L’astensionismo era una delle variabili più attese da analisti ed esperti che hanno seguito il primo turno delle elezioni presidenziali francesi. Personalmente ritengo l’astensione una scelta valida tanto quella del voto, ovviamente se meditata e non dovuta a un qualunquistico “sono tutti uguali”. Vabbé, comunque al di là delle Alpi contro l’astensione si sono mobilitate anche alcuni dei nomi più famosi della nazionale francese e ovviamente il mezzo preferito è stato twitter. ”Non dimenticatevi di andare a votare domani”, ha scritto già sabato Imanol Harinordoquy, ”Direzione seggio” ha invece twittato Maxime Medard, mentre Julien Malzieu si è limitato a un semplice ”ha votato”.
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Rougerie si fa sistemare la caviglia-Frankenstein, Francia in Argentina senza di lui
La Francia non potrà contare su Aurélien Rougerie per i test-match estivi. Il trequarti del
Clermont infatti si fermerà per farsi togliere dalla caviglia sinistra la placca e le sette viti che gli erano state inserite la scorsa stagione per ricomporre una frattura che aveva rimediato durante la partita con il Tolosa.
Una decisione attesa dal ct transalpino Philippe Saint-André, che aveva già annunciato di voler portare un po’ di facce nuove nel tour argentino (due sfide ai Pumas, il 16 giugno a Cordoba e il 23 a Tucuman) e dare al contempo un po’ di riposo al gruppo dei Mondiali.
Un equiparato anche per la Francia?
Marc Lièvremont di equiparati non ne voleva sentir parlare, il nuovo ct transalpino Phillipe Saint-André invece non ne fa una guerra di religione e – secondo Midi Olympique – sarebbe intenzionato a convocare per il tour estivo (due sfide contro l’Argentina nel paese sudamericano) il pilone sudafricano Daniel Kotze. Il 25enne è arrivato in Francia nel 2009 per vestire la maglia dell’Aurillac, ma dal 2011 è al Clermont. Si trova quindi in Francia da tre anni e non ha mai indossato la maglia di nessuna nazionale sudafricana.
Anche in Francia c’è un “caso San Siro”, ma a dire no alla nazionale è… il rugby!
Anche in Francia c’è un piccolo “caso San Siro”. Non proprio uguale, intendiamoci, ma quasi.
I fatti: il prossimo novembre la Francia giocherà una serie di test-match. In ballo ci sono le sfide con Australia, Argentina e Samoa e le sede della prima e dell’ultima sfida è già stabilito che sarà Parigi. Da decidere dove giocare quella con i Pumas del 17 novembre, con la federazione francese che vorrebbe giocare a Rennes.
Ma lassù, in Bretagna, hanno detto “non, merci”. A mettersi di traverso non sono state come in Italia delle società di calcio, ma il club di rugby della città (che gioca in Federale 2) interessata che non ha voluto concedere lo Stade de la Route de Lorient. Il motivo? Il calendario troppo fitto in quel periodo dell’anno. Il Rennes ha fatto sapere di essere però disposto ad accogliere la nazionale in altri momenti. Resta solo da capire quali.
Tre giorni a Marcoussis, per pensare la Francia ovale di domani
Tre giorni di dicussioni sui principali temi e problemi del movimento rugbistico francese. A Marcoussis da martedì a giovedì si sono tenute le prime assises du rugby, fortemente volute dalla federazione di Parigi.
Si è discusso di tanto, forse di troppo. Forse non sono state prese troppe decisioni, forse meno di quanto preventivato. Forse. Però ci si è parlati, confrontati. E non è poco. Se poi guardiamo in casa nostra…
Tra i temi più caldi quello del calendario, lo sviluppo economico della disciplina, la “formazione” dei giocatori e pure la costruzione dello stadio di proprietà della federazione, il cui iter burocratico è già iniziato ed entro l’estate conosceremo l’ubicazione.
Parlare, verbo dalla declinazione sconosciuta al di qua delle Alpi…
