Marc Dal Maso per la mischia azzurra?

Il rumors lo scrive Midi Olympique e lo rilancia rugbymercato.it: Jacques Brunel avrebbe scelto Marc Dal Maso, francese di Escalan dalle chiare origini italiane, quale coach degli avanti della nazionale azzurra. Con il suo arrivo l’Italrugby avrebbe una guida completamente francese (aggiungiamoci anche il preparatore atletico, già da alcuni anni con la FIR, e Gajan alla Nuova Franchigia). Marc Dal Maso, un passato da tallonatore, da 5 stagioni allena il Mont de Marsan.

Video: Houston aspetta l’Italia. E lo fa così.

L’Italrugby in America per ricominciare: sarà rivoluzione?

Fabrizio Zupo per Il Mattino di Padova

(…) Si apre un tour di rifondazione, il ct vuole il suo gruppo. Rompendo le vecchie gerarchie.
Brunel quel che aveva detto a Bologna al suo esordio ha fatto: equilibrio, giovani e staff che rimane sino a dopo al 6 Nazioni, sino a quando «non saprò tutto sugli azzurri».
Un errore al debutto con l’Inghilterra (il cambio in regia), giovani lanciati e confermati (Venditti, il “nostro” North e Morisi) in attesa che dall’Under 20 arrivino gli Esposito, i Campagnaro per fare dei nomi; lo staff sempre più “bleus” con Berot per i suoi tre-quarti e Gajan scelto per la Franchigia federale a cui ha ceduto Troncon, mentre Orlandi dopo vent’anni di azzurro in campo e da coach della mischia, va ad insegnare in aula.
Una “sintonia” tecnica e di rispetto con Smith e Munari della Benetton. Di certo Brunel vuole avere in mano tutto il quadro, usando la Nazionale Emergenti per tenere in caldo a ritmi da Nazionale non solo i “permit player” dell’Eccellenza per le Franchigie, ma veri e propri candidati alla maglia azzurra in ogni evenienza. (…) Non trenta ma novanta azzurri da tenere sott’occhio. (…)
Sereno Marco Bortolami, riportato a nuova vita da Brunel dopo un paio d’anni di sipario
decretato da Mallett. Ha vinto la concorrenza sull’altrettanto tecnico della touche Van Zyl, giocherà a fianco del capitano di Treviso Antonio Pavanello a cui Brunel ha restituito in morale i 2 cm che prima parevano sempre escluderlo. Il padovano sarà capitano contro i Pumas in attesa di Parisse: «È finita la vicenda Aironi con un sospiro di sollievo. Noi giocatori ci siamo trovati nel frullatore nel passaggio fra le due. Ma ora possiamo concentrarci sul gioco. Penso che questo tour assomigli molto a quello di Kirwan nel 2002. Lì si formò il gruppo che ha giocato questi 10 anni. (…)

Azzuri arrivati a San Juan, giovedì la formazione anti-Pumas

dall’ufficio stampa FIR

L’Italrugby è sbarcata nella notte italiana a San Juan, alle pendici delle Ande, dove sabato pomeriggio alle 15.30 locali (20.30 in Italia) gli Azzurri di Jacques Brunel sfideranno l’Argentina nel primo test-match del tour estivo nelle Americhe.

Parisse e compagni hanno raggiunto San Juan dopo aver lasciato Roma sabato notte ed aver trascorso la giornata di lunedì a Buenos Aires, ospiti del San Isidro Club dove hanno svolto un allenamento defatigante.

Giovedì il CT annuncerà la formazione per sfidare i Pumas.

Brunel parla: Sei Nazioni, franchigie e giocatori che vanno all’estero

Francesco Volpe e Christian Marchetti su Il Corriere dello Sport

Jacques Brunel è in Italia da otto mesi e ne ha già viste di tutti i colori, tra franchigie che
saltano per aria e azzurri che, tornati a casa, rifanno prontamente i bagagli. Eppoi la
costante tensione tra FIR e Treviso – shhh, è un po’ che i cannoni tacciono – le polemiche
sulla nuova franchigia federale, la probabile riduzione di squadre e introiti italiani nelle
Coppe dal 2014. (…)

Novembre 2011-Giugno 2012, otto mesi o giù di lì. Soddisfatto del suo lavoro fino a questo momento, monsieur Brunel?
«Otto mesi?! Dieci settimane piuttosto. Quelle che hanno preceduto il Sei Nazioni e i raduni che sono riuscito a ritagliare, per giunta non potendo sempre disporre di tutti gli effettivi. Ma mi trovi lei un ct di una nazionale di rugby che di questi tempi non si lamenti del poco
tempo a disposizione. Scherzi a parte, veniamo da un Sei Nazioni che ha offerto indicazioni importanti, che è stato interessante per lo spirito che questi ragazzi hanno mostrato. (…)».
D’accordo, ma nel frattempo diverse pedine scelgono l’estero (Romano forse ai Saracens, Staibano sicuro ai Wasps ), altri ci ritornano accettando di buon grado anche l’esperienza nella seconda serie francese (Canale a La Rochelle e Masi a Lione). Che fine ha fatto il progetto “figliol prodigo” della Fir?
«Ovvio che per noi sarebbe più interessante tenerli in Italia, ma l’importane è che siano sempre impegnati nell’alto livello. Anche La Rochelle, ad esempio, è un buon banco di prova: conosco bene il loro staff tecnico. L’esperienza all’estero è comunque da vedere come
un’opportunità». (…)