Video: la seconda metà (in rosa) del rugby inglese

L’Australia si mette in rosa. E lo fa per il Seven…

da Ladies Rugby Club

Saranno più di 160 giocatrici, quelle che scenderanno in campo sabato 14 aprile e domenica 15 al St. Ignatius College di Riverview per il primo “Australian Rugby Union’s National Women’s Rugby Sevens Championship”.

Il torneo prevede la partecipazione di selezioni dai vari stati come il New South Wales, il Queensland e Australian Capital Territory più una compagine formata da giocatrici internazionali che al momento vivono a Sydney. Ci sarà anche una selezione nazionale ovvero le “Aussie Pearls and Qantas Women’s Sevens” appellativo che la squadra australiana si da quando partecipa in maniera non ufficiale ai tornei, come quello di Hong Kong lo scorso marzo dove le “Pearls” sono arrivate seconde perdendo la finale contro l’Inghilterra.

La notizia più incredibile però è la partecipazione (prima volta assoluta nella storia del rugby australiano) di una selezione nazionale “aborigena” ovvero la “National Indigenous Women’s Sevens team” (…)

Aussie Pearls and Qantas Women’s Sevens
New South Wales Country “1”
New South Wales Country “2”
Sydney Women’s
Queensland Brumbies Rugby
Victoria
Western Australia
Northern Territory
South Australia
Australian Services
National Indigenous (Lloyd McDermott Rugby Development Inc)
Papua New Guinea

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Europei femminili FIRA, le 26 francesi per Rovereto

La Francia ha annunciato il gruppo delle 26 giocatrici che faranno parte del gruppo che si presenterà a Rovereto nel mese di maggio per gli Europei FIRA. Le transalpine sono nello stesso girone dell’Italia con Inghilterra e Spagna. L’Italia affronterà la Francia il 13, l’Inghilterra il 16 e la Spagna il 19.

Liste des joueuses : AGRICOLE Sandrine (Rennes), AGUERRE Dioni (Bayonne), ANDRE Manon (St-Orens), ARRICASTRE Lise (Lons), BAILON Aurélie (Usap), BOUISSET Cyrielle (Usap), CASENAVE Nadège (Lons), CHOBET Christelle (Lons), DIALLO Coumba Tombe (Bobigny), DJOSSOUVI Koumiba (Lons), ESTEVE Laétitia (Lille), FORLANI Audrey (St-Orens), FOURCADE Laurelin (Bobigny), GODIVEAU Lucille (Rennes), GRAND Laétitia (Lons), MIGNOT Gaëlle (Montpellier), N’DIAYE Safi (Montpellier), PORTARIES Elodie (Montpellier),, POUBLAN Elodie (Montpellier), RABIER Sandra (Caen), RAYMOND Pauline (Lons), SALLES Laetitia (Usap), TREMOULIERE Jessy (Romagnat), TRONCY Jennyfer (Montpellier), VERNHET Aurélie (Montpellier), YAHE Marie-Alice (Usap).

Rugby femminile: in Repubblica Ceca, ma non per la Sexy Liga

da Ladies Rugby Club

Se provate a cercare in rete qualcosa sul rugby femminile nella Repubblica Ceka si apriranno tantissime pagine ricche di commenti e foto, la maggior parte della quali in Italiano. Peccato che non si parli di rugby femminile ma di “Sexy Liga”, un fenomeno mediatico esploso negli ultimi mesi molto simile al “Lingerie Bowl” il football americano giocato in lingerie che va tanto di moda in America.
La “Sexy Liga” è un misto tra rugby a 13 e Rugby Touch, si gioca infatti in un campo da Touch, con sei giocatrici per squadra ed alcune tentativi per segnare. Non ci sono mischie o touche ma ci sono i placcaggi (bassi, perchè il viso delle modelle non può MAI essere toccato) e soprattutto le ragazze giocano con un costume molto succinto. Ecco, questo non-rugby è giocato in gran parte da modelle, ballerine e starlette varie. La cosa incredibile (c’è da essere sorpresi?) e che tra i vari paesi europei in cui questo business show ha avuto un grande successo mediatico l’Italia è quello che ha manifestato l’interesse maggiore.

Ma in Repubblica Ceka ci sono ragazze che giocano a rugby e lo fanno veramente e sono costrette a combattere tutti i giorni con questa baracconata. Proprio per questo ci hanno inviato una nota pregandoci di raccontarvi che esiste un vero campionato di rugby (in Repubblica Ceca si gioca a 10′) al quale partecipano quattro squadre e che la Repubblica Ceka partecipa regolarmente al circuito 7s Europeo femminile.

