Cose da dire su Inghilterra-Italia

Parlare di Inghilterra-Italia non è semplice. Quel risultato (59-13) non ammette repliche, poco ma sicuro. Un punteggio che ovviamente – e giustamente – ha dato subito il “la” a critiche anche durissime. E che ha ridato fiato alle tante trombe dei “gufi”, quelli che non aspettano altro che una sconfitta così per dare addosso a federazione, ct, dirigenti e giocatori. In rigoroso ordine cronologico. E non sono pochi in giro, soprattutto nella stampa che abitualmente segue le vicende ovali italiane.
Non che i protagonisti sopra elencati siano incolpevoli sempre e ecomunque, tuttaltro, ma un po’ di misura non guasterebbe. E la misura, assieme a un po’ di freddezza, dovrebbe portarci a ragionamenti un po’ meno prevenuti.
Ieri l’Inghilterra ha giocato una partita semplicemente mostruosa. Un gruppo di pit-bull che per 80 minuti non hanno mai smesso di azzannare caviglie e polpacci, o comunque qualunque cosa si muovesse sul prato di Twickenham con indosso una maglia azzurra. Quasi che una eventuale convocazione per i mondiali neozelandesi dipendesse da quanto fatto sul  campo ieri pomeriggio. 80 minuti passati interamente con il piede schiacciato sulla tavoletta del gas, anche quando il vantaggio era di 30 punti. Da quanto tempo non si vedeva una nazionale inglese così determinata e con le idee così chiare? Un anno e mezzo, due anni. Almeno. Forse avevano ancora nelle orecchie le critiche dopo l’inguardabile prova dello scorso anno al Flaminio, non lo sapremo mai. Di sicuro volevano lanciare un messaggio al mondo proprio in chiave-iridata, e quel messaggio è arrivato di sicuro anche nell’emifero australe.
L’Italia. Molti gli aggettivi usati per definire la prova di ieri degli azzurri. In tanti hanno scritto la parola “umiliata”. Non lo so, ma a me non convince. Schiacciata, tritata, chi più ne ha più ne metta. Ma non umiliata. Gli azzurri hanno trovato sulla loro strada una squadra di un altro livello. Punto. L’errore capitale è stato quello di non capirlo subito, dopo pochi minuti, e di affrontare a viso aperto gli inglesi. Ha ragione Totò Perugini quando dice “ci siamo un po’ sopravvalutati”. Poi gli errori, la touche disastrosa, i placcaggi mancati e bla bla bla. Tutto vero, anzi verissimo. Un atteggiamento diverso forse ci avrebbe evitato qualche guaio. Ma gli azzurri non sono stati “umiliati”. Perché hanno cercato di giocarsela, non si sono mai tirati indietro, la voglia e la grinta non sono mancate. L’umiliazione ci sarebbe stata se tutte queste cose non si fossero viste. Ma non è così. Peggio, molto peggio è stata la sconfitta di Verona con l’Argentina. Perdere a Twickenham contro un’Inghilterra così ci sta tutta. Forse nemmeno gli all blacks ieri pomeriggio ne sarebbero usciti vincitori, figuriamoci gli azzurri.
Una pesante sconfitta, quella di ieri, che però “rivaluta” se possibile ancora di più il ko di una settimana fa con l’Irlanda: questa Inghilterra è davvero di un altro pianeta, ma gli uomini in maglia verde assolutamente no. Quando Mallett e Dondi dicono che la nostra nazionale è al livello di quella irlandese hanno ragione. La differenza tra noi e loro – gli irlandesi –  sta nel “movimento” che alimenta le due rappresentative, ma questa è un’altra storia. E dopo aver visto ieri sera Galles e Scozia non possiamo che essere un po’ più ottimisti: anche loro parlano la nostra lingua.
Il bicchiere, con Francia e Inghilterra, è mezzo vuoto. Con Irlanda, Scozia e Galles invece è mezzo pieno. Non è poco.

