Il rischio è che diventi una telenovela. In quel caso, speriamo duri poco. Comunque, ci sono nuove voci sul futuro di Graham Henry, fresco campione del mondo come allenatore degli All Blacks ma al capolinea in quella avventura.
Le novità però sono abbastanza clamorose e arivano dallo stesso Henry: “Sì, ho parlato con la federazione inglese, ma non intendo prendere il posto di Martin Johnson”. Queste le sue parole. Henry potrebbe quindi sbarcare a Londra con un ruolo di prestigio all’interno della federazione britannica, probabilmente quello di responsabile dello sviluppo del movimento.
Una Inghilterra quindi che dopo le maglie potrebbe diventare un po’ più all black.
Categoria: Inghilterra
Wigglesworth, stagione finita
Stagione finita per Richard Wigglesworth, mediano di mischia dei Saracens (campioni in carica dell’Aviva Premiership) e della nazionale inglese. A metterlo ko i legamenti del ginocchio che hanno ceduto durante la partita con gli Exeter Chiefs della scorsa domenica il LV=Cup.
Il numero nove, che era nei trenta della nazionale in maglia bianca e con una rosa rossa impegnata ai Mondiali in Nuova Zelanda ora dovrà essere operato, probabilmente il prossimo mercoledì. Wigglesworth starà fuori tra 7 e nove mesi.
Moody dice basta alla maglia con la rosa rossa
71 presenze. Questo il numero che d’ora in avanti si troverà su ogni biografia o statistica di Lewus Moody. Perché dopo 71 caps con la maglia della nazionale inglese il capitano ha detto stop. Una notizia che non sorprende – Lewis ha 33 anni ormai – ma che comunque non può non conquistare spazio sui media ovali di tutto il mondo.
“Ho preso la decisione prima di iniziare il Mondiale, ma è la cosa migliore per me e per l’Inghilterra, che ora deve iniziare la strada che porta ai Mondiali del 2015” ha detto Moody
.
A volte anche gli inglesi si scusano
La delegazione inglese in Nuova Zelanda ne ha combinate di cotte e di crude. Tra gossip, stupidità varie, dimenticanze e semplice maleducazione è impossibile e pure poco simpatico fare l’elenco.
I rappresentanti dei club della Premiership hanno deciso di presentare le loro personali scuse alla Federazione neozelandese per quanto combinato dai loro giocatori. La Federazione di Londra ha invece aperto una formale inchiesta.
Una “commissione esterna” per il rugby inglese. E per Johnson le cose si mettono male.
Come è andata sul campo lo abbiamo visto in Nuova Zelanda una settima fa circa. Ma il momento del rugby inglese non è dei migliori anche – soprattutto – a livello manageriale, con una federazione nel caos ormai dallo scorso giugno/luglio. Per cercare di uscire dall’impasse è stata nominata una sorta di commissione indipendente con il compito di rivedere da cima a fondo l’intera struttura federale.
A guidare questo team, che sarà formato da tre o quattro elementi, è stato chiamato Fran Cotton, ex vicepresidente della Rugby Football Union, ma ora fuori da ogni tipo di struttura. Almeno una di queste persone non avrà nulla a che fare con il mondo del rugby. La commissione dovrà analizzare gli aspetti organizzativi ma anche quelli prettamente agonistici. Un lavoro che andrà fatto molto velocemente, visto che le conclusioni sono previste per fine novembre e verranno presentate al board in programma del 2 dicembre.
Referente sarà Rob Andrew, direttore pro-tempore dell’intera struttura federale dopo le dimissioni di John Steele.
La commissione potrà anche indicare i nomi da inserire nella nuova struttura federale e ovviamente quelli da sostituire, Martin Johnson compreso: l’attuale ct della nazionale inglese non ha voluto far sapere le sue decisioni in merito al futuro, ma il contratto scade il 21 dicembre. Di sicuro Cotton non ha usato parole molto rassicuranti per Johnson: “La spedizione in Nuova Zelanda è stata un fallimento. Martin è alla guida da tre anni ma ancora è ben difficile capire che tipo di gioco ha l’Inghilterra. Nello stesso arco di tempo non ho nemmeno visto miglioramenti e non mi pare che il coach abbia in pugno la situazione”. Insomma, le cose per Johnson si mettono davvero male.
Cotton ha poi parlato dei senatori della squadra: “Lewis Moody ha fatto un buon lavoro, ma Tindall non si è certo comportato bene: non ha avuto un comportamento professionale. Che esempio può dare ai più giovani?”.
