Ufficiale, nuovo bando per gli Aironi. Le decisioni del Consiglio Federale

dall’ufficio stampa FIR

Si è riunito oggi a Parma il Consiglio Federale della FIR presieduto da Giancarlo Dondi.

Il Consiglio, in apertura di lavori, ha respinto all’unanimità le dimissioni del vice-presidente Barzoni.

L’organo di governo del rugby italiano ha successivamente esaminato la situazione degli Aironi Rugby, ritenendo suo malgrado di non poter accettare le richieste economiche della franchigia – oltre quanto già messo a disposizione dalla FIR – per proseguire l’attività.

Il Consiglio ha pertanto disposto all’unanimità la revoca della licenza di partecipazione alla franchigia Aironi Rugby dal Rabodirect PRO12 al termine della stagione sportiva in corso.

E’ stato conseguentemente approvato un nuovo bando di partecipazione volto ad identificare una nuova entità sportiva per la partecipazione al Rabodirect PRO12.

Il bando, di imminente pubblicazione, prevede come termine ultimo per la manifestazione di interesse il 25 aprile 2012.

Il Consiglio ha altresì deliberato che in mancanza di adeguate candidature, la FIR per ottemperare agli impegni assunti nei confronti del Rabodirect PRO12, parteciperà temporaneamente con una squadra a gestione federale.

 

Rumors da Parma: muoiono gli Aironi, nuovo bando

Prime notizie – tutte da confermare – dal Consiglio Federale che sarebbe appena terminato…

Aironi, Treviso e FIR: sul rischio di ballare da soli

E’ il giorno degli Aironi, del Consiglio Federale che a pochi chilometri da Viadana – si tiene a Parma – dovrà decidere del destino immediato della franchigia lombardo-emiliana. Salterà fuori l’eroe dell’ultimo minuto (leggi uno sponsor) che salverà i nostri prima che la casa venga distrutta dal fuoco? Difficile. Melegari ritira le dimissioni che sono già sul tavolo? Mah… La FIR accetterà le richieste che arrivano dagli Aironi? Quasi fantascienza.
Un nuovo bando ripartendo da zero? E quali sarebbero gli sponsor disposti a intervenire?Non ci credo.
La franchigia federale? Sbaglierò, ma è l’ipotesi più probabile e la più semplice da mettere in piedi. Entra la federazione che decide il da farsi e stop.
Certo il presidente Dondi ha detto che di franchigia federale non ne vuole sentire parlare ma che se necessaria lo farebbe per un periodo di tempo limitato. Che per un politico navigato come l’attuale presidente FIR è quasi un annuncio. Poi sul “temporaneo” si può discutere: per mezzo secolo i discendenti dei Savoia non hanno potuto fare rientro in Italia per la XIII Norma TRANSITORIA della Costituzione. Transitoria, temporanea. Il concetto di tempo può diventare molto labile.

Il problema però in realtà è un altro e sta più a nord. Il problema vero è il rapporto con Treviso, vero asse politico del rugby italiano, perché oggi ovviamente si parlerà anche di quello. Perché Benetton e Aironi sono sulla stessa barca e pur con alcune differenze chiedono le stesse cose. Soprattutto di sedersi attorno a un tavolo in maniera collegiale, visto che per due anni non è mai successo. Per discutere, confrontarsi, magari litigare, comunque dirsi le cose in faccia e non solo attraverso comunicati sibillini.
Oggi si parla di Aironi guardando a Treviso, perché alla fine la domanda è semplice: che farebbe Treviso se dovesse avere a che fare con una franchigia federale apertamente “nemica” sul piano politico? Una franchigia federale – come concetto generale – ci può stare benissimo ma in presenza di regole certe e condivise, con un certo respiro di tempo e che mettano sullo stesso piano il pubblico e il privato, diciamo così. Che però non è esattamente lo scenario che andrebbe a comporsi al di qua delle Alpi. E se la federazione alla fine si trovasse a ballare da sola?

Aironi, domani il giorno del giudizio. E i tifosi si schierano

Venerdì a Parma un Consiglio Federale determinante per il futuro della franchigia. I Miclas,   i tifosi organizzati, pubblicano sul loro sito questa lettera aperta:

