Una zolla di 30 centimetri quadrati dell’Eden Park “mondiale” per sostenere la ripresa di Christchurch. Lo hanno deciso IRB e federazione neozelandese che vogliono consentire ai tifosi all blacks da un lato di piantare un piccolo pezzo di storia nel loro giardino di casa, dall’altro di far rinascere la città duramente colpita dal terremoto dello scorso febbraio e che per colpa di quello – oltre alle vittime e alla distruzione – ha perso la possibilità di ospitare le 7 partite iridate programmate.
La vendita verrà effettuata on line in data ancora da destinarsi, ma non ci sarà molto da aspettare.
Per ogni informazione www.rwcchristchurchappeal.com
Categoria: Società e Solidarietà
Fare meta dietro le sbarre: succede in Piemonte
da La Stampa, dosso piemontese, a firma di Romano Sirotto
Serie C Territoriale-Piemonte di rugby, La Drola-Vercelli 12-32. «Si vinceva noi 12-10
ma alla fine sono i più forti a vincere» ha commentato Walter Rista, ex azzurro.
Tutto sembrerebbe rientrare nell’ottica sportiva, ma se c’è una volta in cui è lecito dire
che nello sport il risultato non conta ebbene questa è stata l’occasione giusta. La
Drola è un squadra interamente formata da detenuti del carcere delle Vallette e
sabato è scesa per la prima volta in campo tra le mura amiche dopo mesi di allenamenti.
Siamo già al quarto turno e la burocrazia ha impedito di radunare in tempo i giocatori
provenienti da altri penitenziari, ma le altre gare si recupereranno, l’importante era
partire, come ha confermato Pietro Buffa, direttore del carcere: «E’ un progetto unico in Italia e, probabilmente in Europa, e siamo grati ai club e alla federugby che ha assecondato le nostre esigenze».
La Fir regionale ha avuto un ruolo importante nel sostegno all’iniziativa della
Onlus «Ovale oltre le sbarre» ma anche Roma crede nel progetto, tanto che il presidente nazionale, Giancarlo Dondi, è presidente onorario dell’associazione.
Tutto è nato da un’idea: portare al rugby, duro sport di contatto che fa del rispetto delle regole la sua filosofia, chi le regole le ha perse per strada. Agli ordini del coach Stefano Rista la squadra si sta costruendo: moldavi, tunisini, marocchini, venezuelani e italiani stanno assimilando schemi e tecniche nelle dieci camere appositamente adibite nel braccio Arcobaleno (la cooperativa che lavora all’interno del carcere) nelle quali i giocatori-reclusi vivono.
Se il proposito è sui generis, anche il nome è volutamente in linea. «Drola» in piemontese vuol dire strana, simpatica, curiosa, ma se si scrive unito, ladrola,
ecco un’ autoironica allusione.
Gli Aironi vanno in buca. Per solidarietà
dal sito degli Aironi
Anche gli Aironi sostengono il progetto “In the hole for India”. La franchigia è infatti partner dell’iniziativa realizzata dalla International Golf Corporation.
Si tratta di una serie di cinque tornei di golf il cui obiettivo è la raccolta di fondi in favore di “Allipalli e le sue sorelle Onlus” (www.operatoridipaceallipalli.it). Le iscrizioni alle gare vengono interamente devolute alla Onlus e i fondi sono destinati alla costruzione delle casette in muratura per le famiglie più povere e all’acquisto di capi di bestiame utili per il sostentamento.

La manifestazione ha fatto tappa anche al Salsomaggiore Golf 6 Country Club in provincia di Parma. In quell’occasione erano presenti alcuni giocatori degli Aironi oltre al supervisore tecnico della franchigia Franco Bernini, che ha premiato i vincitori con un pass Vip per le partite casalinghe degli Aironi e con un pallone ufficiale autografato da tutta la squadra.
La prossima tappa di “In the hole for India” si terrà domani, sabato 22 ottobre, al Golf Club Crema Resort di Crema.
ALLIPALLI E LE SUE SORELLE ONLUS
L’opera di Padre Maria Joji Rai inizia nel 1989 nella parrocchia di Allipalli, comprendente 15 villaggi abitati da 30 – 40 mila persone, dedite quasi esclusivamente all’agricoltura alle dipendenze di alcuni latifondisti.
Nel 1992 i bambini ed i ragazzi ospitati alla Missione erano circa una ventina. Il loro numero è cresciuto rapidamente col passare degli anni.
Grazie alle donazioni, alle adozioni a distanza ed all’impegno di volontari italiani sul territorio della Missione sono state possibili numerose realizzazioni, che hanno migliorato le condizioni e le prospettive di vita della popolazione , anche se ancora molto resta da fare.
L’aiuto degli amici e dei benefattori è indispensabile per procedere nell´opera.
Gli aiuti possono pervenire in diversi modi:
– adozione a distanza di un bambino o di una bambina: le quote per l’adozione partono da un minimo di 25 euro al mese.
– somme per l’acquisto di una capra (50 Euro), di una macchina per cucire (80 Euro) o di una bufala (200 Euro)
– donazione da destinare alla costruzione di una casetta in muratura per le famiglie più povere e in difficoltà residenti nei villaggi (1000 Euro)
– disponibilità a recarsi ad Allipalli per svolgere opera di volontariato nella Missione (durata 15-20 giorni). La presenza in luogo di medici specialistici e di personale sanitario è particolarmente utile per una popolazione che non può altrimenti ricevere assistenza medica.
Gli Sport Paralimpici si ritrovano a Prato: c’è anche il rugby
dal quotidiano on-line you&news
Dal 14 al 16 ottobre la città di Prato e la provincia ospiteranno in varie strutture il primo raduno della Fispes, Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali. Una serie di allenamenti che atleti disabili, seguiti dalla Federazione, svolgeranno su impianti pratesi e del circondario come primo passo di preparazione verso le Paralimpiadi di Londra 2012. (…)
Le discipline che si svolgeranno nel comune di Prato saranno l’atletica leggera che si disputerà sulla posta di atletica di Chiesanuova, la boccia, alla palestra dell’Anffas in viale Borgovalsugana e il rugby in carrozzina, all’interno del PalaBuzzi. «Saranno circa sessanta gli atleti che arriveranno in città da tutta Italia» ha dichiarato il delegato regionale Fispes, Stefano Tassi.
«Fra di loro alcuni che hanno già avuto esperienza in nazionale e alle Olimpiadi e anche molti giovani, soprattutto nell’atletica leggera, la disciplina che conta il maggior numero di atleti, una ventina circa, che saranno il futuro della nazionale. Altri quindici arriveranno per le selezioni del rugby in carrozzina e sarà la prima volta in cui si troveranno a dover far squadra. Questa disciplina – ha concluso – sperimentale debutterà nel 2012 alle Paralimpiadi di Londra, mentre quattro saranno a Prato per la boccia, disciplina che conta ancora numeri esigui riservata a persone con disabilità importanti».
