Delle condizioni di Jonah Lomu vi ho raccontato qualche giorno fa. Novità in tal senso non ce ne sono, oggi però volevo sottoporvi alcune frasi di una intervista rilasciata dall’ex stella degli all blacks al New Zealand Women’s Weekly, che ha l’esclusiva su tutta la vicenda.
L’atteggiamento di Jonah non sembra essere dei più combattivi. L’impressione è che sia sfiduciato, o forse solamente molto realista.
Vi propongo alcune frasi, poi ognuno si faccia l’opinione che meglio crede.
“Tutti a un certo punto devono morire. Sfortunatamente i trattamenti a cui mi sono sottoposto non hanno funzionato. Sono stato fortunato a poter fare un primo trapianto, ma ora ci sono molte più difficoltà. Trovare un donatore e un rene compatibile è molto difficile e le possibilità di un rigetto sono più alte dell’altra volta. Ma sono fortunato, ho avuto la possibilità di vivere più cose io in una vita di quanto altri non potrebbero fare in sei o sette”.
Categoria: Nuova Zelanda
Si allunga il recupero di McCaw: in campo ad aprile
Alla fine perderà qualche partita del Super Rugby in più del previsto. Cinque probabilmente, ma meglio non rischiare.
Richie McCaw, capitano degli all blacks campioni del mondo e dei Crusaders non rientrerà a marzo – come inizialmente annunciato – ma il mese successivo. La rieducazione e il recupero proseguono bene, il terza linea ora corre senza problemi, ma non si vogliono forzare i tempi.
Il debutto di McCaw potrebbe arrivare il 7 aprile quando a Pretoria i Crusaders giocheranno contro i Bulls o una settimana dopo contro gli Stormers a Christchurch
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Jonah Lomu sta di nuovo male, necessario un nuovo trapianto
Un nuovo trapianto di rene, al più presto. Le condizioni fisiche di Jonah Lomu sono drasticamente peggiorate e l’ex all blacks oggi pesa ben 30 chili meno dello scorso settembre. I problemi di rigetto avuti durante i mondiali neozelandesi si sono acuiti e ora Jonah è di nuovo in dialisi e necessita di un nuovo rene, quello trapiantato anni fa (e donatogli da un amico Grant Kereama) ha smesso di “lavorare”.
Le possibilità di trovare un donatore però ora sono più basse rispetto al primo trapianto, perché le difese immunitarie sono enormemente più basse.

