Signori e signori, il Sei Nazioni. A presentarlo capitan Parisse!

Dal sito della FIR

Un mese alla prima giornata dell’RBS 6 Nazioni che sabato 5 febbraio, allo Stadio Flaminio di Roma, metterà l’Italrugby di Nick Mallett di fronte all’Irlanda nella sfida che apre l’anno dei Mondiali: un match, quello del mese prossimo, dai molteplici significati.

Perché il 5 febbraio del 2000 l’Italia, sempre al Flaminio, faceva il proprio esordio assoluto nel 6 Nazioni battendo la Scozia e perché contro l’Irlanda gli Azzurri torneranno a sfidarsi dieci mesi dopo a Dunedin, in Nuova Zelanda, nella partita che potrebbe valere la qualificazione ai quarti di finale iridati.

 

Per Sergio Parisse il 2011 coincide con la quarta stagione da capitano dell’Italia e il numero otto dello Stade Francais è consapevole dell’importanza dell’anno che aspetta lui e tutto il gruppo Azzurro.

Sergio, cosa si aspetta dal 2011 dell’Italrugby?
“E’ un anno molto importante, non solo perché inizia con un Torneo speciale come il Sei Nazioni ma anche perché segna il ritorno della Coppa del Mondo, una competizione dove l’Italia andrà con tanta ambizione e voglia di ben figurare. Ma i Mondiali sono lontani, e per noi è importante iniziare l’anno nel migliore dei modi con il 6 Nazioni. Di certo vogliamo migliorare rispetto al 2010”.

Si apre con l’Irlanda in casa, poi arriveranno altri due match interni nel Torneo contro Galles (26 febbraio) e Francia (12 marzo). Obiettivi dichiarati?
“Tre gare interne ci danno la possibilità di giocare con frequenza davanti al nostro pubblico: vogliamo chiudere il torneo con tanta confidenza e soprattutto con delle vittorie che ci facciano approcciare con fiducia il resto della stagione. L’Italia non è la squadra più forte del 6 Nazioni, ma ha tutto quello che serve per mettere in difficoltà tutti gli avversari”.

Dov’è che l’Italia deve migliorare rispetto ai Cariparma Test Match del novembre scorso? Cosa le è piaciuto e dove dovete progredire?
“Novembre è iniziato un po’ sottotono a Verona con l’Argentina: loro hanno segnato sull’unica palla di recupero del match, noi anche per colpa mia non siamo riusciti a finalizzare un paio di azioni. Contro l’Australia siamo cresciuti soprattutto per quanto riguarda il gioco d’attacco e credo che in mediana Gori ed Orquera abbiano trovato subito un’ottima intesa. Credo che il risultato contro l’Australia sia stato un po’ troppo pensate per quello che abbiamo fatto vedere, mentre abbiamo finito con una vittoria importante contro le Fiji. Sofferta, come tutte le nostre vittorie, ma non per questo meno significativa”.

Edoardo Gori è stato la sorpresa dell’autunno azzurro…
“Una delle note positive di novembre, senza dubbio. E’ un mediano di mischia giovane, ma ha giocato due ottime partite e si è integrato bene nel gruppo. Mi auguro che trovi continuità e continui a lavorare per migliorare il proprio rugby”.

Novembre è coinciso anche con l’arrivo di Omar Mouneimne, il responsabile dei punti d’incontro che proseguirà il proprio impegno con la FIR anche al 6 Nazioni e ai Mondiali. Cosa ha portato l’ex tecnico di Stormers e Western Province?
“Credo abbia accresciuto ulteriormente la nostra efficacia difensiva, come del resto è stato evidente a novembre: è un allenatore molto competente e la sua proposta tecnica per quanto riguarda placcaggi e difesa è molto interessante. Con lui la FIR ha fatto un ottimo investimento in prospettiva Sei Nazioni e Rugby World Cup”.

