L’Aquila a un passo dall’abisso

Da Abruzzoweb

”Sono pronto a portare i libri contabili prima dal sindaco Cialente e poi in Tribunale”.
A parlare è il presidente dell’Aquila Rugby, Romano Marinelli, dopo che oggi non si è conclusa la trattativa con Walter e Carlo Navarra (padre e figlio), imprenditori intenzionati a rilevare il sodalizio che, a questo punto, rischia con grande probabilità di non iscriversi al campionato, perdurando la situazione di crisi delle casse sociali.
“Con i Navarra c’è un accordo che oggi bisognava onorare”, tuona il presidente.
I due imprenditori nei giorni scorsi avevano dichiarato che non volevano portare “la valigetta piena di soldi”, ma erano pronti ad accedere un mutuo per diventare i padroni del sodalizio neroverde.
”Per me va bene anche il mutuo – spiega Marinelli – Se si compra un appartamento, in fondo, lo si può fare anche con un mutuo. E così si può fare con L’Aquila Rugby. Con la famiglia Navarra c’è la massima cordialità. Eppure, tutti parlano e tutti vogliono il club, ma al momento di mettere mano al portafoglio tutti scappano”.

Parma, fusione e cessione titolo sportivo a Reggio Emilia: i perché dell’Amatori

Questo è il comunicato con cui l’Amatori Parma Rugby ha spiegato la decisione di cedere il titolo sportivo alla Rugby Reggio

“A quarant’anni dalla sua costituzione e dopo più di un decennio in cui prima con il Gran poi con il Granducato ha direttamente calcato il palcoscenico del massimo livello rugbistico italiano, l’Amatori Parma volta pagina. Per più di un decennio, grazie all’impegno dei nostri dirigenti e tesserati, siamo riusciti a conciliare una visione del rugby volta allo sviluppo dell’associazionismo attraverso l’attività giovanile, con il perseguimento dei massimi risultati sportivi. Ricordiamo la semifinale raggiunta nel campionato Super 10, una finale di Coppa Italia, la partecipazione alle coppe europee e tutti i nostri giocatori che hanno avuto l’onore di indossare la maglia azzurra.
Il rugby nell’ultimo periodo è cambiato molto e cambierà ancora. L’evoluzione verso un professionismo sempre più necessario si scontra con un’economia nazionale in difficoltà. E’ evidente come si rende sempre più necessaria la creazione di aggregazioni territoriali che ottimizzino le risorse organizzative e finanziarie delle società sportive. L’Amatori fu precursore di tale esigenza quando, insieme al Rugby Noceto, si rese promotore della nascita del Gran Rugby. Rivendichiamo la bontà di quel progetto, benché Rugby Noceto ed Amatori Parma, prese singolarmente, fossero già fra le società meglio strutturate in Italia, avendo formato negli anni decine di giocatori per le nazionali giovanili.
Da subito ci siamo dichiarati favorevoli al “Progetto Parma” mettendo a disposizione le nostre risorse umane organizzative e finanziarie, le strutture e i giocatori. Abbiamo elaborato un nostro progetto mettendolo a disposizione di tutte le società del territorio. Il progetto si basava sulla creazione di una squadra di vertice che potesse competere ai massimi livelli nazionali ed internazionali, lasciando alle società partecipanti la cura dei settori giovanili. Abbiamo ipotizzato anche di proporre alla Federazione modifiche regolamentari che consentissero una reale integrazione tra le società partecipanti ad un progetto di “franchigia”. Dobbiamo purtroppo rilevare che, al di la delle intenzioni favorevoli di massima espresse sui giornali da tutte le altre società, non vi è stata nessuna manifestazione concreta di attuazione del progetto. Abbiamo fino all’ultimo momento cercato di attivare un tavolo di confronto senza avere risposte.
La cessione del titolo sportivo al Rugby Reggio si è resa necessaria per tutelare la titolarità dei giocatori, infatti nell’accordo sottoscritto tutti i giocatori provenienti dal vivaio dell’Amatori torneranno a giocare della nostra società. Gli altri nostri giovani, che hanno già giocato nel campionato di Eccellenza, troveranno l’occasione di continuare ad esprimersi ai massimi livelli vicino casa, a loro l’Amatori porge i migliori auguri per il prosieguo della loro carriera, ricordandogli che Moletolo rimarrà sempre la loro casa.   Per non lasciare niente di intentato, però, abbiamo inserito nell’accordo con il Rugby Reggio la possibilità, per noi, di convogliare senza vincoli i nostri giocatori di Granducato in Progetto Parma, anche se i tempi stretti e le scelte già fatte dai Crociati rendono ormai difficile il realizzarsi del progetto.
L’Amatori quindi, come detto, volta pagina. Concentrerà la propria attività su quello che ha dimostrato di sapere fare bene, vale a dire l’attività di base e lo sviluppo del settore giovanile. Punterà molto sulla propria squadra seniores, che speriamo possa essere ripescata in serie B, e che sarà basata, insieme a tutti i giocatori che hanno giocato quest’anno, sugli atleti dell’Under 20 di ritorno da Granducato, con l’obiettivo di raggiungere la massima categoria possibile valorizzando i propri giovani”.

