La palla ovale finisce tra i Salesiani: firmato l’accordo con il CNOS SPORT

Me lo aveva annunciato ieri Franco Ascione nel corso della nostra intervista. Ora dalla FIR la conferma ufficiale

La Federazione Italiana Rugby ed il Centro Nazionale Opere Salesiane per lo Sport (CNOS SPORT) informano di aver sottoscritto un protocollo per lo sviluppo e la pratica del rugby negli ambienti salesiani e per promuovere la partita educativa nello sport.
Il protocollo prevede il sostegno all’avvio della pratica del rugby e la formazione, da parte di FIR, degli operatori tecnici individuati dai responsabili degli oratori e delle scuole salesiani. Il CNOS SPORT promuoverà il rugby su tutto il territorio nazionale e raccoglierà le adesioni dei centri salesiani interessati.
Con la sottoscrizione del protocollo, il gioco del rugby raggiuge un nuovo, ampio bacino di utenza con il quale condivide molteplici valori, andando ad aggiungersi alla già vasta offerta sportiva e formativa del CNOS SPORT.
La FIR, inoltre, aderisce attivamente alla campagna sociale del CNOS SPORT, “La partita educativa dello sport”, volta a diffondere i valori della pratica e della conoscenza dello sport a fini educativi.
“Gli istituti salesiani – ha dichiarato il coordinatore tecnico federale, Prof. Franco Ascione – rappresentano una delle realtà più radicate nel panorama scolastico nazionale, e vantano una lunga tradizione sportiva e di promozione dell’attività fisica tra i più giovani. E’ per noi motivo di orgoglio poter avviare questa collaborazione che ci offrirà la chance di far conoscere la nostra disciplina ad un numero consistente di giovani e giovanissimi ed alle loro famiglie”.
“I valori del rugby sono profondamente vicini a quelli che da sempre animano le opere salesiane ed interpretano al meglio l’approccio salesiano allo sport – ha detto Don Claudio Belfiore, Presidente del CNOS SPORT– ed è per questo che diamo il più caloroso benvenuto alla FIR ed al gioco del rugby all’interno delle nostre strutture. Abbiamo grande fiducia nel fatto che questa disciplina, generalmente nuova per i nostri oratori, riscuoterà grande successo tra i nostri giovani ed in tutto l’ambiente salesiano e vogliamo ringraziare la FIR per aver creduto fortemente in questa collaborazione”.

Pochi giorni e via alla stagione delle Accademie FIR

Con i raduni in programma il 19 luglio si apre la stagione 2011 – 2012 delle Accademie Federali Zonali Under 18. Saranno cinque gli appuntamenti che fino a fine agosto e con tempi e luoghi diversi, impegneranno gli atleti selezionati dagli staff azzurri. La “campanella” suonerà ufficialmente il 5 settembre, giorno in cui avrà inizio la stagione per le tre accademie di Parma, Mogliano e Roma

Di seguito gli atleti selezionati.