12 pensieri riguardo “Cose da dire su Inghilterra-Italia”

  1. O sono daccordo con l articolo x quanto riguarda l INGHILTERRA, oggi bisogna mio malgrado scriverla cosi. in grande, che grinta che botte, e noi cosa potevamo fare contro 15 superman ?solo limitare i danni,l’INGHILTERRA sta rifinendo la preparazione al mondiale e mentre le nostre aspettative sono passare i quarti di finale a discapito dell’ Irlanda, l’iNGHILTERRA se non arriva almeno in finale sarà un mondialoe fallimentrare x loro saluti e forza forza ragazzi siamo con voi picasso e tribù

    1. Ciao Angelo. Beh, non direi che se l’Inghilterra non arriverà in finale al Mondiale sarà un fallimento. Solo sei mesi fa chi avesse parlato della finale come obiettivo minimo sarebbe stato preso per un mezzo sognatore. Come ha deto ieri un mio amico e collega, l’Inghilterra si è messa a fare i compiti da qualche mese. E li sta facendo proprio bene. Poi vedremo che succederà in Nuova Zelanda.
      In merito al “nostro” Mondiale: io firmerei ora col sangue pur di arrivare “solo” ai quarti di finale…

  2. Finalmente trovo un’analisi concreta e corretta del match di ieri.
    Quei commentatori che parlano solo e insistentemente, sfogando le frustrazioni e il senso di inferiorità, delle colpe dell’Italia non rendono merito alla grandezza dell’Inghilterra. Loro ieri non hanno giocato contro l’Italia, ma contro il mondo del rugby intero.
    Avessero giocato “solo” contro di noi già all’intervallo si sarebbero sentiti appagati. Invece no; erano insaziabili: “Guardate cosa sappiamo fare, cosa possiamo fare a tutti”.
    Implacabili.
    L’Italia, non solo quella rugbystica, è famosa al mondo per le battaglie perse perché mal preparate, basate sull’ignoranza e sulla disinformazione intorno alle reali forze dei nostri avversari.
    Ieri a fine partita mi sono sentito così, come uno che vede tornare i reduci dalla campagna di Russia o dalla disfatta coloniale in Eritrea. Poca importanza ha se qualche moschetto ha fatto cilecca quando combatti contro una squadra di cavalleria corazzata.
    Piuttosto, mente chi ci illude che coi soli moschetti “possiamo giocarcela” alla pari.
    Continuando con la metafora, possiamo giocarcela contro un nido di mitragliatrici, se tatticamente ci strutturiamo come una squadra d’assalto: con tre mortai, due cecchini, fucili d’assalto e pistole, e persino con un paio di baionette.
    Ma ci vuole tattica e consapevolezza per non sbagliare nulla.
    Ieri a fine partita mi sono sentito così, come uno che vede tornare i reduci

  3. Scusami, ma non sono per nulla d’accordo.
    1. “Un gruppo di pit-bull che per 80 minuti non hanno mai smesso di azzannare caviglie e polpacci”, veramente al 20′ eravamo ancora 6-10 e Mirco ha pure calciato per il 9-10!
    2. “Quasi che una eventuale convocazione per i mondiali neozelandesi dipendesse da quanto fatto sul campo ieri pomeriggio”, perchè i nostri non devono guadagnarsi anche loro un posto per i mondiali???
    3. “Ha ragione Totò Perugini quando dice ‘ci siamo un po’ sopravvalutati'”, beh allora diciamola tutta: te la prendi con chi ora si scaglia contro federazione, ct, dirigenti e giocatori, ma non è che per caso l’ambiente azzurro si sia montanto un po’ la testa dopo le sviolinate ed i peana ricevuti per il match con l’Irlanda (peraltro perso!)…???
    4. “Forse nemmeno gli all blacks ieri pomeriggio ne sarebbero usciti vincitori”, cos’è, una battuta???
    Secondo me le cose stanno così: l’Inghilterra è senz’altro una buonissima squadra, che ha rinnovato parecchio (beati loro che possono permetterselo) e che sta lavorando duramente per i mondiali. Ma ieri noi abbiamo sbagliato i fondamentali! Quanti placcaggi errati hanno favorito il gioco e le mete loro? Un’infinità! Quanti lineouts nostri fuori misura? Troppi! Ed il gioco alla mano? Lento, prevedibile, privo di sbocchi credibili (e negli ultimi 4 anni non si è visto alcun progresso)! Ieri alcuni giocatori semplicemente non avrebbero dovuto essere in campo (un nome per tutti, Orquera). L’hai vista la meta di Haskell? Quattro azzurri che si guardano tra loro – “vai tu, vado io” – e quello che cammina indisturbato in meta!!! Perdere con l’Inghilterra ci sta e ci può stare sempre, perdere come si è fatto ieri non è accettabile!
    Scusami per la prolissi e lo sfogo, saluti.