Sistemata la difesa, crede ci sia da lavorare maggiormente in attacco?
“L’ho già detto, lo ribadisco: il sistema d’attacco che adottiamo è valido, quello che deve migliorare è il cinismo di noi giocatori e la nostra capacità di fare la differenza nelle occasioni da meta. Contro l’Australia abbiamo prodotto moltissimo, creato molte fasi offensive, ma non siamo stati capaci di concretizzarle. La sola differenza tra noi e le grandissime squadre, oggi, è questa”.

Chi vede favorita per il 6 Nazioni 2011?
“Ogni anno il Torneo è più equilibrato ma Francia, Inghilterra e Irlanda sono, non necessariamente in quest’ordine, le favorite. La Francia viene da mesi difficili, ma è Campione in carica e vorrà rifarsi. L’Irlanda non ha brillato a novembre ma è una squadra solida, molto esperta, che sta introducendo giovani di valore in un gruppo consolidato. La Scozia ha battuto il Sudafrica a novembre e l’Argentina due volte in estate, è la squadra del 6 Nazioni che abbiamo battuto con maggior frequenza e come noi è in crescita. Il Galles, anche guardando i risultati delle franchigie in Magners League e Heineken Cup, è forse la Nazione in maggiore difficoltà tra quelle che affronteremo. Noi esordiamo al Flaminio con l’Irlanda, sarà subito un match decisivo per capire quali e quante sono le differenze tra noi e loro, dove possiamo metterli in difficoltà anche in vista della partita di Dunedin di ottobre, dove ci giocheremo il passaggio ai quarti”.

A settembre ed ottobre, invece, sarà la volta dei Mondiali che tornano in Nuova Zelanda dopo quasi un quarto di secolo. All Blacks favoriti d’obbligo?
“Le tre favorite sono le squadre dell’Emisfero Sud senza dubbio. Nuova Zelanda, Australia e Sudafrica, con gli All Blacks che avranno addosso la pressione derivante dal giocare in casa ma anche la voglia di riscattare le delusioni delle ultime rassegne iridate. Sicuramente loro sono i grandi favoriti, con Australia e Springboks che raggiungeranno per certo la semifinale. Tra le europee, credo che le uniche due squadre in grado di ambire ad un posto sul podio siano Francia ed Inghilterra ma penso che la Coppa rimarrà nell’Emisfero Sud”.

Tra un mese esatto scenderà in campo al Flaminio per sfidare l’Irlanda. Una richiesta al pubblico?
“In casa abbiamo sempre un grande tifo, penso sia molto bello per noi giocatori e rappresenti anche una grande responsabilità nei confronti delle decine di migliaia di persone che credono in noi. Ci aspetta un anno impegnativo, abbiamo bisogno del loro sostegno e faremo di tutto per ripagarli con più soddisfazioni possibile”.

 

Verso “l’altro” Sei Nazioni: focus sull’Irlanda in rosa

Dalla pagina Facebook “ITALIA vs. IRLANDA – 6 NAZIONI RUGBY FEMMINILE – ROVIGO”. Di Brendan Wallace

In questa stagione internazionale che sta per cominciare l’Irlanda sarà senza molte delle giocatrici più esperte, dopo che alcuni nomi chiave hanno appeso le scarpe al chiodo, o preso una pausa dal rugby, o sono ancora infortunate in seguito alla Coppa del Mondo. Per il prossimo 6 Nazioni è stata messa assieme una squadra di 34 giocatrici che si avvarrà di un buon numero di volti nuovi. Philip Doyle è stato confermato come capo allenatore per la stagione. Doyle era subentrato come allenatore all’ultimo minuto prima della Coppa del Mondo, quando Kevin West aveva lasciato in modo imprevisto.
Fiona Coghlan, capitano della scorsa stagione e Lynne Cantwell sono tra le giocatrici più esperte chiamate in squadra ma alcune assenze sono davvero pesanti per la squadra irlandese.Quattro giocatrici sono indisponibili per infortunio: Tania Rosser continua la sua riabilitazione dopo l’infortunio subito in Coppa del Mondo mentre Eliza Downey, Shannon Houston e Alison Miller sono ancora ferme.
Si spera possano tornare in tempo per il 6 Nazioni, ma sicuramente fuori dalla rosa saranno giocatrici importanti come Helen Brosnan, Kate O’Loughlin, Orla Brennan e Jo O’Sullivan che hanno annunciato la loro decisione di chiudere la loro carriera internazionale.
Se la Rosser non recupererà in tempo per il 6 Nazioni, l’Irlanda sarà disperatamente a corto di esperienza in mediana anche perchè il mediano di mischia di riserva Louise Beamish non ha dato al momento la propria disponibilità mentre la Brosnan e la O’Sullivan dovranno dividere la maglia numero dieci.
Anche Grace Davitt ottimo centro irlandese nelle ultime stagioni si è chiamata fuori dal gruppo per la stagione a venire.
Tornerà in squadra invece Lauren Day, che ha perso la Coppa del Mondo per un infortunio subìto durante un allenamento e ci saranno alcuni volti nuovi come Stacey Lee Kennedy, Jean Moore e Larissa Muldoon.
Infine lo staff che sarà composto oltre che da Doyle anche da Keith Murphy come Assistant Coach, mentre Greg McWilliams si unirà alla gestione durante i preparativi per il 6 Nazioni.

