Sei Nazioni: Scozia-Italia 21-8

La Scozia ha sconfitto per 21-8 l’Italia a Murrayfield (Edimburgo) nel match che ha aperto il programma della quinta ed ultima giornata del 6 Nazioni di rugby. Vittoria scozzese firmata dalle mete di Nick De Luca (47′) e Nicki Walker (55′), con una trasformazione e 3 piazzati di Chris Paterson (4′, 19′, 68′). Azzurri a segno con un meta di Andrea Masi (11′) e un piazzato di Mirco Bergamasco (31′).
L’Italia era reduce dal successo per 22-21 sulla Francia al Flaminio (la prima affermazione sui bleus nella storia del Torneo) e da 3 sconfitte contro Irlanda, Inghilterra e Galles. La Scozia, invece, aveva perduto tutte e 4 le partite giocate. Il successo relega così gli azzurri all’ultimo posto in classifica, visto che chiudendo appaiati alla Scozia con 2 punti, sono condannati dalla peggior differenza punti.

Scozia: Paterson, Walker, Ansbro (19′ De Luca), Lamont, Danielli, Jackson (77′ Parks), R. Lawson (64′ Blair), Brown (74′ Vernon), Barclay, Hines (54′ Strokosch), Kellock (cap), Gray, Cross (64′ Murray), Ford (64′ S. Lowson), Jacobsen. All.: Robinson.
Italia: Masi (31′ McLean), Benvenuti, Canale, Sgarbi (70′ Canavosio), Mi. Bergamasco, Burton (59′ Orquera), Semenzato, Parisse, Derbyshire (59′ Barbieri), Zanni, Geldenhuys, Del Fava (54′ Bernabo’), Castrogiovanni, Ghiraldini (77′ Festuccia), Perugini (Lo Cicero). All.: Mallett Arbitro: Walsh (Nuova Zelanda) Marcatori: 4′ Paterson calcio piazzato; 11′ Masi meta; 18′ Paterson calcio piazzato; 31′ Bergamasco calcio piazzato; 55′ meta Del Luca; 55′ meta Walker; 56′ Paterson trasformazione; 68′ calcio piazzato Paterson.
Spettatori: 45 mila circa

Sei Nazioni: tutte le statistiche dell’ultimo turno

A questo link tutti i numeri e i dati relativi ai tre match dell’ultima giornata del Sei Nazioni 2011:

Scozia-Italia
Irlanda-Unghilterra
Francia-Galles

Tutto sull’ultimo giro di Sei Nazioni (che il Grillotalpa non vedrà…)

Scozia-Italia, Murrayfield ore 15 e 30

Scozia
15 Chris Paterson, 14 Max Evans, 13 Joe Ansbro, 12 Sean Lamont, 11 Simon Danielli,
10 Ruaridh Jackson, 9 Rory Lawson, 8 Kelly Brown, 7 John Barclay, 6 Nathan Hines, 5 Alastair Kellock, 4 Richie Gray, 3 Geoff Cross, 2 Ross Ford, 1 Allan Jacobsen
a disposizione
16 Scott Lawson, 17 Euan Murray, 18 Richie Vernon, 19 Alasdair Strokosch, 20 Mike Blair, 21 Dan Parks, 22 Nick De Luca

Italia
15 Andrea MASI, 14 Tommaso BENVENUTI, 13 Gonzalo CANALE, 12 Alberto SGARBI,
11 Mirco BERGAMASCO, 10 Kristopher BURTON, 9 Fabio SEMENZATO, 8 Sergio PARISSE, 7 Paul DERBYSHIRE, 6 Alessandro ZANNI, 5 Quintin GELDENHUYS, 4 Carlo Antonio DEL FAVA, 3 Martin CASTROGIOVANNI, 2 Leonardo GHIRALDINI, 1 Salvatore PERUGINI
a disposizione
16 Carlo FESTUCCIA, 17 Andrea LO CICERO, 18 Valerio BERNABO’, 19 Robert BARBIERI, 20 Pablo CANAVOSIO, 21 Luciano ORQUERA, 22 Luke MCLEAN

 

Irlanda-Inghilterra, Dublino ore 17 e 30

Irlanda
15 Keith Earls 14 Tommy Bowe, 13 Brian 0’Driscoll (c), 12 Gordon D’Arcy, 11 Andrew Trimble, 10 Jonathan Sexton 9 Eoin Reddan, 8 Jamie Heaslip, 7 David Wallace, 6 Sean O’Brien, 5 Paul O’Connell, 4 Donncha O’Callaghan, 3 Mike Ross, 2 Rory Best, 1 Cian Healy.
In panchina
16 Sean Cronin, 17 Tom Court, 18 Leo Cullen, 19 Denis Leamy, 20 Peter Stringer, 21 Ronan O’Gara, 22 Paddy Wallace.