    1. Ciao Gio. La partita come dici tu è stata in un sostanziale equilibrio per 20 minuti. I primi. Poi il calcio di Mirco (io da lì, lontano e in posizione defilata, non lo avrei fatto: avrei cercato la touche. Anche se è vero che con la nostra prestazione in touche di ieri…) e la meta inglese hanno spezzato la gara. La cosa che mi ha colpito degli inglesi è che non hanno mai smesso di azzannarci anche quando erano così avanti da non poter pensare che la gara potesse essere riaperta).
      Sul secondo punto: perdonami, ma credo che la concorrenza in casa inglese sia un po’ più agguerrita. La nostra squadra per i Mondiali è praticamente fatta: i posti in ballo e indecisi quanti saranno, 2 o 3 al massimo?
      Terzo: non me la piglio con chi critica federazione e ct. i motivi non mancano. Ma c’è chi lo fa per professione, e non è giusto né etico. C’è gente che gode quando l’Italia perde così. Anche in sala stampa. A me questa cosa non piace. Dondi e Mallett hanno le loro responsabilità, mai negato questo, ma non aumento il carico “a prescindere”.
      Quattro: non è una batuta. Noi ieri abbiamo sbagliato tutto e fatto errori madornali. Questo non toglie nulla alla prova inglese. Ribadisco: erano almeno due anni che gli inglesi non giocavano così.
      spero di riaverti da queste parti al più presto.
      Ciao

  4. E’ proprio quello il punto: l’Inghilterra è migliorata rispetto agli ultimi 3 anni e noi?
    Andiamo a rivedere i risultati dei confronti diretti degli ultimi anni:
    2007: 7-20, con 2 mete subite; 2008: 19-23, con 2 mete subite; 2009: 11-35, con 4 mete subite; 2010: 12-17, con 1 meta subita…ieri, 59 punti e 8 mete subite!
    A me sembra riduttivo (ed anche un po’ autoassolvente) parlare di inglesi fenomenali contro cui nessuna squadra al mondo avrebbe saputo opporsi. Tu hai citato gli All Blacks, ricordi la sfida di Milano? Zanni placcava tutto, anche l’erba del campo…dove era ieri? Non pervenuto! La difesa non doveva essere ormai un punto di forza acquisito del nostro gioco?
    Tu dici “la concorrenza in casa inglese è un po’ più agguerrita”: sono assolutamente d’accordo, ma qui, a mio avviso, ci sono demeriti della Federazione. Già Kirwan 7-8 anni fa disse che bisognava assolutamente allargare la base dei praticanti. Cosa è stato fatto da allora? Ben poco, credo. Penso che ci si occupi molto più del vertice e poi si fatica coi ricambi generazionali (vedi la mediana, stiamo ancora rimpiangendo Dominguez-Troncon).
    Ti assicuro che non sono uno di quelli che critica a prescindere e non godo affatto quando le cose vanno male, anzi, provo un’intima sofferenza per prestazioni come quella di ieri.
    Saluti, Gio

  5. caro gio, sul fatto che l’Italia abbia giocato male – nei singoli e nel complesso – credo ci sia poco da ridire. Zanni, nome che tu fai, è da novembre che è un po’ in apnea. Capita.
    Io continuo a vederci soprattutto una grande prova inglese. Nel mio pezzo contestavo il diffuso utilizzo oggi della parola “umiliazione”. Forse sbaglio, ma continuo a trovare più umiliante la prova azzurra con l’Argentina. O quella con la Francia lo scorso Sei Nazioni.

