Saxons troppo forti, Italia “A” battuta 45-17

L’Italia “A” di Gianluca Guidi inizia con una sconfitta per 45-17 contro la corazzata England Saxons il mini-tour del Regno Unito che si concluderà la prossima settimana con l’incontro di Galashiels contro la Scozia “A”.

Un passivo pesante e che non rende pienamente giustizia al rugby fatto vedere per lunghi momenti dalla seconda rappresentativa azzurra, che ha concesso tre mete per errori individuali ma ha anche messo in piazza una mischia consistente ed una buona organizzazione in rimessa laterale.

Sotto per 21-3 all’intervallo, la squadra capitanata da Antonio Pavanello ha vissuto il momento più difficile in avvio di ripresa, quando tre mete nei primi venti minuti hanno portato i Saxons sul 38-3. Da incorniciare però, al ventitreesimo della ripresa, la meta di Paolo Buso, bravo a raccogliere in velocità un crosskick profondo dell’apertura azzurra Riccardo Bocchino. Una nuova meta dell’ala britannica Simpson-Daniel e quella italiana nel finale con Toniolatti hanno poi fissato lo score sul 45-17 finale per i Saxons.

“Avevamo di fronte una squadra molto forte fisicamente e tecnicamente, ma i ragazzi hanno fatto una partita di combattimento e, soprattutto, non hanno mai mollato nemmeno quando il gap nel punteggio si è allargato all’inizio del secondo tempo” commenta a fine gara Gianluca Guidi. “Abbiamo concretizzato poco in attacco rispetto a quanto abbiamo prodotto – ha aggiunto il tecnico toscano – e andiamo ad affrontare la Scozia “A” (che oggi ha battuto 32-13 l’Irlanda “A” ndr) ripartendo da quanto di buono la squadra ha mess in mostra oggi. Abbiamo regalato tre mete, purtroppo a questo livello ogni errore si paga carissimo ma partite come questa servono anche a capire chi, tra i nostri giocatori, può confrontarsi costantemente con l’alto livello e puntare ad un posto in Nazionale maggiore e chi no”.


 

Worcester, Sixways Stadium – sabato 29 gennaio 2011

Incontro internazionale

England Saxons v Italia “A” 45-17 (p.t. 21-3)

Marcatori: p.t. 8’ m. Monye tr. Myler (7-0); 15’ cp. Bocchino (7-3); 17’ m. Gaskell tr. Myler (14-3); 36’ m. Brown tr. Myler (21-3); s.t. 6’ m. Simpson-Daniel (26-3); 15’ m. Tuilagi M. (31-3); 19’ m. Hodgson tr. Myler (38-3); 23’ m. Buso tr. Bocchino (38-10); 36’ m. Simpson-Daniel tr. Myler (45-10); 41’ m. Toniolatti tr. Bocchino (45-17)

England Saxons: Brown; Simpson-Daniel, Tuilagi M., Twelvetrees (18’ st. Barritt), Monye; Myler, Wigglesworth (18’ st. Hodgson); Narraway (29’ st. Saull), Robshaw (cap), Gaskell; Day, Kitchener; Corbisiero, Mears (14’ st. Buckland) , Marler (14’ st. Bell)

all. Lancaster

Italia “A”: Buso (29’ st. Marcato); Toniolatti, Pratichetti A., Pratichetti M., Sepe M. (20’ st. Pavan G.); Bocchino, Semenzato; Sole (23’ st. Belardo), Minto, Bernabò V.; Bortolami, Pavanello A. (cap, 29’ st. Furno); Cittadini (15’ st. Staibano), Sbaraglini (29’ st. Manici), Aguero (19’ st. Rizzo)

all. Guidi

arb. Allan (Scozia)

 

I XV “Sassoni” per l’Italia A

Da Solorugby

Si scrive England Saxons, si legge Inghilterra di scorta. Un gruppo solido ed esperto pronto ad affrontare l’Italia “A” domani alle 16.15 italiane al Sixways Stadium di Worcester.
Di seguito la formazione annunciata oggi.

