Il 2013 di Sonny Bill Williams, si muove la NZRU

Sonny Bill nella league, Sonny Bill ancora nel rugby a 15 ma in Sudafrica, Sonny Bill su un ring…. Insomma, SBW sta al rugby come David Beckham stava (sta?) al calcio. Con la non piccola differenza che il neozelandese ha molto più talento del britannico.
Ad ogni modo questa volta ci occupiamo del futuro di Sonny Bill Williams non per nuovi voci o rumors ma per una notizia vera e confermata, e cioè che la federazione neozelandese ha messo sul tavolo un nuovo contratto per il centro all black, che come è noto quest’anno gioca a Waikato. Lìattuale accordo con i Chiefs scade al termine del Super Rugby in corso.
Ora la palla è nelle mani di Sonny Bill.

Graham Henry nel motore degli Auckland Blues

Cinque ko in sei partite, penultimi ma solo per una differenza-punti inesistente (solo uno…). Questo il magrissimo score dell’inizio del Super Rugby degli Auckland Blues. Un allenatore – Pat Lam – finito nell’occhio del ciclone che però ora potrà contare su un aiuto di quelli importanti (o ingombranti?). Con lui infatti ora collaborerà Graham Henry, ct degli All Blacks laureatisi campioni del mondo lo scorso ottobre.
Un aiuto che lo stesso Henry darà di cuore visto che lui in passato li ha allenati portandoli alla vittoria in due edizioni consecutive del Super Rugby (1996 e 1997).

Finanze e bilanci della NZRU, numeri che fanno ben sperare

La federazione neozelandese ha reso noto il proprio bilancio per 2011.
Numeri in chiaroscuro con profitti non elevatissimi (9,6 milioni di dollari locali) e perdite operative in linea con quelle dei due bilanci precedenti (3,1 milioni).
Numeri che subiscono inevitabilmente gli effetti dei costi dell’organizzazione della RWC 2011, senza ovviamente dimenticare la crisi globale.
A Auckland però sono tranquilli perché le conseguenze “benigne” del Mondiale si faranno sentire nei prossimi esercizi.
Da sottlineare che la NZRU ha elargito 18,6 milioni alle Provincial Unions e alle franchigie che partecipano al Super Rugby, un impegno in linea con quello dello scorso anno.

A breve l’intero report sarà pubblicato a questo link

Idioti anche in Nuova Zelanda: insulti razzisti a Pat Lam

Odio i razzisti e il razzismo, ritengo sia la massima espressione della stupidità umana. Quindi cercate di immaginarvi il mio stato d’animo quando ho letto la notizia che ora vi espongo: l’allenatore degli Auckland Blues Pat Lam è stato fatto oggetto di insulti e provocazioni a sfondo razzista su alcuni social network. A finire nel calderone degli imbecilli anche la famiglia del coach. Le colpe di Lam? Nel cervello bacato di questa gentaglia sono il disastroso inizio della franchigia da lui guidata nel Super Rugby in corso e ovviamente le sue insopportabili origini samoane.
Scusate lo sfogo, ma queste cose mi fanno venire le bolle sulla pelle….

I Crusaders vanno in Brasile a fare quello che i Blues dovevano fare in Italia…

“A Confederação Brasileira de Rugby (CBRu) acaba de anunciar a celebração de um Memorando de Entendimentos com a Federação de Rugby de Canterbury e o Crusaders (Nova Zelândia) com a finalidade de auxiliar o desenvolvimento do rugby no Brasil e a implementação do programa de alto rendimento da Confederação”.

Lo so, è portoghese, però con un briciolo di sforzo si capisce benissimo il senso.
Avete presente l’accordo FIR/Auckland Blues saltato perché a Roma lo ritenevano troppo costoso? Ecco la federazione brasiliana lo ha stretto con i Crusaders. L’annuncio è stato dato in Sudamerica.
L’accordo prevede due fasi: Tabai Matson, ex all-blacks e parte integrante dello staff tecnico di Canterbury andrà a San Paolo a partire dal 12 aprile. Il 28 aprile sarà raggiunto da altri due tecnici della franchigia neozelandese, uno per gli avanti e uno per i trequarti. I tre prepareranno la nazionale brasiliana per un torneo che si svolgerà a Santiago del Cile tra il 17 e il 27 maggio. Questa la prima fase.
Successivamente infatti i vertici della federazione brasiliana e dei Crusaders si troveranno per stendere un contratto a lungo termine.
Un colpaccio per una federazione giovane ma dalle grandi potenzialità, finora nota soprattutto per i divertentissimi spot (finito l’articolo ce n’è uno) pensati per introdurre il rugby in un paese che sembra respirare solo il calcio.
Quella dei Crusaders è però solo la prima goccia di quella che potrebbe diventare una cascata, sono infatti molte le nazionali e i club che sono in trattativa per concludere accordi simili con altre realtà neozelandesi (e magari anche con gli stessi Crusaders). L’obiettivo delle nazionali è evidentemente quello di crescere in vista dei Mondiali 2015 e soprattutto 2019. Senza dimenticare l’appuntamento olimpico di Rio de Janeiro del 2016.
E tutto questo non fa che aumentare il rammarico per il rifiuto di Roma a concludere l’accordo con i Blues quando ormai si era già agli ultimi dettagli.
Ma forse noi non ne abbiamo bisogno.

PS: comunque a Auckland aspettano ancora una risposta ufficiale da parte della FIR…