ACCADEMIA MOGLIANO

Yannick Alberic Folly AGBASSE (ASOLO RUGBY CLUB)
Alberto ANTONELLI (RUGBY EDUCATIVO SAN DONA’)
Matteo BARUFFATO (PETRARCA RUGBY JUNIOR)
Mattia BELLINI (PETRARCA RUGBY JUNIOR)
Michele BOCCARDO (C.U.S. PADOVA RUGBY)
Jacopo CAPPELLARI (RUGBY PAESE)
Mattia CATELAN (VALSUGANA RUGBY PADOVA)
Edoardo CECCATO (BENETTON RUGBY TREVISO)
Santana Yader CHALONEC (AMATORI RUGBY SAN DONA’)
Giacomo FANTUZ (RUGBY BELLUNO)
Marco FERRO (RUGBY ROVIGO JUNIOR)
Gianni GALARDI (RUGBY EDUCATIVO SAN DONA’)
Matteo GASPARINI (BENETTON RUGBY TREVISO)
Andrea GOBBO (VALSUGANA RUGBY PADOVA)
Nicola GRIGOLON (VALSUGANA RUGBY PADOVA)
Marco LAZZARONI (LEONORSO RUGBY UDINE)
Enrico LUCCHIN (RUGBY ROVIGO JUNIOR AS)
Fabio MENEGHIN (JUNIOR RUGBY MIRANO 1957)
Riccardo MICHIELETTO (BENETTON RUGBY TREVISO)
Pier Paolo MIOTTO (GRIFONI RUGBY ODERZO)
Vittorio MUSSO (RUGBY CLUB VALPOLICELLA)
Martino NOZZA (PETRARCA RUGBY JUNIOR)
Samuel ORTIS (JUNIOR RUGBY VENEZIA)
Simone PARISOTTO (VALSUGANA RUGBY PADOVA)
Davide PASINI (RUGBY ROVIGO JUNIOR AS)
Paolo RAGAZZI (PETRARCA RUGBY JUNIOR)
Federico RUZZA (C.U.S. PADOVA RUGBY AD)
Loris SALVATO (RUGBY PIAZZOLA )
Samuel SENO (BENETTON RUGBY TREVISO)
Francesco ZARAMELLA (BENETTON RUGBY TREVISO)

Lo staff:
Manager: Matteo AMBROSINI
Tecnici: Massimo BRUNELLO e Andrea SGORLON
Preparatore Fisico: Giacomo VIGNA
Medico: Diego ANDREETTA
Fisioterapista: Andrea FRASSINELLA
Video Alanist: Simon Luca PISTORE
Resp. Logisitca: Severino BARBON

ACCADEMIA PARMA

Karim Shaban ALAA (RUGBY CALVISANO)
Nicolò ALBANO (RUGBY UNION)
Gianmarco AMADASI (RUGBY VIADANA)
Steven APPERLEY-ITI KHYAM (RUGBY VIADANA)
Derrick APPIAH (MODENA JUNIOR RUGBY)
Matteo ARCHETTI (RUGBY ROVATO)
Simone BALOCCHI (RUGBY COLORNO JUNIOR)
Niccolò BARUFFALDI (BANCA CRAS C.U.S. SIENA RUGBY)
Filippo BIANCO (CESIN CUS TORINO RUGBY)
Giacomo BIFFI (RUGBY MONZA 1949)
Matteo CALDIROLI (RUGBY PARABIAGO)
Alberto CAMURRI (MODENA JUNIOR RUGBY CLUB)
Filippo CANTONI (RUGBY COLORNO JUNIOR)
Pietro CIAMPELLA (RUGBY ACADEMY)
Davide CIOTOLI (PRO RECCO RUGBY)
Matteo CORNELLI (LYONS VALNURE RUGBY CLUB)
Simone Pietro FERRARI (RUGBY PARMA 1931 JUNIOR)
Emanuele FUSI (RUGBY MONZA 1949)
Gabriele GARIBALDI (LIVORNO RUGBY)
Luca GORIETTI (RUGBY MILANO)
Domiziano GORLA (RUGBY MONZA 1949)
Federico MANUINI (RUGBY BASSA BRESCIANA LENO)
Marco PRETTE (POL. VALLEDORA ALPIGNANO)
Roberto RACCA (CESIN CUS TORINO RUGBY)
Tommaso REBECCHI (RUGBY PARMA 1931 JUNIOR)
Renzo RENZETTI (U.S.FIRENZE RUGBY 1931)
Federico SALERNO (C.U.S. GENOVA RUGBY)
Filippo SCALVI (RUGBY ROVATO ASD)
Marco SILVA (AMATORI PARMA RUGBY)
Gianluigi SILVESTRI (PESARO RUGBY)
Alessandro TORLAI (RUGBY REGGIO)
Cherif TRAORE (RUGBY VIADANA)
Giacomo VERGNANO (CESIN CUS TORINO RUGBY)
Davide ZANETTI (RUGBY FIUMICELLO)

Lo staff:
Manager: Francesco CAVATORTI
Tecnici: Stefano ROMAGNOLI e Alessandro GHINI
Preparatore Fisico: Silvano GARBIN
Medico: Giuseppe CRIALESI ESPOSITO
Fisioterapista: Fabio CAPPABIANCA
Video Alanist: Luca SISTI
Resp. Logisitca: Luigi BERTOLINI

