Aironi, scoppia anche la grana-Zaffanella

da La Voce di Mantova

VIADANA – Alla luce delle notizie riportate anche dalla Gazzetta dello Sport dello scorso 29 marzo circa una possibile “scomparsa” del Rugby da Viadana, Nonsoloverdi e Movimento 5 Stelle hanno chiesto all’amministrazione, ai consiglieri di maggioranza e opposizione un
consiglio comunale aperto sull’argomento. I consiglieri ritengono, infatti, che in un momento di crisi come quella che si sta attraversando ora, spendere 750mila euro sia, forse, poco intelligente.
I movimenti politici “Nonsoloverdi” e “Movimento 5 Stelle” hanno chiesto all’amministrazione comunale di Viadana di organizzare un consiglio comunale aperto per informare la cittadinanza sulla questione stadio Zaffanella. Questo alla luce anche di quello che è apparso sulla Gazzetta dello Sport sulle sorti della squadra di rugby “Aironi”. «Riteniamo – spiegano – che i 5 milioni di euro di investimenti (4 milioni della Regione Lombardia, 0,25 min della Provincia di Mantova e 0,75 min dal Comune di Viadana) previsti per adeguare lo stadio Zaffanella ed il centro Lavadera di Cogozzo abbiano bisogno di certezze. In un momento difficile come questo, dove i cittadini sono vessati da un’imposizione fiscale sempre maggiore ed attanagliati da una crisi economica che, al momento, non lascia intravedere spiragli, riteniamo che chiedere un’ulteriore sacrificio senza dare certezze sulla finalità delle opere sia una operazione alquanto inopportuna. Confidiamo seriamente nella sensibilità dell’amministrazione e dei vertici degli Aironi Rugby affinché possa essere illustrata alla cittadinanza la situazione attuale e le prospettive future del Rugby nella nostra città».

Fronte franchigie: Dondi apre a quella federale, ma solo in via temporanea…

Ivan Malfatto per il Gazzettino

«Una franchigia federale è l’ultimacosa che mi auguro. Se fossimo costretti la faremmo temporaneamente, in attesa di trovare altre soluzioni, perchè non abbiamo nessuna intenzione di uscire dalla Rabodirect Pro12. Ma non abbiamo altrettanto l’intenzione
di accollarci una franchigia permanente».
Il presidente della Fir Giancarlo Dondi parla alla vigilia del venerdì di passione che attende il consiglio federale. Il 6 aprile a Parma è infatti convocato sul tema: «Esame della situazione della franchigia Aironi». Il sistema professionistico messo in piedi solo due stagioni fa per l’alto livello italiano è già in crisi. Perchè costruito su basi non condivise
Fir-franchigie. Come contesta da sempre Treviso, chiedendo concertazione e non imposizione delle scelte. E perchè gli Aironi verserebbero in condizioni economiche
così gravi da richiedere un consiglio apposito sulla loro situazione.
Cosa si aspetta dal consiglio del venerdì santo?
«Sul fronte Benetton spero di verificare che i rapporti sono migliorati. Sul fronte Aironi attendouna risposta chiara e definitiva sul sostegno tecnico (staff gratuito, ndr) a cui ci eravamo impegnati. Da parte mia c’è la piena volontà di trovare soluzioni e risolvere i problemi delle franchigie. Sono lontano da qualsiasi intento polemico con esse».
Partiamo dal Benetton: il presidente Amerino Zatta chiede dialogo, confronto paritetico e non imposizioni dalla Fir. Condivide?
«Io non condivido né biasimo nulla. Noi come Fir abbiamo responsabilità maggiori dei club
verso il movimento. A volte mi risulta difficile capire la parità. Però la volontà di dialogare c’è. Sempre. Ho partecipato a una riunione con Zatta, l’avvocato Laghi e il vice presidente Nino Saccà. Pensavo di aver chiarito molte cose, poi sono tornati i problemi. Ora Sacca è stato a Treviso, farà una relazione al consiglio e valuteremo. L’obiettivo è trovare un modus vivendi che permetta di crescere alla Nazionale e a Treviso nelle rispettive competizioni».
In casa Aironi problemi economici, voci di dimissioni del presidente Silvano Melegari e del vice presidente della Fir Cesare Barzoni.
«Di Melegari ho letto solo sui giornali, non so niente. Barzoni ha scritto una lettera di dimissioni che personalmente ho respinto. Ora decideranno lui, se vuole confermarle,
e il consiglio. Sul fronte finanziario alle franchigie abbiamo proposto 3 milioni di euro a
testa. Uno da versare agli organizzatori della Celtic. Due fissi, invece del 60% degli stipendi, per l’uso dei giocatori. In questo modo le due società avranno cifre di entrata certe da inserire a bilancio. Poi abbiamo proposto a chi vuole lo staff tecnico federale gratuito. Oltre
a questo non possiamo andare con gli Aironi. Non possiamo sostituirci agli sponsor. Altrimenti faremmo due pesi e due misure rispetto al Benetton. Non sarebbe giusto nemmeno nei confronti dei club di Eccellenza che hanno anch’essi problemi a trovare finanziamenti».
Se questo non bastasse e una franchigia dicesse addio?
«Apriremo subito il nuovo bando per cercare alternative. O troveremmo altre soluzioni, come quella temporanea della franchigia federale. Ma sono sereno. Penso non succederà e alla fine troveremo un accordo».

