Brunel è l’uomo giusto, ma lasciatelo fare. Parola di George Coste

Intervista – e articoletto – che ho fatto per le pagine rugby del sito di Radio R101

Ieri il presidente FIR Giancarlo Dondi lo ha detto ai francesi: “Jacques Brunel sarà il nuovo ct azzurro dopo i Mondiali di settembre e la firma arriverà a giorni”. Un’attesa dovuta al fatto che il Perpignan, attuale club del coach transalpino, nel fine settimana è impegnato nelle semifinali di Heineken Cup.
poi verrà dato l’annuncio vero, anche alla stampa italiana, ma quello dell’arrivo di Brunel era un segreto di Pulcinella.
Abbiamo contattato george Coste, ex ct azzurro e amico di Brunel. Quello che segue è quanto ci ha detto sulla scelta del nuovo ct, sulle difficoltà dell’allenare in Italia e sui rischi che di “bissare” il 2007 anche in Nuova Zelanda.

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Con Brunel due assistenti italiani?

L’ufficialità con tutti i crismi del caso per l’arrivo di Brunel sulla panchina azzurra ancora non c’è, ma già si parla dello staff del ct francese che sostituirà Mallett dopo i Mondiali in Nuova Zelanda. Da la Gazzetta dello Sport di oggi

Mentre è atteso per l’inizio della prossima settimana l’annuncio di Jacques Brunel sulla panchina azzurra dopo il Mondiale, sembra svanire l’ipotesi di uno staff tutto francese a suo fianco. «Brunel firmerà nei prossimi giorni e lavorerà con due allenatori italiani» ha detto a «Midi Olympique» il presidente della Fir Giancarlo Dondi. Gli incarichi di Carlo Orlandi e Alessandro Troncon, attuali vice di Nick Mallett per la mischia e l’attacco, scadono col Mondiale.

Un po’ di cose su Nick Mallett

“Come si fa ad annunciare che un ct non sarà più tale a pochi mesi da un Mondiale? Succederà come nel 2007….”
Le lamentazioni anti-FIR dopo che è stato svelato un segreto che tale più non era ormai da tempo – Nick Mallett via dalla panchina azzurra dopo il torneo iridato di settembre, quale che sia il risultato – sono sostanzialmente queste.
Non campate per aria, per carità, ma lasciano un po’ il tempo che trovano.

Iniziamo dal quadro complessivo: probabilmente quello che Mallett poteva dare con questo gruppo è stato già dato. Forse sarebbe stato meglio tenersi una porticina aperta, del tipo “in caso di raggiungimento dei quarti di finale al Mondiale…”, ma questo è possibile solo nel mondo del fanta-mercato. Per tre motivi:
1 – Mallett difficilmente avrebbe accettato una proposta del genere. Insomma, o credi in me o non ci credi, e non può essere una singola partita (Italia-Irlanda del 2 ottobre a Dunedin) a stabilirlo
2 – L’eventuale successore non avrebbe accettato di attendere il risultato di quella partita, soprattutto visti i nomi che circolano
3 – Avete idea della ridda continua di voci circa il futuro del ct? Quella sì un’atmosfera poco sostenibile dall’intero gruppo azzurro…
Quindi o a Mallett si proponeva un prolungamento di almeno due anni (cosa che ci stava vista la crescita degli ultimi mesi e Nick avrebbe accettato) – e non era questa l’intenzione della federazione – o meglio la decisione presa. Chiara e netta (certo quella specie di Excusatio non petita messa alla fine del comunicato FIR si poteva evitare…).

Un annuncio che non dovrebbe portare grossi scossoni tra gli azzurri, legatissimi al coach sudafricano, ma fior di professionisti che sanno come vanno queste cose. Un legame che potrebbe dare nuove motivazioni a molti che in Nuova Zelanda giocheranno l’ultimo mondiale della loro carriera per motivi anagrafici.
In più c’è lo stesso Mallett, che a differenza del Berbizier del 2007 non ha firmato per nessun altro e ha anzi fatto capire che potrebbe rimaere per un po’ a spasso. Per lui arrivare ai quarti con l’Italia – cosa mai successa finora alla nostra nazionale – sarebbe una rivincita personale e un risultato prestigioso da aggiungere a un curriculum già di tutto rispetto.
La vera tara del torneo 2007 fu la spaccatura nel gruppo dei giocatori più che l’annunciato addio dell’allora ct. Che in quella situazione certo non aiutò, ma oggi l’atmosfera tra i giocatori è profondamente diversa.
Un’ultima cosa: alle nostre latitudini c’è una tendenza a sopravvalutare il Mondiale. Intendiamoci, è un torneo importantissimo, ma un Paese come il nostro deve fare la tara della sua crescita o meno prendendo come metro di misura il Sei Nazioni, non una competizione il cui bilancio finale viene dato dal risultato di una singola partita.

