E’ già Scozia-Italia: Mallett conferma il gruppo

Nick Mallett, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha convocato ventisei giocatori per il test-match di sabato 19 marzo al Murrayfield Stadium di Edinburgo contro la Scozia, quinta ed ultima giornata dell’RBS 6 Nazioni 2011.

Il CT azzurro ha confermato integralmente il gruppo di giocatori che ieri, allo Stadio Flaminio di Roma, ha superato per 22-21 i campioni in carica della Francia.

Oggi l’Italia ha osservato una giornata di riposo ed in serata ha lasciato l’Hotel Colony per fare rientro al Park Hotel “La Borghesiana” dove, da domani, Parisse e compagni inizieranno gli allenamenti in vista del turno conclusivo del Torneo.

Mercoledì è previsto l’annuncio della formazione, mentre giovedì gli Azzurri voleranno nella capitale scozzese.

Questi i ventisei azzurri per la trasferta di Edinburgo:

Piloni

Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 75 caps)

Ignacio FERNANDEZ-ROUYET (Benetton Treviso, 7 caps)

Andrea LO CICERO (Racing-Metro Paris, 85 caps)

Salvatore PERUGINI (MPS Aironi, 79 caps)


Tallonatori

 

Carlo FESTUCCIA (Racing-Metro Paris, 50 caps)

Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 36 caps)


 

Seconde linee

Valerio BERNABO’ (Benetton Treviso, 18 caps)

Santiago DELLAPE’ (Racing-Metro Paris, 64 caps)

Carlo Antonio DEL FAVA (MPS Aironi, 51 caps)

Quintin GELDENHUYS (MPS Aironi, 20 caps)


Flanker/n.8

 

Robert BARBIERI (Benetton Treviso, 13 caps)

Paul DERBYSHIRE (Benetton Treviso, 9 caps)

Sergio PARISSE (Stade Francais, 76 caps) – capitano

Manoa VOSAWAI (Benetton Treviso, 8 caps)

Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 51 caps)


 

Mediani di mischia

Pablo CANAVOSIO (MPS Aironi, 35 caps)

Fabio SEMENZATO (Benetton Treviso, 3 caps)


 

Mediani d’apertura/Estremi

Kristopher BURTON (Benetton Treviso, 8 caps)

Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 27 caps)

Luciano ORQUERA (Brive, 21 caps)


 

Centri/ali

Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 5 caps)*

Mirco BERGAMASCO (Racing-Metro Paris, 80 caps)

Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 65 caps)

Gonzalo GARCIA (Benetton Treviso, 21 caps)

Andrea MASI (Racing-Metro Paris, 59 caps)

Alberto SGARBI (Benetton Treviso, 11 caps)

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

 

Un po’ di cose sparse che non dimenticherò mai di Italia-Francia

– Andrea Masi. Una partita immensa, dal primo all’ultimo minuto. Magari non precisissimo nel gioco al piede, ma una costanza e una capacità nel proporsi in avanti che non si vedeva da tempo dalle parti azzurre. E una domanda inevitabile: come non farlo giocare da 15 adesso?

– Secondo tempo, l’Orco Chabal – pessima partita la sua – che va in tackle su Semenzato, a cui dà parecchi chili e centimetri. E “Mozzarella” che non fa una grinza. Fabio 1 Chabal 0.

– Le mie mani in tribuna stampa, che hanno cominciato a tremare a partire dal 70′ in poi. Gli ultimi cinque minuti a scrivere non ci ho più nemmeno provato

– Le facce dei giocatori francesi all’uscita dagli spogliatoi.

– Il solito, splendido, Flaminio che a pochi minuti dalla fine canta l’inno d’Italia con un vigore mai visto (e sentito)

– Carlo Festuccia e Gonzalo Canale. Bravissimi. E a Gonzalo perdoniamo la poca reattività in occasione della prima meta francese. A volte la “classe operaia” va davvero in Paradiso

– Il coraggio di BergaMirco. Perché calciare bene i primi due tiri da fermo, sbagliare in maniera invereconda il terzo e fallire il quarto, per poi metterne a segno due decisivi e affatto facili non è da tutti

– Quell’attimo di incredulità subito dopo il fischio finale, una manciata di secondi in cui il tempo si è fermato e quasi 40mila persone hanno smesso di respirare per chiedersi “è davvero finita?”, “è veramente successo?”

– La paura dei francesi, che fin dal primo minuto di gioco hanno capito che avrebbero trovato pane per i loro denti. Una paura testimoniata dal loro caos tattico e da un paio di scelte inequivocabili: un calcio da metà campo a oltre 20 minuti dalla fine e un tentativo di drop che mai avrebbero cercato in altre occasioni

– La determinazione degli azzurri fin dal primo secondo. Sono scesi in campo con le idee chiarissime su cosa fare e hanno messo immediatamente in difficoltà i francesi, che non ci hanno capito un granché fin dalle prime battute

– L’intervallo. In tribuna stampa è sempre un momento in cui scambiare qualche impressione con i colleghi. Ieri circolavano facce un po’ stranite nei 10 minuti di riposo. La partita era sull’8 a 6 per i francesi, apertissima. Da quanto non succedeva? Però nessuno osava pronunciare la parola “vittoria”, solo cenni, ghigni maliziosi e sorrisi contenuti…

– I dieci difficili minuti(scarsi)  in cui tutto sembrava aver preso una brutta piega: la seconda meta francese, i due errori di Mirco dalla piazzola, il 18 a 6 per i galletti. Alzi la mano chi non ha pensato “ora mollano, se la sono giocata per un’ora contro un avversario al di là delle loro possibilità, accontentiamoci”. Invece.

