Verso “l’altro” Sei Nazioni: focus sull’Irlanda in rosa

Dalla pagina Facebook “ITALIA vs. IRLANDA – 6 NAZIONI RUGBY FEMMINILE – ROVIGO”. Di Brendan Wallace

In questa stagione internazionale che sta per cominciare l’Irlanda sarà senza molte delle giocatrici più esperte, dopo che alcuni nomi chiave hanno appeso le scarpe al chiodo, o preso una pausa dal rugby, o sono ancora infortunate in seguito alla Coppa del Mondo. Per il prossimo 6 Nazioni è stata messa assieme una squadra di 34 giocatrici che si avvarrà di un buon numero di volti nuovi. Philip Doyle è stato confermato come capo allenatore per la stagione. Doyle era subentrato come allenatore all’ultimo minuto prima della Coppa del Mondo, quando Kevin West aveva lasciato in modo imprevisto.
Fiona Coghlan, capitano della scorsa stagione e Lynne Cantwell sono tra le giocatrici più esperte chiamate in squadra ma alcune assenze sono davvero pesanti per la squadra irlandese.Quattro giocatrici sono indisponibili per infortunio: Tania Rosser continua la sua riabilitazione dopo l’infortunio subito in Coppa del Mondo mentre Eliza Downey, Shannon Houston e Alison Miller sono ancora ferme.
Si spera possano tornare in tempo per il 6 Nazioni, ma sicuramente fuori dalla rosa saranno giocatrici importanti come Helen Brosnan, Kate O’Loughlin, Orla Brennan e Jo O’Sullivan che hanno annunciato la loro decisione di chiudere la loro carriera internazionale.
Se la Rosser non recupererà in tempo per il 6 Nazioni, l’Irlanda sarà disperatamente a corto di esperienza in mediana anche perchè il mediano di mischia di riserva Louise Beamish non ha dato al momento la propria disponibilità mentre la Brosnan e la O’Sullivan dovranno dividere la maglia numero dieci.
Anche Grace Davitt ottimo centro irlandese nelle ultime stagioni si è chiamata fuori dal gruppo per la stagione a venire.
Tornerà in squadra invece Lauren Day, che ha perso la Coppa del Mondo per un infortunio subìto durante un allenamento e ci saranno alcuni volti nuovi come Stacey Lee Kennedy, Jean Moore e Larissa Muldoon.
Infine lo staff che sarà composto oltre che da Doyle anche da Keith Murphy come Assistant Coach, mentre Greg McWilliams si unirà alla gestione durante i preparativi per il 6 Nazioni.

Video: Racing Métro-Montpellier

Gli highlights della partita di ieri sera della squadra più italiana di Francia contro il Montpellier. Hanno vinto i biancocelesti 28 a 16 con una meta anche di Mirco Bergamasco

A questo link

Un’annata da Crociati

Dal sito della squadra di Parma pubblichiamo questa intervista-bilancio al coach Filippo Frati, che ricorderà il 2010 per un bel pezzo. E non solo per motivi sportivi.

