Audio: Lo Cicero, il Barone è pronto per l’Australia

Ascoltate l’intervista al prima linea azzurro

Dondi e quei due milioni davanti alle tv… (speriamo!)

Massimo Calandri per Repubblica

Avete presente i 30mila che sei mesi fa, dopo la vittoria sulla Francia, non volevano più lasciare il Flaminio? Ecco. Questa volta ne vorrei un milione, magari due. Davanti al televisore, domenica mattina, 2 ottobre. Me li immagino lì, a godersi il nostro successo sull’Irlanda, 13 a 12. E poi tutti a tavola a festeggiare. Basta un punto per fare la storia».
Battere l’Irlanda e fare la storia, perché gli azzurri ovali entrando fra le prime otto vincerebbero il loro mondiale. Il mondiale di un Paese che daun paio d’anni è impazzito
per il rugby, stravede per questi omoni coraggiosi e leali. Ma non riesce a metabolizzare
qualche successo occasionale, non ha pazienza. Giancarlo Dondi, presidente di lungo corso
(quarta rassegna iridata da numero uno, e due da manager della Nazionale) è consapevole che questa volta siamo ad un punto di non ritorno:«Da24 anni ci proviamo, due volte ci siamo andati vicino. Non possiamo più sbagliare». (…) «Nel 2007 abbiamo voltato le
spalle alla storia. Stavolta non succederà. Allora c’erano troppe polemiche all’interno della
squadra, l’allenatore stava per lasciare. E in campo non osammo».
Assomiglia alla situazione attuale, non le sembra?
«Per niente. Il gruppo è unito. Il ct Mallett andrà via, ma è orgoglioso, vuole lasciare il segno. Nei primi tre anni ho avuto qualche problema con lui, le cose sono cambiate. Occorre attaccare. Rischiare. Sempre. E Mirco Bergamasco non è un calciatore nato, d’accordo:ma si applica, e sono sicuro che non fallirà». (…)

Amici e avversari al tempo dei Mondiali

Ricevo e pubblico

Non sarà facile per i vari azzurri impegnati al Mondiale di rugby neozelandese organizzare un Terzo Tempo come si deve con i compagni di club impegnati invece con altre nazionali in questa rassegna iridata. Molti azzurri giocano infatti all’estero, prevalentemente in Francia, ed i bleus non sono nel girone dell’Italia. Gonzalo Canale, centro della Nazionale italiana e del Clermont, spiega però che si cerca comunque di tenersi in costante contatto con quei ragazzi con i quali si condivide normalmente una stagione sportiva. “Cinque o sei miei compagni sono stati convocati con la Francia, poi ci sono Napolioni Nalaga e Seremaia Bai con le Figi, invece con le Samoa ci sono Ti’i Paulo, George Pisi e Filipo Lavea”. Il suo miglior amico però al Mondiale non ci sarà. “Mi sento spesso al telefono con Thomas Domingo, che purtroppo non ce l’ha fatta a recuperare da un infortunio al ginocchio – racconta Canale-  ed una settimana prima di partire la Francia l’ha mandato a casa. Ha invece recuperato Aurelien Rougerie, ci siamo sentiti prima della partenza. Adesso, qui in Nuova Zelanda, è invece più difficile mantenere i contatti”. Dietro le quinte della comitiva azzurra, ma con un ruolo centralissimo, lavora invece il medico di squadra, Simone Porcelli. Che oggi ha spiegato il segreto del velocissimo recupero degli azzurri dopo un viaggo lungo un giorno e mezzo e dell’ambientamento degli azzurri al fuso orario locale: “Semplicemente per il viaggio avevamo suggerito di non dormire durante i primi due voli (da Roma a Dubai e da Dubai a Bangkok) per poi farlo nel terzo fino a Sydney, ovvero quando sarebbe stata notte in Nuova Zelanda, per arriva già pronti al fuso orario che avremmo trovato. Queso è un piccolo accorgimento che può permettere di velocizzare il processo. Poi qui abbiamo cercato di posticipare dalle 8 alle 9 gli allenamenti del mattino e suggerito di non fare riposi quotidiani durante il giorno, per avere sonno durante la notte. E sembra che vada bene”.

Ricordo che PERONI RACCONTA OGNI GIORNO LE EMOZIONI ED IL PUNTO DI VISTA DI TIFOSI E PROTAGONISTI IN NUOVA ZELANDA: DAL 12 SETTEMBRE SU DEEJAYTV E TUTTORUGBY.IT

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