Ancora sui mediani d’apertura: l’opinione di un “10” azzurro doc, Stefano Bettarello

Umberto Nalio per Il Resto del Carlino – Rovigo

ENTRERÀ in vigore solo dal 2012/13 la regola che limita l’impiego all’apertura di giocatori di formazione o eleggibili per la Nazionale, purché sotto i 23 anni. Una decisione che fin dai
giorno della sua pubblicazione solleva un’ampia discussione con ben pochi commenti positivi. Stefano Bettarello è stato per anni il simbolo dei numero 10 “made in Itaiy”. E
fatto bene a giudicare dai numeri. Esordio in A con la maglia rossoblu nei 76/77, già al secondo anno leader dei marcatori con 242 di quei 3206 punti che per anni sono stati il record assoluto per il campionato italiano. L’anno successivo è arrivato anche lo scudetto,
bissato nell’89, quando giocava a Treviso. In azzurro ha esordito nel ’79 totalizzando 55 caps e firmando 483 punti, meritandosi, primo italiano, la convocazione con i Barbarians.
Cosa ne pensi della nuova regola sui numeri 10?
«Capisco – risponde – che l’iniziativa nasce da sani principi ma ritengo sia difficile costruire un giocatore forte solo grazie ad un “decreto legislativo”, soprattutto dopo che per anni non si è mai lavorato in quella direzione».
Se l’iniziativa andrà avanti, cosa servirebbe per renderla realizzabile?
«Il lavoro da fare sarebbe tanto, a partire dall’inserimento nei vari staff tecnici
di allenatore dei gioco ai piede, come accade normalmente in quelle Nazioni dove
il rugby è ad alto livello. Sarebbe un primo passo di un percorso molto a lungo termine, ma non ho mai sentito programmare un simile lavoro. Basti pensare che io, con la tanta esperienza che ho nei ruolo, non sono mai stato interpellato per un simile lavoro. Se i vari
club non hanno dei numeri 10, non possono certo inventarseli».
A cosa imputi questa cronica difficoltà nel reperire talenti per la maglia dell’apertura?
«Quando siamo entrati a far parte dei VI Nazioni è stato ritenuto molto più facile
prendere la scorciatoia dei giocatori oriundi o stranieri, iniziando da Dominguez, per finire agli attuali Orquera o Gower, perdendo di vista quindi l’obiettivo primario, quello dei nostri
vivai».
Stefano va oltre. «Il problema – aggiunge – non si fermerà alla sola apertura. Basti pensare al numero 8; quale sarebbe stata la situazione se negli ultimi anni non ci fosse stato Parisse? Purtroppo la Nazionale Italiana può contare solo su un numero ristretti di giocatori di livello, mentre glia altri ruotano attorno ai migliori per completare il collettivo. Tutto il nostro movimento ruota attorno a pochi talenti. C’è una vera carenza nei ruoli
ed abbiamo una base numerica fasulla».
Questa scelta produrrà risultati?
«L’idea sarebbe buona ma io resto dubbioso». Bettarello la pensa proprio come noi avevamo ipotizzato ieri: «La norma è facilmente aggirabile. Basterà mandare in campo un 10 straniero con un altro numero e poi spostarlo dopo qualche minuto di gioco»

Mediani d’apertura, la rivolta parte dai giornali di Rovigo

Umberto Nalio per Il Resto del Carlino – Rovigo

ERA NELL’ARIA, ma in molti hanno sperato fino alla fine che alla ventilata nuova regola riguardante i n. 10 non venisse dato corso. Nel consiglio federale di Parma è stato stabilito, come recita testualmente il comunicato, «Il Consiglio ha deliberato che dalia stagione sportiva 2012/2013 nei campionati di Eccellenza e di A potranno essere schierati nel ruolo di mediano d’apertura solamente giocatori di formazione italiana o eleggibili per la squadra Nazionale purché di età inferiore ai 23 anni». Quindi a partire dal 2012/13 dovranno essere disponibili almeno 34 aperture di formazione o eleggibili, numero minimo per dare copertura alle 10 formazioni dell’Eccellenza ed alle 24 della A. Abbiamo provato a stilare un elenco dei possibili numeri 10, andando a pescare anche in Serie B. Arrivando a raschiare il fondo del barile, siamo riusciti a contarne 28: Favaretto, Bocchino, Duca, Fratini, Brussolo, Zullo, Martinelli, Morisi, Falleri, Chiiion, Squarcini, Anversa, Ansaldi, Betto, Bruni, Gargiullo, Dotta, Pasqualina Gregnanin, Faiila, Bellini, Michelini, Pateiii, Marcato, Ruffolo,Vannini, Bonavoiontà, Miglio, Hostié, Lorenzetti, Veronese. A questi si potrebbero anche aggiungere i nomi dei vari Ambrosio, Fez e Ale; andrò Canale, che sono attualmente in Argentina. Ma anche così non ci sarà la possibilità di mettere in campo un’apertura per squadra.