Inghilterra
15 Ben Foden, 14 Chris Ashton, 13 Matt Banahan, 12 Shontayne Hape, 11 Mark Cueto, 10 Toby Flood, 9 Ben Youngs , 8 Nick Easter , 7 James Haskell, 6 Tom Wood, 5 Tom Palmer, 4 Louis Deacon, 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley, 1 Alex Corbisiero.
In panchina: 16 Steve Thompson, 17 Paul Doran-Jones, 18 Simon Shaw, 19 Tom Croft, 20 Danny Care, 21 Jonny Wilkinson, 22 David Strettle.

 

Francia-Galles, Parigi ore 20

Francia
15 Maxime Médard, 14 Vincent Clerc, 13 David Marty, 12 Damien Traille, 11 Alexis Palisson, 10 Francois Trinh-Duc, 9 Morgan Parra, 8 Imanol Harinordoquy, 7 Julien Bonnaire, 6 Thierry Dusautoir (capt), 5 Lionel Nallet, 4 Julien Pierre, 3 Nicolas Mas, 2 William Servat, 1 Thomas Domingo.
In panchina: 16 Guilhem Guirado, 17 Luc Ducalcon, 18 Pascal Papé, 19 Alexandre Lapandry, 20 Julien Tomas, 21 Fabien Estebanez, 22 Yoann Huget.

Galles
15 Lee Byrne, 14 Leigh Halfpenny, 13 Jamie Roberts, 12 Jonathan Davies, 11 George North, 10 James Hook, 9 Mike Phillips, 8 Ryan Jones, 7 Sam Warburton, 6 Dan Lydiate, 5 Alun-Wyn Jones, 4 Bradley Davies, 3 Adam Jones, 2 Matthew Rees (c), 1 Paul James.
In panchina: 16 Richard Hibbard, 17 John Yapp, 18 Jonathan Thomas, 19 Rob McCusker, 20 Dwayne Peel, 21 Stephen Jones, 22 Morgan Stoddart.

 

 

Un incubo chiamato Cucchiaio di Legno

Stefano Semeraro per La Stampa

L’Orrenda Stoviglia non è roba nostra, non ci compete, non ce la meritiamo. E che non si azzardino i britannici a sostenere il contrario. Domani la nazionale gioca la sua ultima partita di questo folle Sei Nazioni a Edimburgo, contro la Scozia. In classifica Parisse & Co hanno due punti, gli highlander zero e vincendo potrebbero raggiungerci e scavalcarci per via della differenza punti, ma il Wooden Spoon, il Cucchiaio di legno, quest’anno, è una minaccia solo per loro.

Sul più malinconico dei tanti trofei, concreti e virtuali, che ogni anno il Torneo mette in palio, in realtà da anni si agita la vexata quaestio: tocca a chi perde tutte le partite, o a chi semplicemente arriva ultimo? La tradizione indica la prima versione, e quindi attribuisce solo 4 cucchiai all’Italia; i parvenu delle statistiche la seconda, e agli azzurri ne rifilano 8. La soluzione del dilemma va cercata però nello spirito del gioco, oltre che nella storia del torneo. Il Wooden Spoon originario non aveva nulla a che fare con lo sport, era una sorta di «maglia nera» lignea, enorme e con dedica in greco antico, consegnata sin dal XVIII secolo al peggiore degli studenti del terzo anno di matematica a Cambridge: modo goliardico e scaramantico (per gli inglesi toccare legno è come per noi toccare ferro) di augurare miglior fortuna a uno studente che, comunque, gli esami gli aveva passati. Dalle aule lo sberleffo tracimò, molto britannicamente, sui campi di gara.

A Cambridge l’ultimo a riceverlo, nel 1909, fu Cuthbert Lempriere Holthouse, canottiere del St. John’s College, dove la reliquia riposa in una teca, ma già nel 1884 il rugby aveva copiato l’idea. Allora il Torneo riguardava solo le quattro «Home Unions» – Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda – e si tramanda che durante una trasferta nel Cantone dei Grigioni sia stato William Bolton, ala inglese e futuro eroe della guerra anglo-boera, ad acquistare un souvenir in stile elvetico da consegnare agli irlandesi, sempre sconfitti nella prima edizione del 1883. Dal 1909 il Cucchiaio original è misteriosamente scomparso, qualcuno sostiene sia custodito in una abbazia delle Orcadi, ma l’award (virtuale) alla broccaggine assoluta è rimasto.

Il torneo nel frattempo si è allargato prima a Cinque (nel 1910 con Francia), poi a Sei Nazioni, includendoci nel 2000. A lungo non ha avuto una classifica ufficiale, fino al 1993 non disponeva, materialmente, neppure di un trofeo da consegnare ai vincitori. Solo nel ’94 è stata introdotta la differenza punti, estranea alla tradizione ma utile al marketing, per decidere il vincitore in caso di parità in classifica. Però da sempre il Grande Slam va a chi vince tutte le partite, la Triplice Corona alla squadra britannica che batte tutte le altre tre: giusto e logico che il Cucchiaio di legno, che esisteva prima della classifica, vada attribuito solo all’eventuale perdente «totale». Adeguarsi alla differenziazione, introdotta burocraticamente nel 2000, fra il “whitewash” (tutte perse) e il “wooden spoon” (ultimo in classifica) costringerebbe peraltro a riscrivere la storia e a ritrovarsi davanti a casi paradossali. Nel 1973 tutte le nazioni arrivarono a pari punti: tutte vincitrici e tutte col Cucchiaio? No, cari scozzesi, il triste utensile l’abbiamo scansato battendo la Francia. Ora tocca a voi evitarlo, se ne siete capaci.