Nel cuore dell’uomo, del marito e del padre – e anche negli occhi, che diventano quasi lucidi – ci sono due gemellini, Tommaso e Jacopo, nati a febbraio e che hanno segnato questo 2010 più di qualsiasi altra vittoria o primato in classifica.
Nella testa del coach, c’è il primo posto in un campionato tutto nuovo, che la sua squadra, nuova di “pacca” anche lei – una franchigia, come tanto va di moda almeno da queste parti – sta comandando e nel quale sabato prossimo, Rovigo permettendo, potrebbe laurearsi campione d’inverno.
Filippo Frati ne avrà da ricordare di cose in questo 2010 che per lui è iniziato, sportivamente parlando, con il primo posto nel campionato di A1 con il Noceto – scudetto di categoria perso in finalissima contro la Mantovani Lazio, asfaltata in Eccellenza a Parma lo scorso 30 ottobre – e che si sta concludendo con il primato della sua BancaMonte Crociati Rfc.
Ma nella testa, e nel cuore, dell’allenatore ci sono, subito, prima di qualsiasi altro pensiero, i suoi ragazzi: gli stessi a cui da anni va ripetendo che “Non esistono scorciatoie” e che quest’anno sembrano proprio aver fatto tesoro delle parole del loro coach, scendendo in campo sempre con la stessa grinta e determinazione, anche quando, com’è successo in Coppa, gli avversari dimostrano ancora tutta la distanza esistente tra il Rugby Made in Italy e quello inglese o francese.
“Tra le mie più grandi soddisfazioni – spiega Filippo Frati – c’è sicuramente la maturazione di molti giovani che sono cresciuti nel nostro vivaio e che hanno portato alla convocazione in nazionale maggiore di Majstorovic (oggi in forza al Prato) o alla consacrazione di Ferrarini tra le migliori terze linee del campionato così come alle ottime prestazioni di En Naour, Tobia, Singh, tutti provenienti dalle nostre giovanili: per non parlare di Del Nevo, Passera, Minari, Orlandi, Frati, Garulli, e Maestri, che stanno giocando in pianta stabile in Eccellenza e in Challenge Cup, o dell’ottimo inserimento dei nuovi arrivi, Iannone, Trevisan e Lovotti, giovanissimi e già protagonisti in Campionato ed in Coppa.
E sabato 8 gennaio i Crociati vanno a Rovigo per difendere il primo posto in Campionato…
“Personalmente dormo sonni tranquilli: li ho visti giocare e si affidano molto al gioco al piede… Rovigo rimane comunque uno dei campi più ostici e in casa hanno perso solo una partita, lo scorso campionato contro il Venezia… Sono una squadra pragmatica, poco spettacolare che comunque ha la miglior difesa del campionato… Noi abbiamo lavorato bene , soprattutto nell’ultimo turno di Coppa… È ovvio che un risutato positivo a Rovigo rappresenterebbe un passo decisivo verso il nostro obiettivo dichiarato ad inizio campionato e cioè i Play off…”.
A proposito di Coppa, il 15 arriva il Bucuresti e il 23 lo Stade Francais…
“Saranno due battaglie, come sempre. Anche perché con il Bucuresti abbiamo perso all’ultimo minuto e ci terremmo molto ad onorare questa nostra prima partecipazione all’Amlin Cup, almeno con una vittoria… Poi lo Stade Francais: un altro appuntamento con la storia, per il quale la società sta già organizzando una grande festa presso il Noceto Parma Ovest, aperta a tutti i tifosi…”.
Sabato 8 gennaio la BancaMonte Crociati Rfc sta organizzando un pullman di tifosi per Rovigo: il ritrovo è stato fissato per le 11.30 nel parcheggio del Nando Capra di Noceto o, in alternativa, alle 12.00 nel parcheggio ex UBA UBA, in prossimità del casello autostradale, a Parma. Per informazioni e prenotazioni si può chiamare il 339.2913374 Il rientro è previsto per le 19.00.

Gli Oscar 2010 dei tecnici italiani: stravince Castro

Il Gazzettino ha sentito tutti i tecnici italiani dell’Eccellenza e li ha fatti votare: per Castrogiovanni è un plebiscito, è lui il miglior giocatore italiano del 2010. Sul podio con lui Mirco Bergamasco e Alessandro Zanni. La rivelazione invece è Benvenuti.
Un servizio a cura di Antonio Liviero, Ivan Malfatto e Alice Sponton