Cosa aspettarsi? Di veder entrare in campo formazioni con giocatori fuori ruolo? Oppure costringere gli allenatori a partire con un centro n. 10 e l’apertura con il 12, per invertirli poi dopo qualche minuto dal fischio d’inizio? Ancora una volta la Fir ha cambiato le regole non curandosi della possibile programmazione delle società. Diverse di loro hanno già sottoscritto biennali con alcuni giocatori, dovendo rivedere gioco forza i propri piani. Cosa sarebbe accaduto se Bustos fosse andato a Brescia con un biennale? E’ inaccettabile che ogni anno vengano cambiate le regole, o spostate le categorie. Ma è ancor più vergognoso che le società accettino supinamente che tutto accada, senza la minima reazione. Non sarebbe più costruttivo programmare fin da ora un futuro in simbiosi tra Fir e la base, preparando uno staff tecnico di grosso spessore (non solo rimescolando di volta in volta i ruoli), da mettere a disposizione di tutto il movimento per far crescere i giovani? Non certo con il progetto Accademie che, costo esorbitante a parte, hanno saputo produrre giocatori che spesso non sono neppure capaci di prendere correttamente un up and under, pronti a regalarci delusioni come quelle del recente Mondiale Under 20.

Stretta sugli stranieri ed eleggibili, le reazioni di Tonni (Aironi)

Da Il Gazzettino

Cambiano le regole sugli stranieri. Con interventi di peso. In un clima di indifferenza
generale, a dispetto dei gravi problemi, anche economici, in cui versa il rugby  italiano, il consiglio federale ha deciso, nella riunione di sabato a Parma, che dalla stagione 2012-13 le squadre impegnate in Prol2 (ex Magners League) potranno inserire nella lista gara solo tre
stranieri non eleggibili. Attualmente ne sono consentiti cinque, ma compresi gli eleggibili,
cioè quei giocatori che in base alle regole dell’International Board hanno maturato i requisiti
per essere selezionati nella Nazionale del paese in cui giocano (tre anni, nessun cap
precedente).
Di fatto una riduzione, anche se teoricamente resta aperta la porta di un aumento effettivo legato appunto al nodo degli eleggibili. Quanti saranno? Il comunicato stampa della Fir annuncia che verranno parificati ai giocatori di formazione italiana. Ma precisa: solo quelli approvati dalla Fir. Insomma non viene fissato alcun automatismo trasparente per l’operazione, ma la Fir si riserva di decidere su base discrezionale.
La questione non è di poco conto. Se di fatto gli stranieri dovessero diminuire le franchigie
ne uscirebbero fatalmente indebolite, in caso contrario potrebbero essere addirittura
rafforzate. «Si va nella direzione che la Fir ci aveva già anticipato – dice il direttore generale degli Aironi, Franco Tonni – e dunque non c’è alcuna sorpresa. Da oggi a Viadana si
comunica a programmare sulla base di tre stranieri. Non vedo problemi. Anche perchè
i mezzi economici delle franchigie sono tali da non consentire chissà quali investimenti
all’estero. In questo contesto i giocatori italiani di qualità, pur non essendo ancora molti,
ci sono. E sono all’altezza degli obiettivi reali».
Ancora più rilevanti si annunciano le decisioni per il campionato di Eccellenza e di serie A:
dalla stagione 2012-13 potranno essere schierati solo mediani di apertura di formazione italiana (o eleggibili di età inferiore ai 23 anni). Misura dettata dalla necessità di allargare la scelta dei numeri 10 per la maglia azzurra. Come reagiranno i club? Per ora silenzio. Tonni
“approva” la norma: «Altrimenti dove andiamo a prenderle noi le aperture per la Celtic? Forse sarebbe auspicabile – aggiunge – ridurre anche in Eccellenza il numero di stranieri ed estendere le restrizioni in altri ruoli come il numero 8 o il 13 in cui scarseggiano gli elementi di interesse».

