Intervista a Tania Zamparo, la lady del rugby

Intervista che ho fatto per il sito di radio R101

Romana, tifosa della Lazio, ex Miss Italia (edizione del 2000), qualche comparsa in film, telefilm e fictioon.
La svolta, per noi, nel 2008, quando entra nella squadra di Sky Sport e ne diviene il “volto” per quello che riguarda il rugby. Da allora – quando su un prato rotola una palla ovale – da qualche parte nei dintorni c’è pure lei.
La abbiamo intervistata alla vigilia del “suo” quarto Sei Nazioni, dove sarà accompagnata ancora una volta da Diego Dominguez e John Kirwan.

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L’esonero di Mallett? Solo chiacchiere… Parola di Parisse

”L’esonero di Mallett? Solo chiacchiere. La squadra e’ con lui nella mischia siamo i migliori al mondo, siamo una squadra coraggiosa, con tanto cuore”. Così Sergio Parisse, capitano della nazionale italiana, si confida sul numero di Max in edicola da giovedi’ 3 febbraio.
”Piu’ dell’aspetto tattico, la carta vincente di Mallett e’ il rapporto con noi – prosegue – e’ uno che si preoccupa per te, ogni giorno”.
Dei fratelli Bergamasco dice:”con la loro immagine ci sanno fare: amano la visibilita’. Io non prenderei mai un aereo il mio giorno libero per andare in tv da Chiambretti”.
Niente piu’ calendari per Parisse: ”Col nudo ho chiuso. e pure con sbronze e notti balorde. Il tempo e’ scaduto. Non sono uno che si va a cercare i guai, ma se c’e’ da fare a pugni non mi tiro indietro”.
Infine le paure? ”Ho un incubo ricorrente – conclude – sogno spesso di farmi male e di non tornare lo stesso”.

Amarcord Sei Nazioni: De Carli e quella prima meta…

Christian Marchetti per Il Messaggero

Undici anni? Una vita fa. Il 5 febbraio 2000, giorno dell’Italia-Scozia che segna il debutto assoluto degli azzurri al Sei Nazioni, Giampiero “Ciccio” De Carli siede tra le riserve. È emozionato, soffre, ma sente il sapore dell’impresa. Ad un quarto d’ora dal termine l’allora ct Johnstone gli spalanca le porte della leggenda: entra in campo e al minuto 79 segna la meta del 34-13. È la prima meta italiana nel torneo, la segna un romano. De Carli ha 30 anni, gioca pilone nella Rugby Roma e all’80’ non crede a ciò che dice il tabellone: Italia-Scozia 34-20. «Se qualcuno volesse scrivere un libro dovrebbe iniziare da lì», sorride oggi “Ciccio” ricordando le emozioni provate al Flaminio. Sensazioni che sabato prossimo (5 febbraio…) vuole rivivere l’Italrugby di Nick Mallett affrontando la forte seppur rimaneggiata Irlanda per il primo turno del Sei Nazioni 2011. Come al solito si prevede il tutto esaurito. Non moltissimi i tifosi ospiti, colpa della crisi. De Carli oggi ha 41 anni ed  ^assieme a Gianluca Gnidi è il tecnico dell’Italia “A”, il serbatoio della Nazionale maggiore. Quanto è difficile dimenticare il Flaminio? «Difficilissimo. È uno stadio particolare, hai il pubblico vicino e senti un calore incredibile. Ai nostri tempi non si registrava ancora il boom mediatico della pallovale e i sostenitori stranieri sembravano in maggioranza. Di lì a poco, però, sugli spalti sarebbe nata l’onda azzurra». E se le dicono Italia-Scozia, 5 febbraio 2000? «Per quanto mi riguarda in quella partita giocai 18 minuti, segnai sì la meta, ma fu merito di tutta la squadra e ci rendemmo conto che gli scozzesi non ci avrebbero più ripreso». Matteo Pratichetti degli Aironi e Valerio Bernabò della Benetton Treviso gli unici due romani che in questi giorni, al raduno della Borghesiana, stanno preparando il difficile debutto al Sei Nazioni 2011. Sono arrivati da poco, nelle convocazioni iniziali non c’erano giocatori della Capitale… «Non discuto le scelte di Mallett che trovo anzi oculate. Nella Nazionale “A” tutt’ora impegnata nel tour in Gran Bretagna (venerdì la sfida alla Scozia “A” dopo la dura battuta d’arresto con i Saxons inglesi per 45-17, ndc) abbiamo comunque molti romani che potranno essere chiamati per il Sei Nazioni». Saranno da traino per il rugby capitolino? «Forse lo sono già. Il problema è che la mia città ha un vivaio importante ma quasi tutti i talenti che esprime vanno a giocare in altre zone d’Italia. Ai miei tempi riuscivamo invece a restare». Cambiati anche gli spettatori? «Sono tantissimi al Flaminio, pochi nelle gare di campionato. Solito discorso: a livello sportivo Roma ha tanto da offrire ma sono convinto che anche il rugby riuscirà a ritagliarsi il suo spazio

