Dahlia Tv: Mediaset e il passo indietro. Quello del mercante

Lancio dell’agenzia ASCA di questa mattina

‘E’ una vicenda che per ora non ci vede protagonisti”. Il Consigliere di amministrazione di Mediaset, Gina Nieri, risponde cosi’ ai cronisti che gli chiedono di un eventuale interessamento del Gruppo per i diritti tv delle partite di calcio che Dahlia potrebbe presto rimettere sul mercato a seguito del fallimento.

”La Lega Calcio – ha aggiunto la Nieri a margine di un convegno alla Luiss – sta facendo tutto un suo ragionamento e sulla vicenda c’e’ anche il ministro Romani ma per ora noi non siamo protagonisti. Non so che cosa succedera’ – ha continuato – ma per noi la situazione che c’era prima era perfetta perche’ il fatto che ci siano altri competitor e’ un bene”. Il Consigliere di amministrazione di Mediaset ha auspicato che la situazione di Dahlia ”trovi una soluzione, pero’ – ha ribadito – su questo i protagonisti non siamo noi ma Dahlia, La Lega Calcio, il governo e Telecom”.

Infine, la Nieri ha commentato le voci secondo cui dietro la crisi di Dahlia ci sarebbe la mano di Mediaset: ”Smentisco assolutamente che siamo stati noi a farli fallire”.

Presentato il Sei Nazioni 2011: il racconto di Solorugby

Dondi? Non male nei panni del generale. “Mallett, tu sei il responsabile. Ma chiunque scenderà in campo deve sentirsi tale. Noi abbiamo bisogno di vittorie”. Insomma è febbre Sei Nazioni. C’è l’Irlanda per iniziare, poi il resto di un torneo che anche quest’anno non farà sconti. E’ il Championship 2011, il dodicesimo nella storia degli azzurri. Un torneo che, a differenza degli altri, inizia con qualcosa più di un semplice appello del presidente federale. Di questi tempi, visto anche il sempre più probabile addio alla panchina di Nick Mallett, suona come una resa dei conti, una prova d’appello per concludere in bellezza un quadriennio tra lacrime (poche di gioia) e sangue.
Per il resto la vernice italiana del Sei Nazioni tenuta al Salone d’Onore del Coni, a Roma, è una sagra di déjà vu. C’è anche il presidente del Coni Petrucci che ricorda la crescita del rugby e si complimenta con Dondi. Ripete che “nel DNA di una federazione vincente ci sono i risultati da raggiungere. E il presidente della Fir li ha raggiunti arrivando al Sei Nazioni e segnando un clamoroso successo mediatico. Gli 80.000 di San Siro non sono arrivati per caso”. E ancora: “Il sindaco di Roma Alemanno continua ad impegnarsi per il Flaminio. La dimostrazione di quanto noi teniamo al rugby”.
NUOVO FLAMINIO, I TEMPI Nulla di nuovo insomma. Compreso il presidente Dondi che accoglie entusiasticamente la notizia del prossimo “sold out” per il debutto del 5 febbraio. E, a proposito di Flaminio, ecco la solita domanda da rivolgere ad un rappresentante del Comune di Roma (in questo caso i “malcapitati” sono il presidente della Commissione Sport in Campidoglio Federico Mollicone ed il dirigente del Dipartimento per la Gestione degli impianti sportivi Bruno Campanile): quando sarà pronto lo stadio romano? Risposta: “Di fatto siamo già in fase ‘Lavori in corso’. Tra marzo e aprile prossimi inizieremo i lavori di completamento per gli uffici federali e l’area ospitalità sotto la tribuna coperta dal costo di 40.800 Euro. Poi saranno investiti i famosi 4 milioni per i lavori di ampliamento che partiranno tra la fine del Sei Nazioni 2012 e il dicembre dello stesso anno”.
Poi tocca a Dondi: “Ribadisco che non abbiamo alcuna volontà di lasciare Roma. Il presidente
Petrucci ha parlato anche della disponibilità dell’Olimpico. Vedremo. Certo è che se la
risposta della sovrintendenza dovesse essere negativa i lavori non partiranno”.
BRUNEL? POSSIBILE Nuovo argomento, quest’anno, il caso Brunel. Tocca ancora al presidente federale fare chiarezza: “Con Mallett abbiamo un contratto di quattro anni che si concluderà al termine della Coppa del Mondo. Noi abbiamo semplicemente effettuato sondaggi per vedere se certi allenatori fossero disponibili o meno ma non abbiamo ancora parlato con Mallett. A Brunel abbiamo dato la nostra disponibilità nel caso non procedesse il nostro rapporto con l’attuale ct. Decideremo alla fine del Sei Nazioni”.
PROGRESSI CELTICI Infine la Celtic. Dondi e Mallett non si nascondono e ammettono che qualcosa poteva essere fatto meglio soprattutto sul fronte del rapporto tra i tecnici federali e quelli delle due franchigie. “Siamo partiti in ritardo – il pensiero del numero uno del rugby italiano – perché abbiamo ricevuto l’ok soltanto nell’aprile scorso. In questo primo anno ci aspettavamo che non tutto funzionasse per il meglio, ma siamo intenzionati per l’anno prossimo a migliorare. Dovremo ridurre ulteriormente il numero di stranieri e cercare di migliorare il rapporto tra gli allenatori per ottenetere quello che ci siamo prefissati”.
QUANT’E’ BELLA SKY Chiudiamo con la tv italiana che detiene i diritti per il Sei Nazioni: Sky. Che in inglese significa cielo e il cielo non ha limiti. Ma nemmeno Sky tv ha limiti. Due presentatori della mattinata, altrettanti relatori seduti al tavolo, video, promo… Insomma, come monopolizzare una conferenza stampa parlando di tecniche di ripresa, telecamere speciali, trasmissioni dedicate. Bene, bravi, bis ma che palle!

Foto, Sei Nazioni femminile: capitane, siete pronte?n

Sei Nazioni: Petrucci mira in alto. Troppo?

Da repubblica.it

“Io ci credo, possiamo vincere”. Gianni Petrucci, presidente del Coni, apre così la presentazione del Sei Nazioni di rugby. La Nazionale italiana esordirà il 5 febbraio ospitando l’Irlanda al Flaminio di Roma. “Devo dare atto alla federugby e al presidente Dondi dei progressi compiuti negli ultimi anni. Ha raggiunto risultati entrando nel Sei Nazioni – dice Petrucci nel Salone d’Onore del Coni – e portando migliaia di persone a seguire la Nazionale. I tesserati si sono triplicati, gli azzurri hanno attirato 80.000 spettatori a San Siro e sono seguiti da tanti tifosi anche nelle gare in trasferta. Questa Nazionale migliora costantemente. Possiamo vincere, ci dobbiamo credere e io ci credo. La casa del rugby è qui a Roma. Il Flaminio è la casa del rugby e in futuro, se dovesse servire, c’è anche l’Olimpico”.

Nick in tv?

Da Solorugby

Ore 11:43 Nick, quale sarà il tuo futuro? Domanda d’obbligo al ct azzurro Mallett, a margine della presentazione italiana del Sei Nazioni che si sta tenendo mentre scriviamo al Salone d’Onore del Coni, a Roma. E il buon Nick, cordialmente, ha risposto: “Cosa farò… Io voglio rimanere. Se non fosse possibile tenere ancora il timone di questa squadra, che peraltro rimane legatissima a me, restare in questo sport”.
Dunque è vero quanto si vocifera su quella offerta della federazione inglese? “Di offerte ne ricevo tante. C’è anche la possibilità di fare il commentatore tv per Sky Uk. Chissà…”.
Chissà…