Allenatori, accademie e soldi

Da Il Gazzettino

Alla fine ha pagato (preventivamente) solo Andrea Cavinato. Per il resto nessuna rivoluzione negli allenatori delle nazionali minori e all’Accademia di Tirrenia dopo le
critiche per la salvezza stentata al Mondiale under 20. Ottenuta «vincendo solo contro una
squadra tirata su in spiaggia (Tonga, ndr)» è la definizione poco lusinghiera che sarebbe
stata usata in consiglio federale. La novità è l’under 20 affidata a Craig Green responsabile
delle Accademie (in attesa pare del ritorno di George Coste). È la prima volta di un allenatore straniero, il segno del fallimento della politica di sviluppo dei tecnici italiani.
Nessuno di loro è stato ritenuto all’altezza.
A proposito di Accademia di Tirrenia poi un dato curioso ermerge dai 30 convocati di
Mallett per la Coppa del Mondo: solo 4 hanno l’asterisco nella lista, cioè sono passati di lì
(Benvenuti, Gori, D’Apice, Bocchino). L’accademia sembra costi alla Fir 1,5 milioni
l’anno, per 6 anni di attività fa 9 milioni. Produrre ognuno di loro è “costato” oltre 2
milioni. Siamo sicuri che uno Benvenuti in azzurro non ci sarebbe finito lo stesso? (…)

Staff tecnico, numeri 10 solo italiani e stranieri celtici: quante novità!

Il Consiglio Federale di Parma ha tracciato una linea destinata ad incidere in profondità nel movimento italiano. A parte la nomina di Craig Green a ct dell’U20 al postio di Andrea Cavinato (accasatosi al Calvisano), si è deciso che dal 2012/2013 in Eccellenza come aperture potranno giocare solo italiani o giocatori eleggibili.
Dallo stesso anno le due formazioni celtiche potranno schierare solo 3 stranieri al posto dei 5 attuali. Bene, direi.
Il comunicato FIR

Staff tecnici Squadre Nazionali 2011/2012

Il Consiglio ha ufficializzato la composizione degli staff tecnici delle Squadre Nazionali, dalla “A” alla U17, per la stagione sportiva 2011/2012.

Gianluca Guidi continuerà a rivestire il ruolo di responsabile tecnico dell’Italia “A”, affiancato nella prossima stagione da Stefano Romagnoli, mentre Craig Green conserva il ruolo di responsabile tecnico delle Accademie federali e guiderà l’Italia U20, affiancato in panchina da Giampiero De Carli e Massimo Brunello.

Questa la composizione tecnica completa degli staff delle Squadre Nazionali:

Italia “A”

Responsabile tecnico: Gianluca Guidi

Assistente: Stefano Romagnoli

Italia U20

Responsabile tecnico: Craig Green

Assistenti: Giampiero De Carli, Massimo Brunello

Italia U18

Responsabili tecnici: Sandro Ghini

Assistente: Vincenzo Troiani

Italia U17

Responsabile tecnico: Fabio Roselli

Assistente: Andrea Sgorlon


Mediani d’apertura di formazione italiana – S.S. 2012/2013

Il Consiglio ha deliberato che dalla Stagione Sportiva 2012/2013 nei Campionati di Eccellenza e Serie A potranno essere schierati nel ruolo di mediano d’aperura (maglia numero 10) solamente giocatori di formazione italiana o eleggibili per la Squadra Nazionale purchè di età inferiore ai 23 anni.


RaboBank Pro12 – S.S. 2012/2013

Il Consiglio ha deliberato che dalla stagione 2012/2013 del campionato RaboDirect Pro12 le due rappresentanti italiane potranno inserire nella lista-gara solo tre giocatori provenienti da Federazione estera e non eliggibili.

Nel contempo, saranno parificati ai giocatori di formazione italiana tutti i giocatori eleggibili per Squadra Nazionale approvati dalla FIR.