Gianni Amore: candidato alla presidenza federale, deferito dalla FIR

Nuove nubi sul rugby italiano. Gianni Amore è il presidente del Comitato Siciliano della Federazione Italiana Rugby e ha già annunciato la sua candidatura alla presidenza della stessa FIR alle prossime elezioni che si terranno tra la fine della prossima estate e l’autunno/inverno.
Amore sarebbe però finito sotto inchiesta e il prossimo 13 aprile dovrebbe presentarsi davanti alla Commisione Disciplinare federale per difendersi dalle “accuse” di abuso di potere, di non aver tenuto l’assemblea regionale in maniera corretta e di non essere stato leale verso al stessa. Richia una sospensione fino a tre anni e mezzo, con conseguente decadimento della sua candidatura.
Gli viene imputato di non aver deliberato un corretto rendiconto economico in un periodo nel quale però Amore era Commissario e non ancora Presidente. Non solo, in un’asseblea dei presidenti dei comitati regionali avrebbe chiesto lumi a un delegato federale sulla compilazione degli stessi ma quest’ultimo avrebbe risposto dicendo che non sono necessari. Il tutto sarebbe stato verbalizzato.

Nella guerra con la FIR gli Aironi usano “l’arma-Formigoni”

da La Gazzetta dello Sport

Mentre ieri la Fir ufficializzava che il Consiglio Federale di venerdì 6 aprile affronterà la situazione degli Aironi, ieri il presidente della franchigia, Silvano Melegari, ha incontrato a Milano il presidente della Lombardia Roberto Formigoni e l’assessore regionale alla semplificazione, il mantovano Carlo Maccari. Nell’estate del 2010 la Regione mise sul piatto 3,8 milioni di euro che servirono all’adeguamento dello stadio Zaffanella di Viadana – e del centro sportivo Lavadera – agli standard della Celtic League, requisito indispensabile per poter giocare nel torneo. «Melegari ci ha illustrato la volontà della Fir di spostare la licenza di Celtic a Parma o altrove – racconta Maccari – , scelta che riteniamo ingiusta. Formigoni ha ricordato che nel 2010 la scelta cadde su Viadana anche per la velocità della Regione nel rispettare l’accordo di programma. Senza la Celtic, quei soldi pubblici non sarebbero stati spesi». Il presidente della Lombardia si è riservato qualche giorno per esprimere una posizione e agire entro il 6 aprile. (…)

Un Consiglio Federale per il malato-Aironi

dall’ufficio stampa FIR

E’ convocata per venerdì 6 aprile a Parma la seconda riunione 2012 del Consiglio Federale della FIR presieduto da Giancarlo Dondi.
All’ordine del giorno l’esame della situazione della franchigia Aironi Rugby.

A QUESTO LINK L’INTERVISTA DE IL GRILLOTALPA AL PRESIDENTE DEGLI AIRONI MELEGARI