Video: il Sonny Bill Show 2011

Fotogallery: l’Australia si prepara al Super Rugby

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E dopo il salary-cap ecco a voi il presenze-cap

La proposta non può passare inosservata, perché a lanciarla è nientepopòdimenoche l’ex ct all blacks Graham Henry, fresco campione del mondo. Il coach (a proposito, che farà? Andrà ad allenare i Blues? Seduto dietro una scrivania in federazione? Mah…) ha chiesto alla NZRU di introdurre un tetto di presenze nel Super Rugby per i giocatori delle franchigie neozelandesi che fanno parte del giro della nazionale. E’ sceso anche nel dettaglio Henry: far giocare a quegli atleti un massimo di tre partite ogni quattro gare in programma. Il motivo della proposta? Preservare la forma atletica e magari evitare qualche infortunio.

Super Rugby: quei giovinastri dei Bulls…

La franchigia di Pretoria ha annunciato la sua rosa “allargata”, quella composta dai giocatori che prenderanno parte alla preparazione atletica. Non tutti poi vedranno il campo di gioco, ma quello che catalizza subito l’attenzione è l’alto numero di giovani e giovanissimi. “Solo” 15 i giocatori che hanno vissuto negli anni scorso un piazzamento nel massimo torneo per club dell’emisfero sud, numero che sale a 23 se si considerano i giocatori che hanno già giocato nel Super Rugby. Quattro giocatori arrivano dell’U21 di casa, che negli scorsi mesi ha vinto il suo torneo, cinque sono invece i giocatori che lo scorso giugno hanno vestito la maglia della nazionale sudafricana al Mondiale Juniores che si è tenuto in Veneto. Un bel mix di esperienza e sfrontatezza giovanile. A guidarli il capitano Pierre Spies.

Backs: Zane Kirchner, Jurgen Visser*, Lionel Cronje*, Clayton Blommetjies*, Bjorn Basson, JJ Engelbrecht*, Sampie Mastriet*, Akona Ndungane, Ulrich Beyers*, Adri Jacobs*, Wynand Olivier, Johann Sadie*, Francois Venter*, Louis Fouche*, Morne Steyn, Francois Hougaard, Ruan Snyman, Jano Vermaak*.

Forwards: Pierre Spies (C), CJ Stander, Arno Botha*, Gerrit-Jan van Velze, Daniel Adonga*, Jean Cook*, Dewald Potgieter, Jacques Potgieter*, Jono Ross*, Warwick Tecklenburg*, Deon Stegmann, Juandre Kruger, Mthunzi Mabeta, Wilhelm Steenkamp, Flip van der Merwe, LB Lusaseni*, Cornell Hess*, Franco Mostert*, Werner Kruger, Rossouw de Klerk, Frik Kirsten, Dean Greyling, Morne Mellett, Dawie Steyn*, Chiliboy Ralepelle, Willie Wepener*, Robbie Coetzee*, Bongi Mbonambi*.

(*indicates players not part of previous squads)

Bryce Lawrence, l’arbitro che non vuole andare in Sudafrica. E come dargli torto…

Bryce Lawrence è neozelandese. Bryce Lawrence fa l’arbitro di rugby. Bryce Lawrence ha diretto il contestatissimo quarto di finale iridato tra Australia e Sudafrica (vittoria wallabies dopo dominio springboks). Bryce Lawrence ha detto che lui in Sudafrica per arbitrare non ci va nemmeno per tutto l’oro del mondo.
Beh, insomma, non ha proprio detto così, ma dopo le critiche (insulti?) e le minacce via web lui non se la sente di andare da quelle parti. Proprio torto non glielo darei. John Smit ad esempio: il capitano sudafricano nella spedizione in Nuova Zelanda ha annunciato il suo addio alla nazionale dicendo che “l’unica cosa positiva nella mia decisione è che non lo incontrerò mai più sul campo” (e su Il Grillotalpa ne avevamo già parlato qui).
Arrabbiatissimi i sudafricani con lui, e qualche ragione ce l’hanno. Ma da lì a lanciare campagne sui social network o quello di invitare i tifosi springboks a chiamarlo nel cuore della notte (lo ha fatto una radio), ce ne passa.
Comunque lui è stato chiaro: “Andare in Sudafrica per una partita del Super Rugby? In tutta onestà non voglio andare e mettere a rischio la mia incolumità e delle persone che mi stanno vicino. In quella partita ho commesso degli errori, ma le critiche che ho ricevuto sono ostili, violente e personali”.