    La base dei praticanti si è allargata, tanto anche, il problema è che mancano strutture di “insegnamento” e che riescano a far crescere i giovani. le Accademie vanno bene, ma i ragazzi quando ci arrivano sono in gran parte già formati. Parlo di “sensibilità tecnica” più che di tecnica vera e propria (non so se mi sono spiegato…)

    infine: non ho mai pensato tu fossi un gufo…
    salutissimi

  6. Ciao a tutti. Finalmente trovo un articolo equilibrato, che cerca di guardare con un po’ di freddezza e lucidità la situazione dopo la partita di ieri. Loro ieri erano (ma penso anche oggi 🙂 ) nettamente più forti, ciò non vuol dire scusare gli errori di gioco commessi, ma semplicemente vedere il tutto con la dovuta calma e obbiettività. Hanno vinto perchè ci hanno tolto le fonti di gioco, sono stati più disciplinati( e quindi poche mischie per noi), hanno più tecnica e hanno dei trequarti che vanno a mille all’ora, poi nostri errori hanno fatto il resto. Non sono d’accordo con chi critica solamente i nostri errori. Per quanto riguarda i giocatori, penso che questa sia bene o male la squadra migliore che possiamo permetterci( forse 2 o 3 si possono cambiare, ma l’ossatura è quella), e una partita storta( stortissima) non li ha resi improvvisamente i più brocchi del panorama nazionale. Per fare un esempio, io non critico la scelta di aver fatto giocare Orquera( perchè in teoria garantiva una migliore gestione della palla rispetto a Burton, più bravo al piede, e secondo me un ragionamento del genere poteva starci). Secondo le statistiche orquera è stato uno dei giocatori che ha placcato di più, (insieme a sgarbi), anche se sappiamo che non è affatto un drago in questo fondamentale. Ciò significa che tutti gli inglesi hanno provato spesso e volentieri a passare da lui, e molto probabilmente con Burton la cosa non sarebbe cambiata affatto(chi lo vede giocare a treviso, sa bene che neppure lui è bravo nel difendere) e ora come ora questi sono i mediani di apertura che abbiamo. Ciò vuol dire che loro sono stati più bravi a sfruttare i nostri punti deboli, e evitare i nostri punti di forza. Questo era un esempio per dire che secondo me, i discorsi tipo “se c’era questo o quell’altro” sono discorsi fatti tanto per fare .Spero di essere stato chiaro. Comunque questa alla fine è solo la mia opinione. Un saluto a tutti quanti. Ciao

    1. Ciao Franzo. Credo che tu abbia colto lo “spirito” del mio articolo. Non posso quindi che essere d’accordo con te. Spero di rivederti presto da queste parti. Come tutti gli altri che hanno partecipato, o parteciperanno, a questa bella discussione. Ciao!

