolare, Matteo Scialpi, così riassume l’intricata situazione. «Il Board ha detto al liquidatore: prima vogliamo vedere i soldi e poi ci mettiamo a tavolino, cioè prima producete e poi ne parliamo. FilmMaster ha risposto di no. A questo punto FilmMaster ce l’ha chiesto e noi ci siamo mossi. Tenete conto che la produzione di una partita costa 16.000 euro, chiavi in mano. A questo vanno aggiunti i costi di FilmMaster. Vorrei aggiungere che chi non ha mai battuto i pugni sul tavolo siamo noi, piccole società che lavoriamo in outsourcing (affidamento di parte della produttività ad un fornitore esterno ndr): abbiamo crediti per 300.000 euro da FilmMaster, che non accuso di nulla, sia chiaro, e nessun ammortizzatore sociale. Loro dispongono della cassa integrazione, i miei 8 dipendenti, a parte i free lance, se non li pago io non li paga nessuno».
La Fir che ruolo ha in questa vicenda?
«Ha fatto i salti mortali per risolverla, aveva contattato la Rai per trasmettere i match in chiaro, Rai che si era dimostrata disponibile al subentro, ma è saltato tutto perché il Board ha bloccato, in modo piuttosto deciso, l’intervento del presidente Dondi».
Dunque i tifosi che hanno acquistato il pacchetto delle partite di rugby da Dahlia possono o meno sperare di continuare a vedere le gare?
«Rispondere non spetta a me: me lo auguro, chiaro, significherebbe anche riuscire a recuperare parte dei miei soldi. Io non credo che Telecom si tiri indietro sulla newco,
il problema è capire se la Celtic accetterà di trattare. E finora ha sempre detto di no».

Italia Seven in raduno a Roma: i convocati

Marco De Rossi e Luca Martin, tecnici della Nazionale Italiana Seven maschile, hanno convocato venti giocatori per il raduno in programma presso il Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” di Roma da domenica 27 febbraio a martedì 1 marzo, in preparazione all’attività internazionale 2011

Per l’Italseven si tratta del primo raduno dell’anno. Questi i convocati:

Giacomo ALFONSI (BancaMonteParma Crociati)

Andrea BACCHETTI (Femi-CZ Rovigo, 2 caps)

Nicola BELARDO (Estra I Cavalieri Prato)*

Steven BORTOLUSSI (Petrarca Padova)

Michele BRUNI (Mantovani Lazio)

Emiliano CAFFINI (HBS GranDucato Parma)*

Stefano CAMPAGNARO (Casinò di Venezia)

Davide DUCA (Femi-CZ Rovigo)

Luigi FADALTI (Marchiol Mogliano)

Roberto MARIANI (Fiamme Oro Roma)

Riccardo PAVAN (Futura Park Rugby Roma, 1 cap)

Sebastian RODWELL (Estra I Cavalieri Prato)*

Giuseppe SAPUPPO (San Gregorio Catania)

Andrea SARTORETTO (Marchiol Mogliano)

Fabrizio SEPE (Mantovani Lazio)

Nicola SINTICH (HBS Granducato Parma)

Enrico TARGA (Petrarca Padova)*

Ruggero TREVISAN (BancaMonteParma Crociati)*

Filippo VEZZOSI (Estra I Cavalieri Prato)

Alberto ZORZI (Femi-CZ Rovigo)*

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”