– La paura dei minuti finali, quelle mischie che sembravano interminabili. Il terrore di una punizione che ci avrebbe condannato.

– La gioia indescrivibile per la vittoria. Sentirsi un po’ pirla perché hai le lacrime agli occhi. Poi ti giri e ti guardi attorno e ti rendi conto che sei in buona e numerosa compagnia. Sì, anche in tribuna stampa.

– I tifosi del cancello 19. Un gruppo di pazzi adorabili, carichi di cibo e vettovaglie (e che cibo e che vettovaglie!) da distribuire a chiunque passi da quelle parti. Lo spirito di uno sport. E grazie a Davide Libertucci di avermeli fatti conoscere

Ps: unico neo di una giornata perfetta, i fischi su un calcio di Parra. Non si fa, punto e basta. Il rugby non è quella cosa lì.

Italia-Francia, palla all’estremo: parla Andrea Masi

Rugby Union Times ha intervistato il giocatore azzurro alla vigilia della sfida con i transalpini.

A QUESTO LINK POTETE SENTIRE LE SUE PAROLE

Domande e dubbi su Italia-Francia

1 aprile 200: Francia-Italia 42-31 (20-17)
3 marzo 2001: Italia-Francia 19-30 (9-14)
2 febbraio 2002: Francia-Italia 33-12 (19-12)
23 marzo 2003: Italia-Francia 27-53 (10-41)
21 febbraio 2004: Francia-Italia 25-0 (10-0)
19 marzo 2005: Italia-Francia 13-56 (10-24)
25 febbraio 2006: Francia-Italia 37-12 (8-12)
3 febbraio 2007: Italia-Francia 3-30 (3-22)
9 marzo 2008: Francia-Italia 25-13 (13-6)
21 marzo 2009: Italia-Francia 8-50 (3-25)
14 marzo 2010: francia-Italia 46-20 (22-3)

Questa è la storia delle sfide con i galletti nel Sei Nazioni. Undici partite, undici sconfitte. Il problema, se così vogliamo chiamarlo, non è questo. Francia e Inghilterra sono veramente di un altro livello, non sono i test più attendibili per il nostro movimento (al contrario invece di Irlanda, Galles e Scozia). Questo non vuol dire non provarci, ma solo che non sono queste le gare che possono fare da “termometro”.
Quello che colpisce nelle sfide con i nostri cugini transalpini non sono le sconfitte in sé, ma il modo in cui sono arrivate. A parte i primi anni infatti abbiamo assistito a partite che non hanno avuto una lunga storia, gare già decise alla fine del primo tempo, quando non ancora prima.
La verità è che per qualche strano motivo soffriamo parecchio i francesi. Il fatto di essere davanti a una montagna molto alta da scalare non aiuta e diventa più facile “mollare” psicologicamente alle prime difficoltà. A rendere un po’ più strano il tutto c’è anche il fatto che a far giocare meglio le nostre nazionali siano stati sempre dei tecnici francesi. Come dire, croce e delizia.
Sabato sarà una gara difficilissima: i bleus devono vincere assolutamente per mantenere viva la speranza di mantenere il trofeo in patria. Noi ci presentiamo con una formazione con tanti cambi rispetto a quelle fin qui viste quest’anno. E questo è un bel giochino: normale turn-over oppure la testa di Mallett è già rivolta alla sfida con la Scozia, decisiva per non prendere il cucchiaio di legno e magari anche per salvare la sua panchina? La squadra azzurra che scenderà in campo al Flaminio è comunque di tutto rispetto, segno che ormai il ct può contare su un gruppo piuttosto numeroso e di ottimo livello, ma il dubbio resta.

Sei Nazioni: rivoluzione azzurra per la Francia?

Masi estremo, Benvenuti e BergaMirco alle ali, Canale e Garcia centri. Non solo: Orquera e non Burton con il numero 10 sulle spalle, Lo Cicero dal primo minuto al posto di Totò Perugini, Barbieri flanker e Dellapé in seconda linea.
Sarebbe una formazione azzurra rivoluzionata quella che secondo Ivan Malfatto de Il Gazzettino andrà in campo sabato contro la Francia al Flaminio. Non solo rispetto all’ultima gara con il Galles, ma anche rispetto alle precedenti partite del Sei nazioni in corso.
Domani l’annuncio del XV titolare, vedremo se il giornalista veneto – al solito informatissimo – aveva ragione.