Castro, tra scelte di cuore e ottimismo pre-Irlanda

Christian Marchetti di Solorugby ha incontrato il numero 3 azzurro nel raduno della Borghesiana

A Martin Castrogiovanni l’Inghilterra ha dato tanto. Notorietà, prestigio internazionale e, dal punto di vista umano, “tante cose che non puoi dimenticare. Sono quelle che ti porti fino alla tomba”. Ecco perché il pilone azzurro ha rinnovato recentemente il suo accordo con i Leicester Tigers per altri tre anni. “Certo, se avessi accettato la proposta dello Stade Français avrei guadagnato di più ma la mia è stata una scelta di cuore”.
Quattro stagioni finora a Leicester, però, sono state anche piene di pioggia e freddo. “Lasciare quelle condizioni meteo per arrivare qui a Roma, con questo sole, non può che aiutarti a preparare meglio questo Sei Nazioni”. In una pausa del raduno pre-Irlanda allora il pilone azzurro è una fontana di ottimismo: vuole un grande torneo e non si fida moltissimo delle notizie che giungono dall’Irlanda, quelle che vogliono il XV del Trifoglio fiaccato dagli infortuni.
“Ci siamo concentrati sulla difesa – riferisce allora Castro – perché consideriamo quell’aspetto un nostro punto di forza nei loro confronti. Hanno trequarti forti, vanno benissimo in touche e noi dovremo limitare il più possibile il loro possesso, rallentare il gioco e coprire gli spazi. In prima linea manca Hayes? Visti i loro ricambi in mischia avremo comunque dei problemi. Dobbiamo essere al 100% perché sarà proprio la mischia la chiave di volta”

Italia “A”, un ko che fa pensare: una gran mischia non basta

Massimo Calandri per Repubblica.it

Pesante e paradossale sconfitta (45-17) dell’Italia A a Worcester contro gli England Saxons, un ko che suona come un cattivo presagio alla vigilia del Sei Nazioni e ripropone i soliti, vecchi tabù. Nonostante una superba prova della mischia, apparsa all’altezza se non superiore agli avversari  –  perfetta nelle rimesse laterali, robusta nei raggruppamenti ordinati e abrasiva nella ruck -, la seconda squadra azzurra è stata travolta dagli omologhi inglesi.

La partita era già ampiamente segnata alla fine del primo tempo, chiuso sotto per 21 a 3 dopo alcuni gravi errori individuali in difesa (Sepe, Andrea Pratichetti, Buso). La ragione della trentina di punti di differenza va ricercata nel drammatico divario tra le due linee di trequarti e nella antica fragilità tecnico-tattica della coppia mediana (oggi in campo c’erano Semenzato come mediano di mischia e Bocchino all’apertura), tradizionale punto debole dell’Italrugby a tutti i livelli. Vale la pena sottolineare che la cavalleria leggera schierata ieri da Gianluca Guidi e Giampiero De Carli era italiana al 100%, in buona parte espressione di quelle Accademie su cui la Fir ha tanto puntato economicamente.