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Bilancio di un Sei Nazioni al femminile

Ladies Rugby Club ha tracciato un bilancio squadra per squadra del Sei Nazioni femminile appena terminato.

Inghilterra
Le prestazioni complessive dell’Inghilterra nel 6 Nazioni 2012 sono state veramente incredibili. La conquista del settimo titolo consecutivo è impressionante di per sé, ma vincere senza subire una nemmeno una meta è davvero sorprendente. Il torneo inglese di quest’anno è la prova evidente di come Gary Street ed il suo staff siano sempre alla ricerca del miglioramento: cinque mete subite nel 2009, due nel 2010, una nel 2011, nessuna quest’anno.
Il successo dell’Inghilterra è anche il risultato di una politica di sviluppo dei giovani talenti a lungo e attentamente pianificata. (…)

Francia
Quest’anno per il coach francese Christian Galonnier le tattiche erano chiare. Nonostante una linea di 3/4 di enorme talento, la sua strategia è sempre stata orientata alla massima riduzione del rischio: tenere la palla con gli avanti e non dare alle avversarie spazio per muoversi. Con un pacchetto molto forte che ha funzionato per gran parte del torneo, la Francia è riuscita ad aver ragione di un’Irlanda estremamente coriacea e addirittura mettere in difficoltà l’Inghilterra per un tempo intero. Tuttavia, la perdita di un elemento chiave come la No.8 Aida Ba – uscita per infortunio contro la Scozia – è stata un danno significativo e quando l’Inghilterra è riuscita a venire a capo del ruvido gioco francese, Galonnier sembrava non avere alcun piano B. Ovvio che la Francia dovrà sviluppare una maggiore flessibilità tattica, se intende lottare per il prossimo 6 Nazioni e soprattutto per il podio mondiale nel 2014. (…)

Irlanda
La misura del progresso dell’Irlanda in questo torneo è evidente già per il fatto stesso che lo staff e le ragazze sono amaramente delusi per aver concluso di nuovo il torneo al terzo posto. La sconfitta di un solo punto in Francia probabilmente non sarebbe arrivata se la partita fosse stata giocata in casa o solo se la trasferta fosse stata gestita meglio, in tal caso la partita finale contro l’Inghilterra avrebbe avuto un valore notevolmente diverso ed avrebbe potuto regalare all’Irlanda una posizione neppure sognata, alcuni anni fa. La cosa migliore dell’Irlanda in questo torneo è stata lo sviluppo di un efficacissimo movimento offensivo, che ha portato a segnare molti più punti rispetto al passato. (…)

Galles
Un torneo tra luci ed ombre per il Galles, con le vittorie contro Italia e Scozia, una buona sconfitta contro l’Inghilterra e le brutte prestazioni con Irlanda e Francia. Manca una certa esperienza alla squadra che si è rinnovata moltissimo ed hanno avuto la fortuna di arrivare nel loro momento di forma migliore alla partita decisiva del torneo quella contro l’Italia al Millennium Stadium – la loro prima apparizione nel tempio del rugby gallese.

Italia
Dopo la stagione migliore di sempre nel 2011, lo staff azzurro guarderà indietro al torneo del 2012 con una certa delusione. Due vittorie e una sconfitta di misura contro la Francia, l’anno scorso sembravano costituire un buon viatico per il 2012, ma purtroppo la squadra azzurra non è riuscita a costruire su questo. A dire il vero un qualche segnale di pericolo era già stato avvertito in autunno, quando una squadra azzurra quasi al completo era stata sconfitta da un team sperimentale francese, con un netto 37 – 0. A questo si deve aggiungere un calendario molto difficile che ha visto l’Italia affrontare la Francia, Inghilterra e Irlanda nelle prime tre partite. Un calendario così non è certo l’ideale per la fiducia della squadra nei propri mezzi.

Scozia
Per il secondo anno consecutivo la Scozia torna a casa con il “Cucchiaio di Legno” e con il “Whitewash” essendo finita in fondo alla classifica del torneo delle 6 Nazioni senza aver vinto neppure una partita. Difficile al momento pensare di avere certezze nella corsa per tentare di qualificarsi per la Coppa del Mondo. Se il torneo del 2012 è stato avaro di soddisfazioni, anche quello del 2013 sarà sicuramente molto difficile. Prima della partita finale contro l’Italia, la Scozia non aveva addirittura segnato nemmeno un punto. Almeno le due mete segnate contro le italiane, hanno risparmiato alla Scozia il primato negativo di aver concluso il torneo senza nemmeno segnare un punto (cosa mai accaduta). (…)

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