  7. Mi piace quanto ha scritto Franzo. Ciò non esclude che anche Gio stia dicendo cose giuste: ma affermare che non c’è vivaio o ricambio adesso non risolve nulla e non aiuta; questo fattore potremo valutarlo fra diversi anni, perché il nostro rugby è ancora giovane. Kirwan l’altra sera a Treviso, parlando del “suo” Giappone, diceva che può contare su un paio di fuoriclasse… che ora hanno 11/12 anni; chi siano non lo sa, ma tanti può sperare di averne fra dieci anni, presi tra un centinaio di buoni giocatori selezionati dal migliaio che da quest’anno sono stati presi nelle scuole di rugby.
    Ciò che amareggia Gio è il divario nello score di ieri, e porta le statistiche a supporto. Ma non è il punteggio l’indicatore migliore, neppure quando è ridotto e induce erroneamente a parlare di “sconfitta onorevole”. Concordo con Grillotalpa quando sostiene che la più brutta sconfitta è stata quella contro l’Argentina, anche se il divario di punti era ridotto, perchè in quel gioco e in quella squadra – io ero a bordo campo e ve lo posso assicurare – non c’era nemmeno nulla di cui parlar male.
    Anche contro Fiji, pur vincendo, non c’è stata squadra: lì ha vinto Mirco da solo. Ma qualcosa si è visto nel gioco alla mano.
    Paradossalmente la migliore a cui ho assistito è stata quella contro l’Australia, per molti aspetti simile, sicuramente nella meta subita all’ottantesimo, alla partita di ieri con l’Inghilterra: errori, gli errori che si fanno e si pagano quando si osa e si rischia contro chi è più forte.
    Errori in rimessa tanti, su chiamate che però non avevo mai visto, sicuramente provate in queste settimane, ma non abbastanza. Errori in fase su conclusiva, ma su un gioco alla mano che l’anno scorso non avevamo per niente. Errori su fondamentali in cui eravamo sicuri, perché la testa era concentrata sul compitino da svolgere per la squadra.
    Tutto ciò denuncia solo la grande immaturità di questa squadra – senza voler cercare le colpe, che sono di tutti: dal vertice alla base – una squadra che cerca di svolgere il compitino, ma non è capace di inventare, neppure di esaltare le individualità quando ci sono, che reprime la fantasia in nome della disciplina con ciò risultando totalmente ingessata.
    Non sto portando giustificazioni sia ben chiaro, nemmeno per Zanni che pur le meriterebbe, considerato che da settembre sta giocando 80 minuti pressoché ogni fine settimana.
    Ciò che voglio dire è che preferisco parlar male per qualcosa che si è tentato di fare, piuttosto che non aver nulla da dire e nascondermi dietro l’assoluzione di una “onorevole sconfitta” misurata solo dallo score.

  8. Sono d’accordo, i numeri non dicono tutto, però qualche idea la forniscono. Anche io ho assistito a Italia-Australia a Firenze e la sensazione, a fine partita, era molto differente da quella di sabato, e non certo per una questione di “onorevole sconfitta, misurata solo dallo score”. Era stata proprio la prestazione, sia di squadra che dei singoli, ad essere diversa. So bene che una giornata storta può capitare a tutti: proprio l’Australia una settimana dopo ne rifilò, se non ricordo male, 62 ai francesi, a casa loro.
    Non ce l’ho con Zanni, Orquera o Mallett, sono deluso dalla prestazione complessiva della squadra, ben al di sotto delle possibilità. Sarebbe stato differente vederli uscire dal campo, prendendo magari 70 o 80 punti, ma dopo aver lottato su ogni pallone come delle belve. Scusate, ma vedere una scena come quella in occasione della meta di Haskell fa male: dà proprio l’idea di chi è rassegnato e non ci crede più.
    Per quanto riguarda i vivai, la Federazione sta lavorando per aumentare i tesserati, come assicurate voi tutti, intanto però la nazionale juniores ha perso 75-3, dai pari età inglesi…e dovrebbero essere le nuove leve dei prossimi anni. Poi scusate, ma ci sono intere aree del Paese dove il rugby non c’è: io sono della Campania, ma a parte Benevento, la situazione è nera; una volta (anni 70 e 80) c’era la Partenope Napoli ed ora? e il glorioso Amatori Catania? Mi sembra che siamo fermi al trio Veneto-Emilia Romagna-Lombradia, perfino nel nord-ovest non mi pare (correggetemi se sbaglio) che l’attività sia florida.
    Un saluto a tutti i rugbofili e Forza Azzurri.

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