ACCADEMIA LORENZO SEBASTIANI ROMA

Maicol AZZOLINI (FORMICHE RUGBY PESARO)
Paolo BUONFIGLIO (UNIONE RUGBY PRATO SESTO)
Filippo BUSCEMA (UNIONE RUGBY CAPITOLINA)
Giuseppe CAMPISI (CLUB AMATORI SPORT CATANIA)
Alessandro CASINI (ASD BOMBO RUGBY FIRENZE)
Giammaria CATTOZZO (CITTA DI CASTELLO RUGBY)
Matteo CORAZZI (C.U.S. PERUGIA RUGBY)
Ugo D’ONOFRIO (POL.L’AQUILA RUGBY)
Adriano DANIELE (POMEZIA-TORVAJANICA RUGBY)
Alessandro DE LUCA (RUGBY CLAN S.MARIA C.V. )
Giacomo DE SANTIS (UNIONE RUGBY CAPITOLINA)
Alessandro DEL MONACO (RUGBY ROMA OLIMPIC)
Gabriele DI GIULIO (RUGBY FRASCATI)
Vittorio FLAMMINI (POL.L’AQUILA RUGBY)
Mattia FORGINI (AMATORI RIETI 2003)
Renato GIAMMARIOLI (FRASCATI MINI RUGBY 2001)
Gianluigi GUALDAMBRINI (RUGBY ROMA OLIMPIC)
Yevhen HALUSHKA (UNION RUGBY TIRRENO)
Filippo LOMBARDO FILIPPO (PRIMAVERA RUGBY)
Gabriele MANGANIELLO (RUGBY IV CIRCOLO BENEVENTO)
Nicola RETTAGLIATA (C.U.S. PERUGIA RUGBY)
Maid SABANOVIC (PESARO RUGBY)
Lorenzo SAVIA (U.S.FIRENZE RUGBY 1931)
Nicolò SPERANZA (POL.L’AQUILA RUGBY)
Andrea TROTTA (RUGBY ROMA OLIMPIC)
Leandro TURINO (A.P. PARTENOPE RUGBY)
Francesco VENTO (RUGBY UNION MESSINA)

Lo staff:
Manager: Luigi DONATIELLO
Tecnici: Fabio ROPSELLI e Vincenzo TROIANI
Preparatore Fisico: Roberto VERNIERI
Medici: Berardino DE LUCA/Stefano MARZANI
Fisioterapista: Giulio CASARIL
Video Alanist: Massimo Carmelo LOMBARDO
Resp. Logisitca: Patrizio BOZZA

Numeri da un movimento in crescita

Giorgio Sbrocco per QS

DOPO la Francia, che nei giorni scorsi ha superato i 400mila atleti tesserati, anche la Fir festeggia il raggiungimento di un numero da ritenersi a tutti gli effetti significativo anche se ancora lontano dai cugini d’Oltralpe: quello dei 70mila praticanti.
«Per l’esattezza – precisa Franco Ascione che presiede la commissione tecnica federale – si
tratta di 71.595 unità, dato certificato dai nostro ufficio tesseramenti ai 30 giugno di quest’anno». Nessun equivoco, tiene a precisare Ascione, sulla lettura dei dati: «Si parla solo di tesserati atleti, esclusi i tecnici, i dirigenti, i fisioterapisti, gli arbitri, i veterani e i medici. Calcolando anche questi profili si arriva a un totale di 84.044».
DATI OGGETTIVI, dunque. Anche se il rapporto non dice quale sia il criterio usato per definire un “praticante” (attività minima svolta nel corso dell’anno?). Si tratta comunque di numeri importanti e il loro continuo incremento dai 2007 a oggi testimonia di un allagamento significativo delia base, che è passata da 49.819 atleti tesserati dei 2007 ai 66.176 del 2010, fino agli odierni 71.595. Un incremento di quasi il 40% in cinque
anni che fa ben sperare in prospettiva di quella “quota lOOmila” che il presidente Dondi ha
previsto di doppiare entro la fine del suo mandato. (…)
LE CIFRE confermano il primato delia Lombardia per numero di praticanti (13.156), davanti a Veneto (10.929), Lazio (8.643), Emilia (81.87), Toscana (5.115) e Piemonte (4.925). Treviso è in testa (seguita da Livorno) nella speciale classifica dei capoluoghi
che mette in relazione la popolazione residente con il numero dei tesserati. Rapportando il
numero degli abitanti con quello dei praticanti il Veneto risulta di gran lunga la regione più
ovale d’Italia (1/448), seguita da Lazio (647), Emilia (716), Toscana (733), Piemonte (903). Fra le regioni meno colpite dai virus ovale risulta in testa la Basilicata con i suoi 54 tesserati (uno ogni 10.888 abitanti), seguita dal Molise, che di praticanti ne conta 60 (1/5.333). (…)

