Lo sfogo di Dondi: un attacco a Treviso e Aironi?

Stanno facendo rumore nel mondo ovale italico le parole raccolte dal collega Ivan Malfatto de “Il Gazzettino di Treviso” dopo la vittoria del Benetton sul Munster.
Le riportiamo così come sono state pubblicate:

“Faccio ovviamente i complimenti al Benetton. Mi fa piacere che le franchigie ottengano risultati positivi. Ma quando loro vincono e la nazionale perde vuol dire che non hanno assolto il compito per cui sono state create”. (…) “Perchè i giocatori arrivano stanchi in nazionale. Abbiamo costruito un modello di sviluppo con due squadre professionistiche per migliorare le prestazioni dell’Italia. Quindi o vincono entrambe, nazionale e franchigie, o perdono entrambe. Se non avviene vuol dire che qualcosa non va”.

Parole che di primo acchito lasciano un po’ a bocca a perta per quel ragionamento un po’ contorto sulle sconfitte azzurre e le vittorie delle franchigie. Ma forse proprio qui sta il nocciolo della questione: non è infatti una novità che in federazione si viva sempre più con insofferenza l’autarchia di Treviso e in parte anche degli Aironi. Che il Benetton vada avanti per binari che decidono solo alla Ghirada è cosa che sanno anche i muri e che viene da lontano. Forse ci si aspettava qualcosa di meglio da Viadana, dove Guidi è stato accolto – si mormora – con molta freddezza.
Questo probabilmente il motivo dello sfogo di Dondi, sicuramente poco tattico e diplomatico. Certo che se anche le due franchigie facessero qualche passo in più…

9 pensieri riguardo “Lo sfogo di Dondi: un attacco a Treviso e Aironi?”

  1. Suona un po’ come un tentativo di scaricare su altri una parte delle responsabilità proprie e dello staff tecnico federale…

  2. Dice bene Gio.
    Quella che ha vinto conto il Munster potremmo definirla “Benetton A” e ha mostrato di essere una Squadra con individualità, come ha fatto notare Franco Smith, che meriterebbero di stare in Nazionale. Ma anche ci andassero, ciò non risolverebbe nulla.
    Nel test match di Verona, con gli altri fotografi con cui abitualmente ci si trova a bordo campo, commentavamo che il Benetton da solo (ma anche gli Aironi che si sono visti da dicembre, presumo) avrebbe serenamente vinto contro l’Argentina.
    Allora che serve e cosa si deve fare affinchè un gruppo di buoni giocatori che formano una Nazionale diventi una squadra? Questo Dondi e il suo staff probabilmente non l’hanno ancora capito: perciò gli rode.

      1. Chi ha detto da ‘buttare via’, certo non io, speravo che c’era qualcosa da aggiungere pero. Non gioco più perché non sono al livello, sapiamo tutti il momento da andare in pensione! I bravi pero pensano da passare la palla agli altri, se non il gioco e finito.

        Scusa per i limiti del mio italiano, sto imparando piano, piano.

        Forza Italia!

  3. Nick, non ti preoccupare affatto per il tuo italiano: è comprensibilissimo. Sul “buttare via” non dicevo a te nello specifico, ma in generale. In tanti vorrebbero “rottamare” Dondi. E motivi di critica, anche aspra non mancano. Ma io mi domando: siamo sicuri che un altro avrebbe fatto in maniera diversa? Un presidente, chiunque sia, è una persona che è stata eletta e che in qualche modo deve “rendere conto” ai suoi elettori… non so, io non sono così sicuro

  4. La mia considerazione e anche nella direzione che la Federazione (con portavoce Dondi) sta andando. Vedo che Italia (forse non subito) e piu vicino ad Inghilterra e Francia come struttura del paese (popolo e PIL) e non i paese celtici. Forze sarebbe da considerare come modello quello RFU o FFR, dove le societa sono piu indipendente, il campionato nazionale e veramente combattuto e la lotta per il nazionale e piu aggressivo. Capisco che abbiamo venuto da una situazione piu piccolo e fino ad ora sono convinto che la FIR e Dondi in particolare hanno fatto bene, ma avendo conquistato interesse, mercato, e numeri ora sarebbe da considerare anche possibile cambiamenti di direzione.

    Potrebbe serve un altro tipo di cultura e personalità per fare entrare le gente comune. Il tempo del club house pieno di ex giocatori e alla fine, ora serviamo ad aprire le porte a tutti. Forse dobbiamo pensare piu al futuro, basare un pelatino le aspettative e costruire dal fondo, cose che credo sono gia in atto (visto i giovani dell’accademia FIR che stanno giocando per I Cavalieri) e cominciato da Dondi.

    Penso che un altro potrebbe considerare che l’esperimento della franchigia che lavoro per la Federazione sbagliato. Se le societa lavorano per conto loro eventualmente ci saranno abbastanza giocatore in Italia per lottare veramente per il nazionale.

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