FRANCO SMITH (Benetton Treviso): «Primo Martin Castrogiovanni: in gran forma, campione d’Inghilterra, sarebbe decisivo in ogni squadra. Dopo scelgo Quintin Geldehuys, giocatore consistente che ha ben figurato anche nei Barbarians. Quindi Mirco Bergamasco, un esempio per la forza di volontà nel diventare calciatore. Io che calciavo so benissimo quanto sia difficile reggere la pressione. Mi ha sorpreso. Quindi Santiago Dellapè e Andrea Lo Cicero».
ROWLAND PHILLIPS (Aironi): «Primo Castrogiovanni, forse il miglior pilone destro al mondo, poi Alessandro Zanni autore di un’ottima stagione in Nazionale e nel club, quindi Lo Cicero, Mirco Bergamasco e Tommaso Benvenuti rivelazione del 2010».
FILIPPO FRATI (Crociati Parma): «Sul gradino più alto Lo Cicero: grande stagione col Rating e riconquista della maglia azzurra. A Parigi è maturato come pilone, aggiungendo sostanza all’effervescenza. Secondo, Antonio Pavanello: giocatore importante, tricolore a Treviso e capitano perfetto in Celtic senza accusare il salto. Quindi, nell’ordine, Tito Tebaldi per il rendimento in campionato e Sei Nazioni, Mirco Bergamasco e Stefan Basson».
POLLA ROUX (FemiCz Rovigo): «1. Benvenuti, uno dei pochi italiani che mi hanno impressionato quest’anno. Possiede un veloce cambio di passo, accelerazione, mi ha stupito il modo in cui ha rotto la linea di difesa contro il Leicester. 2. Billy Ngawini, apertura del Prato, sa attaccare la linea e difendere molto bene 3. Tobias Botes, è giocatore che dà ritmo, attacca le prime guardie, sa mettere la difesa in difficoltà. Poi Edoardo Gori e Paul Derbyshire».
PASQUALE PRESUTTI (Petrarca Padova): «Castrogiovanni, è fra i primi cinque piloni al mondo, può giocare ovunque per le sue qualità. Poi Mauro Bergamasco, giocatore sulla cresta dell’onda da oltre 11 anni: non è facile essere così continui ad alto livello. Terzo il fratello Mirco che prosegue benissimo una carriera ricca di soddisfazioni, è versatile e si è scoperto nel ruolo di calciatore. Infine Derbyshire e Rima Wakarua, atleta di cui nessuno parla, ma che segna 250-300 punti e una decina di mete l’anno».
ANDREA DE ROSSI (Cavalieri Prato): «Castrogiovanni su tutti, come leader della mischia azzurra dominatrice nel Sei Nazioni e di quella del Leicester campione inglese. Mirco Bergamasco per il gran lavoro che c’è dietro alla sua conversione non sporadica a calciatore, compito nel quale ha raggiunto alti livelli di consapevolezza. Kris Burton, un giocatore completo, con carattere e tecnica individuale, grazie a lui Treviso ha centrato le prime vittorie in Celtic. Poi Massimiliano Ravalle e Geldenhuys».
ROLAND DE MARIGNY (GranDucato): «Il mio oscar personale va a Zanni, giocatore di grande qualità che non ha fatto rimpiangere Parisse nel Sei Nazioni e ha mostrato un ottimo rendimento, anche in touche, in Celtic League. Alle sue spalle Mirco Bergamasco, che ha lavorato sodo aggiungendo al suo profilo quello di calciatore decisivo dalle percentuali altissime. Quindi Luke McLean, Robert Barbieri e Benvenuti».
DAME DE VILLIERS (Futura Park Roma): «Benvenuti ha avuto una seconda parte di stagione magica. Forte con la palla in mano, ha linee di corsa intelligenti e comprensione del gioco. Gori giocando la prima partita dell’anno in quel modo con l’Italia ha dimostrato abilità e forza mentale. Mi hanno impressionato passaggio e capacità decisionale. Poi Claudio Mannucci della Lazio e Ngawini del Prato».
UMBERTO CASELLATO (Marchiol Mogliano): «Derbyshire, un giovane a cui do la palma del migliore, anche come sprone per migliorarsi ulteriormente. E’ talentuoso e intelligente sotto il profilo tecnico e tattico. Secondo Zanni, migliorato costantemente negli ultimi anni. Castrogiovanni, fisico e potenza indiscutibile. Poi Bergamirco e Basson».
VICTOR JIMENEZ (Mantovani Lazio): «Castrogiovanni è un caposaldo della mischia azzurra; dimostra grande “spiritualità” sportiva e attaccamento alla Nazionale. Mirco ha risolto un grosso problema all’Italia riconvertendosi calciatore con tale rendimento internazionale. Derbyshire capisce di rugby, lo sa giocare, è presente in tutte le fasi di gioco. Completo la cinquina con Benvenuti e Basson».
MASSIMO DI MARCO (L’Aquila): «Zanni su tutti per la continuità e la qualità dimostrate nell’arco di tutta la stagione. Antonio Pavanello per la consistenza: pochi fronzoli, quantità e qualità a livelli industriale. Idem Castrogiovanni, terzo. Poi Ludovico Nitoglia e Me Lean».
MAURO MARCUGLIA (Casinò di Venezia): «1. Mirco Bergamasco, giocando all’estero ha migliorato le proprie capacità ogni stagione 2. Zanni, ha dimostrato notevole crescita tecnicotattica, capacità di apprendimento e duttilità, sapendosi prendere responsabilità sul campo. 3. Lo Cicero per come ha saputo riproporsi a livello internazionale, nel Racing Parigi e con l’Italia. Infine Gareth Krause, che sa fare la differenza in campo, e Ngawini, giocatore completo».

La spina dorsale azzurra per il Sei Nazioni

Da Il Messaggero in edicola oggi

Ghiraldini, Parisse, Gori, Orquera, Mc Lean: questa la “spina dorsale” che il ct Nick Mallett potrebbe allestire nel XV azzurro che il 5 febbraio debutterà nel 6 Nazioni contro l’Irlanda al Flaminio. L’obbiettivo è evitare il cucchiaio di legno, ma il match più abbordabile arriverà in trasferta a Edimburgo. Nell’anno dei Mondiali in autunno in Nuova Zelanda, questa edizione del trisecolare Torneo (biglietti ancora in vendita su listicket.it, informazioni: federugby.it) diventerà tuttavia un lungo test e in tale prospettiva è proprio la partita iniziale quella più importante. Per passare ai quarti (traguardo mai raggiunto dall’Italia) il 2 ottobre a Dunedin bisognerà battere proprio l’Irlanda, dando per scontati il ko con l’Australia e le vittorie con Usa e Russia.