La spina dorsale azzurra per il Sei Nazioni

Da Il Messaggero in edicola oggi

Ghiraldini, Parisse, Gori, Orquera, Mc Lean: questa la “spina dorsale” che il ct Nick Mallett potrebbe allestire nel XV azzurro che il 5 febbraio debutterà nel 6 Nazioni contro l’Irlanda al Flaminio. L’obbiettivo è evitare il cucchiaio di legno, ma il match più abbordabile arriverà in trasferta a Edimburgo. Nell’anno dei Mondiali in autunno in Nuova Zelanda, questa edizione del trisecolare Torneo (biglietti ancora in vendita su listicket.it, informazioni: federugby.it) diventerà tuttavia un lungo test e in tale prospettiva è proprio la partita iniziale quella più importante. Per passare ai quarti (traguardo mai raggiunto dall’Italia) il 2 ottobre a Dunedin bisognerà battere proprio l’Irlanda, dando per scontati il ko con l’Australia e le vittorie con Usa e Russia.

Scommettiamo sul Sei Nazioni?

Da Rugby 1823

Manca un mese e, finalmente, sarà di nuovo Sei Nazioni. Il massimo torneo continentale, infatti, partirà il prossimo 4 febbraio con Galles-Inghilterra, mentre il giorno dopo l’Italrugby esordirà al Flaminio contro l’Irlanda. Manca un mese, ma è già ora di totovincitori e, soprattutto, di iniziare a scommettere su chi si porterà a casa il trofeo. Tra esperti ovviamente, commentatori, tifosi, ma anche su chi vuole puntare qualche euro. E, secondo i bookmakers, i favoriti sono gli inglesi.

Guardando i più importanti bookmakers britannici e italiani, infatti, la maggior parte di loro credono che il XV di Martin Johnson potrebbe tornare alla vittoria dopo il Grande Slam dell’ormai lontano 2003. Paddypower, per esempio, da il successo inglese a 7/4, seguito dalla Francia a 5/2, Irlanda 3/1, Galles 11/2, Scozia 14/1 e, infine, l’Italia a 250/1.
Da noi, anche Betway vede gli stessi favoriti, con queste quote: Inghilterra 2.85, Francia 3.00, Irlanda 4.30, Galles 7.00, Scozia 13.00 e, infine, l’Italia a 251.00. Quote simili anche per Bwin: Inghilterra 2.70, Francia 3.30, Irlanda 4.50, Galles 6.50, Scozia 12.00 e, infine, l’Italia a 120.00.
A scommettere, invece, sul bis francese anche quest’anno è William Hill, altra importantissima società di scommesse inglese, che non crede nel miracolo british. Per William Hill (il migliore dove scommettere la vittoria italiana) le quote sono: 15/8 Francia, 11/4 Inghilterra, 11/4 Irlanda, 6/1 Galles, 10/1 Scozia, 750/1 Italia.

 

Sei Nazioni: non solo uomini

Una foto che spiega molte cose e che ci ricorda che anche “l’altra parte del mondo” ha il suo Sei Nazioni.