I Saxons schieravano una linea per certi versi impressionante (Monye, Twelvetrees e Simpson-Daniel tra gli altri), ma è anche vero che il secondo centro, uno dei rampolli della famiglia Tuilagi, ha 19 anni, e l’età media complessiva dei padroni di casa era comunque inferiore alla nostra. Esemplare e imbarazzante una statistica più volte proposta dalla televisione britannica: dopo un’ora di gioco Italia e Inghilterra erano entrate entrambe per 7 volte con il possesso di palla nella zona dei 22 metri avversari, la differenza era che i Saxons avevano realizzato 6 mete e 31 punti complessivi, gli italiani solo un calcio di punizione con Bocchino. Fallite un paio di chiare occasioni per marcare: una clamorosa con Sole, dopo un impressionante ‘carrettò in mischia chiusa. Mancanza di lucidità, di soluzioni d’attacco. Di talento. Sono arrivate due belle mete nella ripresa, una con l’estremo Buso che è andato a raccogliere un lungo lungo calcio di Bocchino a tagliare la difesa bianca, l’altra di Toniolatti allo scadere grazie ad una palla recuperata da Matteo Pratichetti. Sono arrivati i complimenti per la bellissima prova degli avanti e i tanti placcaggi (29 a 2 nel primo quarto d’ora della ripresa), ma è proprio per questo che la sconfitta  –  prima ancora che onorevole – diventa paradossale. La mischia italiana non ha paura di nessuno. E’ ora di crescere dei trequarti all’altezza.

“Avevamo di fronte una squadra molto forte fisicamente e tecnicamente, ma i ragazzi hanno fatto una partita di combattimento e, soprattutto, non hanno mai mollato nemmeno quando il gap nel punteggio si è allargato all’inizio del secondo tempo”, commenta a fine gara Gianluca Guidi. “Abbiamo concretizzato poco in attacco rispetto a quanto abbiamo prodotto  –  ha aggiunto il tecnico toscano  –  e andiamo ad affrontare la Scozia “A” (che oggi ha battuto 32-13 l’Irlanda “A”) ripartendo da quanto di buono la squadra ha messo in mostra oggi. Abbiamo regalato tre mete, purtroppo a questo livello ogni errore si paga carissimo ma partite come questa servono anche a capire chi, tra i nostri giocatori, può confrontarsi costantemente con l’alto livello e puntare ad un posto in Nazionale maggiore e chi no”.

England Saxons v Italia “A” 45-17 (p. t. 21-3)
Marcatori: p. t. 8′ m. Monye tr. Myler (7-0); 15′ cp. Bocchino (7-3); 17′ m. Gaskell tr. Myler (14-3); 36′ m. Brown tr. Myler (21-3); s. t. 6′ m. Simpson-Daniel (26-3); 15′ m. Tuilagi M. (31-3); 19′ m. Hodgson tr. Myler (38-3); 23′ m. Buso tr. Bocchino (38-10); 36′ m. Simpson-Daniel tr. Myler (45-10); 41′ m. Toniolatti tr. Bocchino (45-17)
England Saxons: Brown – Simpson-Daniel, Tuilagi M., Twelvetrees (18′ st. Barritt), Monye – Myler, Wigglesworth (18′ st. Hodgson) – Narraway (29′ st. Saull), Robshaw (cap), Gaskell – Day, Kitchener – Corbisiero, Mears (14′ st. Buckland), Marler (14′ st. Bell).
Italia “A”: Buso (29′ st. Marcato) – Toniolatti, Pratichetti A., Pratichetti M., Sepe M. (20′ st. Pavan G.) – Bocchino, Semenzato – Sole (23′ st. Belardo), Minto, Bernabò V. – Bortolami, Pavanello A. (cap, 29′ st. Furno) – Cittadini (15′ st. Staibano), Sbaraglini (29′ st. Manici), Aguero (19′ st. Rizzo).
arb. Allan (Scozia)