15 Mike Brown (Harlequins)
14 James Simpson-Daniel (Gloucester Rugby)
13 Manu Tuilagi (Leicester Tigers)
12 Billy Twelvetrees (Leicester Tigers)
11 Ugo Monye (Harlequins)
10 Stephen Myler (Northampton Saints)
9 Richard Wigglesworth (Saracens)
8 Luke Narraway (Gloucester Rugby)
7 Chris Robshaw (Harlequins, capitano)
6 James Gaskell (Sale Sharks)
5 Christian Day (Northampton Saints)
4 Graham Kitchener (Worcester Warriors)
3 Alex Corbisiero (London Irish)
2 Lee Mears (Bath Rugby)
1 Joe Marler (Harlequins)

a disposizione
16 James Buckland (London Irish)
17 Duncan Bell (Bath Rugby)
18 George Robson (Harlequins)
19 Andrew Saull (Saracens)
20 Paul Hodgson (London Irish)
21 Brad Barritt (Saracens)
22 Olly Morgan (Gloucester Rugby)

Sonny Bill pronto a incrociare i guantoni: tra poche ore il gong

Lancio Ansa delle 16.32

”Nella vita bisogna correre dei rischi. E poi uno potrebbe farsi male anche giocando ad ‘acchiapparella’ o correndo sul tapis roulant in palestra”.
Sonny Bill Williams, 25enne di Auckland, e’ un tipo un po’ particolare e soprattutto ama le sfide. Ecco perche’ da nuova stella degli ‘All Blacks’, ed uno dei due soli giocatori che abbiano rappresentato la Nuova Zelanda ai piu’ alti livelli sia nel rugby a 13 che in quello ‘Union’ a XV, domani tornera’ a trasformarsi in pugile.
Fare il peso massimo professionista e’ infatti il suo secondo lavoro ed e’ anche bravo, visto che questo colosso con ‘background’ polinesiano alto 1.91 e pesante 108 chili e’ considerato una ‘speranza bianca’ che se continuera’ cosi’, ed entrera’ nei giri giusti, potrebbe un giorno diventare un possibile sfidante di uno dei fratelli Klitschko, attuali campioni del mondo nella categoria piu’ affascinante della boxe.
Intanto l’uomo dalle due vite sportive, e in discipline considerate massacranti, continua la sua scalata battendosi nella notte australe fra sabato e domenica sulle otto riprese nella Newcastle australiana contro il 36enne Scott Lewis. Questi e’ un ex galeotto che sul quadrato un anno fa ha gia’ buttato giu’ un altro rugbista prestato alla ‘nobile arte’, quel Carl Webb che gioca il 13 nella League a Parramatta. ”Verra’ contro di me a cento all’ora – ha detto Lewis del rivale ‘All Black’ – ma alla fine vincero’ io”.
”Dita intrecciate prima che SBW salga sul ring”, titola il New Zealand Herald riferendosi al ct degli All Blacks Graham Henry ed ai suoi assistenti Wayne Smith e Steve Hansen, che su questo giocatore puntano ad occhi chiusi in vista della Coppa del Mondo da giocare in casa, e quindi vincere ad ogni costo, tra settembre ed ottobre. Williams e’ uno dei protagonisti annunciati del prossimo Mondiale ovale, ma dovesse andargli male sul ring, magari finendo al tappeto, le cose per la squadra di casa si complicherebbero parecchio: i danni del pugilato si sentono anche a mesi di distanza, ma sarebbe un colpo da Ko dover fare a meno di una stella come Sonny Bill.
Ma nessuno, e quindi anche la federazione rugbistica neozelandese, puo’ impedirgli di combattere visto che a suo tempo il superatleta di Auckland e’ stato autorizzato. Anzi di piu’, visto che l’offerta fattagli dalla federazione per convincerlo a tornare in patria, e quindi strapparlo al Tolone, in vista della Coppa del Mondo comprendeva, per contratto, la possibilita’ di continuare a praticare anche il pugilato.
Oltretutto la prima partita del Super 15, dove Williams giochera’ con i Crusaders, e’ in programma solo il 18 febbraio, mentre il ritiro pre-campionato a Chistchurch e’ previsto da lunedi’ prossimo quando, comunque vada sul ring, Sonny si mettera’ regolarmente a disposizione.
”Prendo tutto questo molto seriamente – ha spiegato Williams all’Herald – e sono sicuro di mostrare a tutti non solo che prendo le cose seriamente ma anche che posso boxare molto bene”. A dargli ancora piu’ forza e’ stata la decisione di smetterla di bere alcolici, ardua sfida (specie pensando alla birra) per un rugbista, ma necessaria per chi vuole fare il pugilato ad alto livello. Oltretutto un test non passato nel 2008 gli era costato il ritiro della patente, ”e da allora ho smesso del tutto: sono sempre alla ricerca del miglioramento di me stesso”.
A fare il tifo per lui e’ annunciata la presenza a bordo ring di un suo sostenitore illustre, l’attore Russell Crowe: fra ‘gladiatori’ ci si intende al volo, e poi Crowe, che e’ anche comproprietario di una squadra di rugby League, il South Sydney, vuole assolutamente mettere a segno un colpo di ‘mercato’ anche se per concretizzarlo dovra’ aspettare la fine del Mondiale. Da buon australiano, almeno si augura che la Nuova Zelanda (e quindi Williams) non lo vinca.