Mallett guarda la Scozia: “E’ una grande squadra”

Si chiude in Scozia, domani alle 14.30 locali (15.30 italiane, diretta Sky Sport 2HD e differita La7), l’RBS 6 Nazioni 2011 dell’Italia: una settimana dopo aver sollevato nel cielo di Roma il Trofeo Garibaldi, superando 22-21 la Francia, gli Azzurri di Nick Mallett sfidano gli highlanders di Andy Robinson sul prato di Murrayfield nella quinta, conclusiva giornata del Torneo.

E’ il diciassettesimo scontro diretto tra le due Nazionali, ed il bilancio parla di sei vittorie italiane e dieci scozzesi, con l’Italia che ha vinto tre degli ultimi quattro incontri disputati nel Torneo e che quattro anni fa, nella capitale scozzese, si impose per 17-37 conquistando la prima vittoria esterna nel 6 Nazioni.

Un’impresa che il XV del CT Mallett e di capitan Sergio Parisse vuole ripetere domani pomeriggio. Oggi, intanto, l’Italia ha svolto all’ora di pranzo l’allenamento di rifinitura a Murrayfield e, sempre nello storico impianto, CT e capitano dell’Italrugby hanno tenuto la conferenza stampa della vigilia.

“Lo staff ci ha chiesto di dimenticare già da lunedì la partita contro la Francia, noi lo abbiamo fatto e ci siamo concentrati esclusivamente sulla preparazione a questa partita” ha detto ai giornalisti capitan Sergio Parisse. “Siamo qui per continuare a progredire, ma sappiamo che troveremo davanti a noi una Scozia che insegue ancora la sua prima vittoria in questo 6 Nazioni e che darà tutto per ottanta minuti. Conosciamo gli scozzesi, giocheranno con tutto il cuore possibile e, soprattutto da un punto di vista fisico, ci impegneranno dal primo all’ultimo minuto. Se riusciremo a stare a contatto nel punteggio, credo che nell’ultimo quarto d’ora potremo sfruttare una maggiore freschezza atletica: abbiamo lavorato bene questa settimana con il nostro preparatore atletico Alex Marco per poter essere efficaci sino alla fine”.

Sento tanto entusiasmo intorno alla squadra – ha dichiarato il CT azzurro Mallett – ma noi dobbiamo rimanere con i piedi per terra dopo la vittoria sulla Francia, non possiamo permetterci di volare alto con l’immaginazione. Abbiamo fatto un buon torneo quando abbiamo giocato in casa, ma a Twickenham abbiamo concesso otto mete e nessuna altra squadra ha avuto un passivo pesante come il nostro in Inghilterra. Anche domani dobbiamo essere realisti, consapevoli che affrontiamo una grande squadra che forse non ha ancora vinto una partita in questo Torneo ma che nell’ultimo anno ha battuto due volte l’Argentina fuori casa ed il Sudafrica campione del mondo qui ad Edinburgo. Avevo detto prima dell’inizio di questo Sei Nazioni che l’Inghilterra sarebbe cresciuta di qualità e la Francia avrebbe fatto un passo indietro, mentre Italia, Irlanda, Galles e Scozia sarebbero state tutte sullo stesso piano. Non cambio la mia opinione alla vigilia dell’ultima partita, ci aspetta una grande battaglia”

“Abbiamo lavorato molto sulle rimesse laterali in settimana – ha ripreso Parisse – apportando alcune variazioni ed inserendo alcune novità per fronteggiare una delle migliori touche del torneo. Vogliamo garantirci dei possessi di qualità per andare a costruire il nostro gioco”.

Un cambio dell’ultima ora nel XV scozzese, con Walker che rileva all’ala Evans, non pienamente recuperato da un infortunio alla caviglia.


Edinburgo, Murrayfield Stadium – sabato 19 marzo 2011, ore 14.30 (15.30 in Italia)

RBS 6 Nazioni, V giornata – diretta Sky Sport 2HD/differita La7

Scozia v Italia

Scozia: Paterson; Walker, Ansbro, Lamont, Danielli; Jackson, Lawson; Brown, Barclay, Hines; Kellock (cap), Gray; Cross, Ford, Jacobsen

a disposizione: Lawson, Murray, Vernon, Strokosch, Blair, Parks, De Luca

all. Robinson

Italia: Masi; Benvenuti T., Canale G., Sgarbi, Bergamasco Mi.; Burton, Semenzato; Parisse S. (cap), Derbyshire, Zanni; Geldenhuys, Del Fava; Castrogiovanni, Ghiraldini L., Perugini S.

a disposizione: Festuccia, Lo Cicero, Bernabò, Barbieri R., Canavosio, Orquera, McLean

all. Mallett

arb. Walsh (Nuova Zelanda)