Il numero degli stranieri? Inversamente proporzionale alle vittorie azzurre

Come ogni lunedì vi propongo “Mischia aperta” la rubrica di Antonio Liviero pubblicata su Il Gazzettino

L’Italia ha imboccato con coraggio e molti rischi la strada della Celtic League (ora Prol2). Ciò consente agli azzurri di giocare assieme tutto l’anno, facendo esperienza internazionale, abituandosi a ritmi e intensità più elevati e affinando gli automatismi. Impossibile che la Nazionale non ne goda, già a breve, qualche vantaggio. Ma a meno che il rugby italiano non intenda accontentarsi di vittorie sporadiche, è necessario un netto cambio di marcia. Uno sforzo maggiore, in termini finanziari e di competitività, a sostegno delle due franchigie che devono diventare, almeno in questa prima fase, la locomotiva del movimento in coerenza con il modello adottato. Perché un’Italia vincente passa per forza di cose attraverso i successi dei propri giocatori in Pro12 e Heineken Cup. Fare esperienza non basta. Ci vuole l’abitudine mentale a vincere. E anche fisica. È quello che è successo in Irlanda e Galles. Il Grande Slam 2009 del Trifoglio nel Sei Nazioni è figlio dei trionfi del Munster 2006-2008 in Heineken Cup, seguiti da quello del Leinster nel 2009. E i trionfi del Galles nel 2005 e nel 2008 sono legati alla conquista della Celtic da parte di Scarlets e, soprattutto, Ospreys.
Per noi obiettivi intermedi potrebbero essere la lotta per i play-off di Pro12 e i quarti di Heineken. Fondamentale è però l’incremento dei budget (…)
Un settore giovanile di qualità e un campionato di livello dovrebbero fornire il resto della rosa. Ma inutile nascondersi che siamo ancora lontani da queste soluzioni. L’importo del contributo federale resta incerto, gli azzurri non hanno intenzione di rientrare se non a fine carriera, il vivaio dà poco e con limiti di tecnica individuale come si è visto al mondiale Under 20.
Che fare? Poiché le vittorie non arrivano dal nulla, l’unica è aumentare il numero di stranieri, magari intervenendo sugli eleggibili (utilizzabili dalla Nazionale) e suoi nuovi che hanno le caratteristiche per diventarlo. Inoltre durante le finestre internazionali, quando le rose vengono falcidiate dalle convocazioni in azzurro, si dovrebbe consentire l’impiego degli stranieri senza limiti di sorta. Una norma di elementare buon senso che non si vede chi e cosa potrebbe danneggiare.
Mi piacerebbe che per determinare il numero di stranieri, si utilizzasse un meccanismo inversamente proporzionale ai risultati delle giovanili azzurre: più vincono, meno stranieri si tesserano. E viceversa. Pazienza se il nuovo citi Brunel, prima ancora di mettere piedi in Italia (non è un segno di rispetto né il modo migliore di incominciare) chiede già di ridurre a tre gli stranieri in Pro12. Si ricordi piuttosto di quanti ne impiegava lui col Perpignan per essere competitivo in campionato e in Europa. E si preoccupi prima di tutto dei risultati di Accademie e giovanili azzurre.

