Stefano Semeraro per La Stampa
Il francese sostituirà Mallett dopo il Mondiale. Ma con i tempi dell’ingaggio si rischia l’ennesimo flop dell’Italia
Nell’ambiente lo si mormorava da tempo, ma ora è praticamente fatta: Jacques Brunel, 57enne allenatore francese del Perpignan (campione di Francia nel 2009 e finalista 2010) con la fama di sergente di ferro, ex vice di Laporte con la Francia, già corteggiato anni fa dall’Italia, dopo i Mondiali di settembre in Nuova Zelanda sostituirà Nick Mallett sulla panca azzurra, con un contratto quadriennale. «Alla mia età allenare una Nazionale per una Coppa del Mondo o un Sei Nazioni è un’occasione da non farsi sfuggire – ha confessato Brunel a L’Équipe -. La Fir mi ha contattato da tempo, io ci ho riflettuto a lungo, poi ho dato la mia disponibilità, anche se la decisione finale spetta a loro». Il presidente federale Dondi, che non ha mai amato il “catenacciaro” Mallett, giura che Brunel è la prima scelta ma ha anche altri nomi sul carnet, che deciderà dopo il Sei Nazioni (che per noi inizia il 5 febbraio) e dopo essersi consultato con Mallett. In ogni caso, la decisione sembra ormai presa.
Ora si può essere più o meno d’accordo sulla necessità del cambio – con Mallett l’idillio è durato poco e probabilmente è più lui a volersene andare che l’Italia a volerlo silurare, come il ct ha fatto capire a novembre – ma tempi e modalità della vicenda sono sbagliati. Nell’anno dei Mondiali, Mallett e la squadra si troveranno a dover affrontare due impegni fondamentali (e difficilissimi) sapendo di esser già destinati al divorzio. Il rischio di devastanti bradisismi tecnici e psicologici è alto. Ancora peggio se Brunel, impegnato con il Perpignan fino a fine stagione, fosse chiamato in fretta e furia a preparare un Mondiale in tre mesi, magari dopo un Sei Nazioni disastroso. Se Mallett aveva così voglia di evadere, o l’Italia di cambiare timoniere, bisognava troncare prima. Così si rischia l’ennesimo flop tecnico di un’Italia che per crescere ha bisogno molto di più che di una mano di vernice in panchina.

ci sono stati,in questi anni,grossi miglioramenti nel gioco della nazionale,è possibile che non vi sia un tecnico italiano all’altezza?
In Italia ci sono ottimi tecnici (a mio parere, Cavinato e Casellato su tutti). Ma sono allenatori non abituati a respirare certe atmosfere. Sono convinto però che arriveremo ad avere ub ct italiano all’altezza della situazione