Questa la nuova Roma Rugby

Christian Marchetti per Il Corriere dello Sport/Roma

La Rugby Roma è salva. E l’ufficialità è arrivata alle 15.30 di ieri, con la neonata società Rugby Roma Olimpic 1930 a rilevare il titolo sportivo per disputare il prossimo campionato Eccellenza dall’oramai ex presidente Paolo Abbondanza. Il vulcanico ingegnere lascia dopo 8 anni ma soprattutto dopo le feroci polemiche che hanno accompagnato i suoi ultimi giorni al timone. A capo della società non c’è l’editore Gabriele Caccamo, che ha gettato la spugna al termine di una lunga e complessa trattativa con l’imprenditore dei parcheggi, bensì Alessandro Missori, 68 anni e “semplicemente” un pezzo di storia del rugby bianconero per quegli scudetti vinti da allenatore alla guida di Under 17 (1991) e 19 (1992, 1993) e quello da vicepresidente e braccio destro di Renato Speziali con la prima squadra nel 2000. Dopo 11 anni rieccolo, capofila di un gruppo di ex giocatori tra cui Andrea Rossi – il passato da terza linea, il presente e il futuro da avvocato penalista – e il roccioso pilone oggi imprenditore Umberto Montella. Perché la filosofia è questa: il club deve tornare a chi ha la pelle a strisce bianconere, con le porte spalancate a chiunque vorrà entrare. (…)
Presidente “ad interim” per ora lo stesso Missori. Che per i tifosi è sinonimo di qualità e bei ricordi, padre spirituale di campioni di razza del calibro di Mazzi, Murrazzani, Virgilio, Patrizi, Raineri, Ausiello,… Ora, però, arriva la sfida più dura.

L’Aquila, la clessidra ormai è quasi vuota

Paola Cola per Finanza e Mercati

L’Aquila Rugby rischia di non arrivare in tempo per l’iscrizione al campionato d’Eccellenza che scadrà il 10 luglio prossimo. E sarebbe davvero un’occasione persa, visto che da tre mesi vanno avanti le trattative per l’acquisto della squadra da parte degli imprenditori milanesi di origini aquilane Walter e Carlo Navarra, padre e figlio. Trattative che però sono al momento a un punto di stallo. Il 5 giugno è scaduto anche il termine fissato per l’irrevocabilità dell’offerta. I Navarra smentiscono le voci di una loro probabile uscita di scena, ma chiedono di chiarire l’ammontare esatto delle poste in attivo, perché, a loro avviso, alcune cifre non corrispondono alla situazione patrimoniale della società. E nascondono un debito molto più alto di quello dichiarato dall’attuale gestione, forse superiore a óOOmila euro. (…)
Ma una cosa è certa, precisa però Navarra senior: «Da parte nostra c’è tutta la volontà di andare avanti» e non solo per dare un futuro agli atleti, ma a tutto il movimento rugbistico del territorio. Nelle intenzioni c’è infatti la costruzione di una cittadella del rugby nella città duramente colpita dal terremoto dell’aprile del 2009. Il progetto della cittadella prevede la costruzione degli impianti e un’accademia dove il rugby si studia, si promuove e si gioca. Per questo progetto i Navarra hanno in programma di mettere sul piatto 5 milioni di euro «tramite sponsorizzazioni tecniche e anche grazie a costruttori locali che si sono detti disponibili a realizzare il progetto a prezzo di costo – spiegano – abbiamo poi dietro di noi gente capace di fare marketing e di rilanciare il merchandising». Sui nomi però, massimo riserbo. «Qui servono i soldi, le trattative già sono state fatte – dice da parte sua il presidente de L’Aquila Rugby, Romano Marinelli – domani sera (oggi, ndr) faremo una riunione per capire che cosa fare. Non chiudiamo le porte a nessuno, ma qui bisogna ripartire da capo». Parole che fanno preoccupare, se si pensa che i giorni per iscriversi al campionato si contano sulle dita di una mano. «Ammesso di riuscire a iscriverci, non sappiamo come fare una squadra – dice Pino Alleva, general manager de L’Aquila Rugby – alla formazione si inizia a pensare già da gennaio. A oggi abbiamo solo due giocatori contrattualizzati». (…)

 

Fusione Parma + Reggio Emilia in Eccellenza: si fa

Il comunicato congiunto di GranDucato Parma Rugby e Rugby Reggio

Vista la decisione maturata all’interno del GranDucato Parma Rugby di non prendere parte al Campionato Italiano d’Eccellenza per la stagione sportiva 2011/2012, la società GranDucato Parma Rugby cede il proprio titolo sportivo al Rugby Reggio.
La decisione è stata prese per rendersi disponibili a partecipare al Progetto Parma, pur non essendo stata ancora costituita la nuova società, progetto che ci auguriamo possa vedere la luce al più presto.
Il passaggio del titolo sportivo ad un’altra società è stato deciso alla luce del fatto che si vogliono tutelare i propri tesserati, lasciando loro comunque la possibilità di giocare nella squadra unica di Parma, come sottoscritto nell’accordo con la Rugby Reggio.
«Voglio innanzitutto ringraziare collaboratori, giocatori, tifosi e simpatizzanti per la stagione appena conclusasi», ha dichiarato la Presidente del GranDucato Parma Rugby Cosetta Falavigna, «e faccio anche un grosso in bocca al lupo agli amici di Reggio Emilia per la nuova avventura».

Dichiarazione Giorgio Bergonzi – Presidente Rugby Reggio asd

Da una circa una settimana ci è stata proposta l’opportunità di poter giocare nella stagione 2011/2012 nel Campionato Italiano di Eccellenza.
Come Società siamo consci dell’impegno che ciò comporta , ma siamo convinti della forza dei nostri giocatori e della voglia della Città di avere una squadra nel massimo campionato, e così abbiamo voluto accettare questa sfida, portando Reggio nel massimo livello rugbystico italiano.
Proseguiremo nel nostro progetto di crescita, cercando di strutturarci per l’alto livello, ma continuando nel nostro progetto tecnico, puntando su ragazzi del territorio, giovani e con voglia di crescere. Essendo in buoni rapporti con le Società Amatori Parma e Rugby Colorno resterà aperta la collaborazione con il GranDucato, che ha comunque una rosa composta da diversi atleti legati al territorio emiliano.