Italia ovale, la carica dei 71.595

Ivan Malfatto per Il Gazzettino

Il rugby italiano supera lo storico traguardo dei 70mila giocatori. La Fir mette in cantiere la norma per “italianizzare” Corneil Van Zyl anche nel Benetton. Inoltre deciderà in prima persona i permit player per le franchigie di Pro 12 (ex Celtic League). Il nuovo campionato interregionale under 23 si farà in 3-4 zone d’Italia. Questa e altra è la carne al fuoco in vista del consiglio federale e della riduzione da 36 a 30 dei giocatori nell’Italia mondiale, appuntamenti fissati per venerdì 22 luglio.

TESSERATI – Se la Francia ha annunciato di aver sfondato il tetto dei 400mila, l’Italia ha superato quello dei 70mila giocatori. Per l’esattezza sono 71.595 quelli censiti ufficialmente al 30 giugno. Quale sia poi il criterio per considerare uno giocatore (lo è anche chi ha disputato due partite l’anno con un ente scolastico) è un altro discorso. Di certo la crescita dei numeri è considerevole e testimonia della diffusione del rugby a livello di base e popolarità. Sommando arbitri, allenatori, dirigenti e personale delle società si arriva in tutto a 89.837 tesserati.

TREVISO&LOMBARDIA – Treviso resta la città d’Italia con il miglior rapporto tra tesserati e abitanti, al secondo posto sale Livorno. La Lombardia distanzia il Veneto in testa tra le regioni per numeri complessivi di tesserati: 13.156 contro 10.929. Seguono Lazio, Emilia e la Toscana del boom con 5.115 (4 anni fa erano 3.100). A livello di squadre scese in campo con 15 giocatori nell’under 14 si è passati dalle 240 dell’anno precedente alle 318 attuali.

UNDER 23 – Ulteriore impulso alla crescita e al consolidamento secondo la Fir dovrebbe darlo il nuovo campionato Under 23. Servirà a promuovere il “rugby per tutti” come la serie C (quest’anno ci hanno giocato circa 500 principianti) e le squadre cadette. Non assegnerà un titolo italiano, si disputerà solo a livello interregionale. Certi di farlo il Triveneto, dove al Civ sarebbero giunte una dozzina di iscrizioni fra cui Rovigo e Petrarca (la scadenza era ieri); la Lombardia-Emilia Romagna; il territorio del Cai (Campania, Lazio, Abruzzo); probabilmente la Toscana. In tutto quindi 3-4 campionati per circa 30-32 squadre in tutta Italia. Si giocherà con le liste aperta rispetto alla prima squadra del club. (…)

“DECRETO” VAN ZYL – Le franchigie invece beneficeranno dell’innovazione introdotta per risolvere il caso del seconda linea sudafricano Van Zyl. Italiano (equiparato) per la Nazionale, ma straniero (di formazione) per il Benetton fino a quando, secondo la regola vigente, non abbia disputato in maglia azzurra 10 partite. La Fir metterà ai voti nel prossimo consiglio un’indicazione tecnico-politica per cambiare la norma solo per le franchigie. Basta che Van Zyl e ogni altro equiparato di Benetton (Botes, ad esempio) e Aironi disputino una partita con l’Italia maggiore e saranno considerati italiani di formazione in Prol2, ma non se scenderanno in Eccellenza. Quindi giocando contro Giappone, Scozia, o durante la Coppa del Mondo il gigante di Nelspruit diventerà subito italiano anche per Treviso. Ma voci dell’ambiente azzurro lo danno fra i sei possibili “tagliati” dal ct Nick Mallett. In questo caso resterebbe straniero di formazione.

PERMIT PLAYER – Appena si sapranno i 30 convocati dell’Italia per la Coppa del Mondo la Fir deciderà da quali saranno permit player di Eccellenza, previa disponibilità dei club, da cui Benetton e Aironi potranno attingere per poter rinforzare gli organici privi degli azzurri. Dovrebbero essere un dozzina. Ai loro club andranno 1.500 euro a partita.