Il volo degli Aironi arriva fino in Brasile

Dall’ufficio stampa Aironi Rugby

L’elenco delle società fiancheggiatrici della franchigia Aironi si allarga e arriva addirittura a superare l’Atlantico.

Il club brasiliano Cascavel Rugby Clube di Curitiba (Stato del Paranà) è infatti da oggi parte integrante del progetto Aironi. Il rugby in Brasile è ancora in fase embrionale, ma sta cercando di costruire una tradizione e, soprattutto, una squadra in grado di ben figurare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016 quando la palla ovale farà il suo debutto a cinque cerchi con la formula del Seven.

L’accordo con gli Aironi nasce proprio dalla volontà di incrementare l’interesse del pubblico brasiliano, facendo della franchigia il proprio punto di riferimento in Europa e legando ad essa il nome del Cascavel Rugby Clube.

La storia del Cascavel Rugby Clube inizia nel 2000 e già nel 2008 è arrivato a conquistare il quarto posto nel campionato statale. Sempre nel 2008 proprio il Cascavel ha organizzato il primo torneo internazionale di Rugby Seven del Brasile con la partecipazione della nazionale verdeoro oltre a Argentina e Paraguay. Il club svolge una grande attività giovanile e può contare anche sulla formazione femminile.

Il logo degli Aironi fa già capolino nella sede del club brasiliano e presto comparirà anche sulle maglie di tutte le formazioni del Cascavel.

(Nella foto in allegato il presidente Silvano Melegari firma l’accordo di collaborazione tra Aironi e Cascavel)

Il ritorno, sulla carta stampata, di Lo Cicero

Quanto tempo è che Andrea Lo Cicero non concede una intervista per parlare di rugby? Qualche giorno fa lo ha fatto per un giornale di Parma, ma ha affrontato l’argomento calcio.
Ora invece dalle pagine di “Avvenire” torna all’ovale: le domande sono di Ivo Romano

Il ritorno del barone. Andrea Lo Cicero, catanese, professione pilone. Non un pilone qualsiasi, il miglior numero 1 del campionato francese, secondo il Midi Olympique. Francia e Italia nel suo destino. Storie di alti e bassi. Otto anni fa, a Tolosa, un infortunio, le sofferenze, la depressione. E il ritorno in Italia, ripartendo dalla A2, prima di riprendere da Parigi (nel Racing) il discorso interrotto. In Nazionale, dapprima protagonista, poi messo da parte da Nick Mallett, ora rientrato alla grande. Tanti traguardi già tagliati, nuovi obiettivi da perseguire, a 34 anni suonati. – Lo Cicero, si guarda dietro e vede i momenti bui che cosa pensa? «Innanzitutto che era importante uscirne. E poi il modo in cui lo si può fare. In quei momenti sei solo, devi trovare la forza dentro te stesso. È come quando sei in mischia, in prima linea: fai parte di un gruppo, ma è come se fossi solo col tuo diretto avversario, a spingere, a lottare, a soffrire. C’ero abituato sui campi di rugby, mi è servito nella vita». E se pensa al premio assegnato dai giornalisti francesi? «Una gioia immensa, perché dimostra che valgo ancora tanto come giocatore. Un po’ come il ritorno in Nazionale, dopo alcuni problemi : un riconoscimento importante.
Sono le soddisfazioni più grandi? «Forse in cima alle pur numerose soddisfazioni che la carriera mi ha regalato c’è la convocazione per la selezione dei Barbarians. Ricordo che per giorni mi guardavo attorno, senza vedere altro che fuoriclasse, australiani , sudafricani, neozelandesi, gente per cui nutrivo stima immensa. Se ero lì , insieme a loro, dovevo essermelo proprio meritato. Un invito coi Barbarians e pure una meta realizzata: esperienza incredibile». – Il massimo cui aspirare? «In quel momento non vedevo di meglio: un sogno. Ma gli obiettivi non finiscono. Vorrei vincere qualcosa con la Nazionale e con il Racing, partecipare alla Coppa del mondo il prossimo anno. Poi si vedrà»