PS: ciao Nick, e buona fortuna

Ufficiale, bye bye Nick (dopo il Mondiale)

Dall’ufficio stampa FIR

l Presidente della Federazione Italiana Rugby Giancarlo Dondi ha incontrato questa mattina, presso la sede del Comitato Regionale emiliano in Parma, il Commissario Tecnico Nick Mallett per informarlo personalmente delle decisioni del Consiglio Federale in merito ad un suo eventuale rinnovo contrattuale.

Il Presidente, a nome suo personale e dell’intero Consiglio, ha ringraziato il CT per quanto fatto alla guida della Nazionale, e per quanto sicuramente farà sino alla naturale scadenza del contratto fissata a conclusione della Rugby World Cup “Nuova Zelanda 2011” in programma nei prossimi mesi di settembre ed ottobre, esprimendo nel contempo piena stima nel CT tanto a livello umano che professionale.

La decisione federale di non proseguire nel rapporto con Nick Mallett al termine della rassegna iridata del prossimo autunno matura dalla considerazione, legata anche a precedenti esperienze, di come un rapporto di collaborazione tecnica alla guida della Squadra Nazionale della durata superiore ai quattro anni potrebbe non sortire i risultati auspicati.

Tutti in coda per un test-match: si candida anche Siena

Gabriele Macciantio per Il Corriere di Siena

Il doppio appuntamento di sabato scorso -prima l’Under 14 de L’Aquila Rugby 1936, poi l’Amatori Parma (squadra cadetta del Granducato che milita in Eccellenza) – ha richiamato un bel pubblico al campo Acquacalda. Un pubblico che, occorre aggiungere, se n’è andato molto soddisfatto. Tra gli spettatori c’era anche il numero uno della palla ovale toscana, Riccardo Bonaccorsi. Come ha visto la partita? “Amatori Parma sembrava, sulla carta, molto più forte. Il Cus Siena ha contenuto nel primo tempo ed è venuto fuori nel secondo. Ho visto una grande motivazione tra i bianconeri: voglio aggiungere che, dall’ ultima volta che ero stato qui, un paio di anni fa, ho notato una notevole crescita tecnica e fisica. Credo che potrete puntare alla serie B nel prossimo campionato senza modestia, consapevoli dei mezzi a vostra disposizione. Tra l’altro ho anche visto dei ragazzi interessanti nella partita della under 14 contro L’Aquila, segno che è il movimento senese a crescere”. Per fare un salto di qualità occorre però un campo di gioco all’altezza, che a Siena non c’è. “E’ il problema del rugby toscano che ha iniziato a crescere da pochi anni e ne paga lo scotto. Abbiamo più di seimila tesserati e ci stiamo avvicinando a una delle regioni storiche, l’Emilia Romagna, che invece, proprio per le sue radici, dispone di impianti di livello europeo. Siamo ormai la quarta regione d’Italia, lontanissima ancora dal Veneto e dal Lazio. Ho continuamente incontri con le amministrazioni comunali, e devo dire che trovo anche disponibilità e interesse. Il problema è costituito dalle risorse che sono ridotte. Bisogna ingegnarci”. Certo che il Sei Nazioni  al Fr anchi di Firenze pot r ebbe avere  un effetto gr andioso  sulla palla ovale toscana. “Vedremo se questa possibilità si concretizzerà. Però una cosa voglio dirla. Anche lo stadio di Siena sarebbe perfetto per un test match. La sua capienza è adattissima per le partite con le Isole Fiji o Samoa, che tra l’altro sono anche molto spettacolari. Recentemente la Nazionale ha giocato a Modena e Ascoli, impianti non dissimili dal vostro Franchi”. Ospitare la nazionale a Siena è un proposito che alcuni dirigenti cullano da anni. Di sicuro questa affascinante possibilità non deve intralciare in alcun modo la priorità del rugby senese, quella di dotarsi di un impianto (e degli annessi) adeguato alle sue necessità. Come accogliere, altrimenti, i tanti giovani che vogliono praticare questa disciplina?