Aironi Si – Aironi NO:
la parola a chi ha tanto voluto gli Aironi come espressione di un territorio e delle sue società.
Aironi non è solo Viadana, Aironi è una delle società che garantisce i giocatori ed il loro ricambio generazione, alla nazionale italiana.
La situazione economica finanziaria attuale, miete vittime ogni giorno ed ad ogni livello, figuriamoci a quello dello sport che da sempre è il vettore per le aziende più facoltose e vogliose di farsi pubblicità. Gli Aironi, avevano un businnes plan eccellente che per confermarsi tale però, doveva contare sull’apporto economico di tutte le sue componenti, alcune di esse volute al suo interno proprio dal presidente Giancarlo Dondi; questo non è avvenuto e subito dopo l’inizio del torneo della scorsa stagione, alcuni attori principali del roster azionario degli Aironi, hanno iniziato a giocare in modo
non omogeneo. Ora la società, dopo aver perso anche il main sponsor, sta chiedendo un aiuto  alla Fir che anziché preoccuparsi d supportare a dovere come accade in tutte le altre realtà di questo torneo, cerca di imporre la su forza, senza ricordare che l’obiettivo è comune, la nazionale azzurra.
Il piano di supporto ideato della Fir è una forte presa in giro in quanto si tramuta nel fornire agli Aironi un piccolissimo aumento di contributo federale ed un staff tecnico gratuito…. Un sopporto economico di tutto rispetto direbbe la Litizzetto….. un cofanetto vuoto, senza nomi, senza curriculum, un cofanetto vuoto che serve alla Fir a non impegnarsi nei confronti di eventuali fallimenti gestionali da parte dei suoi uomini!
Gli Aironi hanno avuto una grandissima evoluzione in soli due anni di vita, si è passati da una vittoria nella prima stagione 2010/2011 per arrivare a quella ancora in corso che conta già quattro successi, ultimo quello in casa contro la vincitrice dell’edizione 2010/2011, il Munster; altre vittorie sarebbero addirittura potute arrivare se in certi incontri non ci fossero state gestioni scandalose da parte di fischietti chiaramente di parte.
Domani sarà un giorno importantissimo per il futuro della nostra società e per  tutti noi tifosi italiani e per questo motivo, proprio domani difronte all’hotel che ospiterà il cda straordinario della Fir, ci sarà un sit-in dei tifosi degli Aironi che faranno sentire la propria indignazione verso i poteri forti ed esterneranno  tutto il proprio attaccamento verso la loro squadra.
Noi alla Fir chiediamo di onorare gli impegni presi anche in tempi non sospetti e di non giocare sempre a fare i politici perché i politici in Italia, hanno sempre dimostrato di aver spessp interessi diversi da quelli che sono gli interessi della base…. La stessa cosa la volete pure voi cari consiglieri Fir?
Avete interesse diversi da quelli degli Aironi e di conseguenza da quelli della nazionale? Se si, vi sentirete per una volta veri politici.

Craig Green a Il Grillotalpa: “Quella di Brunel è una scusa. Chi non mi vuole sta in FIR”

Stupito? Un po’, ma alla fine non più di tanto. Deluso? Sì, in parte. Ma Craig Green, ormai ex allenatore dell’U20 è soprattutto sollevato e un po’ arrabbiato.
Andiamo con ordine: intanto l’allenatore mi conferma la notizia del mancato rinnovo del contratto: “Sì, me lo hanno detto la settimana scorsa, la notizia è confermatissima”.
Bene, passiamo all’arrabbiatura, anche se quella di Green non è urlata, ma espressa in maniera sempre civile: “Dicono, e mi hanno detto, che non sono in linea con Jacques Brunel. Beh, io sono sicuro che il ct non c’entra nulla. Lo stanno usando come scusa per mandarmi via. Chi non mi vuole più è gente dentro la federazione, non Jacques”.
Parole pesanti, ma Craig è anche sollevato: “Penso che alla fine è meglio così, meno male che non mi vogliono più. Meglio non essere il linea con certe persone e non dover lottare tutti i giorni. Qualcuno mi aveva detto di stare attento, devo dire che aveva abbastanza ragione”.
Ma con Brunel vi siete visti qualche volta? Vi siete incontrati, avete parlato? “Se mi chiedi se ci siamo visti e ci siamo parlati ti dico di sì, ma lui era appena arrivato. Parlati? Del più e del meno, cose molto generali. Se mi chiedi invece se abbiamo parlato di lavoro in maniera approfondita, beh, questo non è mai successo. Non ci siamo mai seduti intorno a un tavolo per parlare di cosa bisogna fare, e questo non mi sembra normale. Non so se lui abbia mai manifestato la voglia di vedermi, di certo la federazione non mi ha invitato o spinto a incontrarsi”.
Green non si ferma: “Purtroppo l’Italia è così, c’è troppa politica e poco merito. Io pensavo di aver iniziato un buon lavoro. Nel Sei Nazioni abbiamo sbagliato, ho sbagliato, ma qualcosa iniziava a vedersi. C’era una crescita, un progetto, si iniziava a vedere un gioco. Tutto questo in pochi mesi di lavoro e mi chiedo cosa sarebbe potuta diventare quella squadra, quel gruppo di ragazzi avendo la possibilità di lavorarci per una stagione intera. Deluso? Certo, credo di poter dire tranquillamente che ho ancora qualcosa da dare. E se poi uno guarda chi rimane….”.
Poi il suo futuro: “Non lo so, è presto. Io voglio rimanere in Italia: mia moglie è di Mogliano, ho casa a Treviso, le mie figlie vanno a scuola qui, io sto bene in Italia. Certo bisogna vedere, ora dovrò trovarmi un nuovo lavoro, vedere se c’è qualcuno che mi vuole”.
Infine chiedo a Craig Green se ha qualche news interna sullo staff di Brunel. Non si sbottona, non dice nulla di preciso, ma qualcosa dice: “Mah, io credo che il ct voglia uno staff che sia veramente suo e credo che voglia con lui qualcuno che alleni tutti i giorni, non in maniera spot come invece ti costringe a fare il solo lavoro con la Nazionale”.