Caso Aironi, interviene Formigoni: “Devono restare a Viadana”

Un comunicato della Regione Lombardia, che entra nella questione che verrà affrontata a Parma venerdì mattina dal Consiglio Federale

“Gli Aironi Viadana sono un patrimonio di tutti gli appassionati di Rugby lombardi e la Regione farà di tutto perché la squadra possa continuare a giocare a casa propria. Per questo motivo, oggi il Presidente Formigoni ha scritto ufficialmente al Presidente della FIR Giancarlo Dondi per chiedere chiarimenti sull’ipotesi di un possibile spostamento della franchigia a Parma”.
A dare l’annuncio della presa di posizione ufficiale di Regione Lombardia è l’assessore mantovano Carlo Maccari, dopo che nei giorni scorsi si erano susseguiti incontri a Milano con i vertici della società viadanese, rappresentata dal Presidente Silvano Melegari. “La Regione- continua Maccari- si sta muovendo con decisione affinché si metta la parola fine a queste voci, anche a tutela di un importante investimento a favore delle strutture e degli impianti sportivi, avvenuto non decenni fa, ma solo nel 2010”. Proprio in previsione della storica partecipazione di due squadre italiane ai più importanti tornei continentali, compresa la storica ammissione alla Celtic League, Regione Lombardia aveva fortemente sostenuto la candidatura, poi vincente, di Viadana, contribuendo con oltre 4 milioni di euro all’adeguamento dello stadio Zaffanella e delle annesse strutture per dotarle degli standard richiesti a livello europeo. Come sottolineato nella lettera del Presidente Formigoni, un cambio di rotta così improvviso da parte della FIR non solo rappresenterebbe una
beffa per la società e i tifosi, ma anche un inimmaginabile danno economico per tutto il sistema che ha creduto e investito nel progetto. “Non da ultimo – conclude Maccari- verrebbe dato un pessimo segnale ai cittadini, che da contribuenti vedrebbero sprecato il loro denaro per opere non più necessarie a meno di due anni dalla loro realizzazione. Una somma di fattori che possiamo riassumere in una sola frase: gli Aironi devono restare a Viadana”.

Aironi, domani il giorno del giudizio. E i tifosi si schierano

Venerdì a Parma un Consiglio Federale determinante per il futuro della franchigia. I Miclas,   i tifosi organizzati, pubblicano sul loro sito questa lettera aperta:

Aironi Si – Aironi NO:
la parola a chi ha tanto voluto gli Aironi come espressione di un territorio e delle sue società.
Aironi non è solo Viadana, Aironi è una delle società che garantisce i giocatori ed il loro ricambio generazione, alla nazionale italiana.
La situazione economica finanziaria attuale, miete vittime ogni giorno ed ad ogni livello, figuriamoci a quello dello sport che da sempre è il vettore per le aziende più facoltose e vogliose di farsi pubblicità. Gli Aironi, avevano un businnes plan eccellente che per confermarsi tale però, doveva contare sull’apporto economico di tutte le sue componenti, alcune di esse volute al suo interno proprio dal presidente Giancarlo Dondi; questo non è avvenuto e subito dopo l’inizio del torneo della scorsa stagione, alcuni attori principali del roster azionario degli Aironi, hanno iniziato a giocare in modo
non omogeneo. Ora la società, dopo aver perso anche il main sponsor, sta chiedendo un aiuto  alla Fir che anziché preoccuparsi d supportare a dovere come accade in tutte le altre realtà di questo torneo, cerca di imporre la su forza, senza ricordare che l’obiettivo è comune, la nazionale azzurra.
Il piano di supporto ideato della Fir è una forte presa in giro in quanto si tramuta nel fornire agli Aironi un piccolissimo aumento di contributo federale ed un staff tecnico gratuito…. Un sopporto economico di tutto rispetto direbbe la Litizzetto….. un cofanetto vuoto, senza nomi, senza curriculum, un cofanetto vuoto che serve alla Fir a non impegnarsi nei confronti di eventuali fallimenti gestionali da parte dei suoi uomini!
Gli Aironi hanno avuto una grandissima evoluzione in soli due anni di vita, si è passati da una vittoria nella prima stagione 2010/2011 per arrivare a quella ancora in corso che conta già quattro successi, ultimo quello in casa contro la vincitrice dell’edizione 2010/2011, il Munster; altre vittorie sarebbero addirittura potute arrivare se in certi incontri non ci fossero state gestioni scandalose da parte di fischietti chiaramente di parte.
Domani sarà un giorno importantissimo per il futuro della nostra società e per  tutti noi tifosi italiani e per questo motivo, proprio domani difronte all’hotel che ospiterà il cda straordinario della Fir, ci sarà un sit-in dei tifosi degli Aironi che faranno sentire la propria indignazione verso i poteri forti ed esterneranno  tutto il proprio attaccamento verso la loro squadra.
Noi alla Fir chiediamo di onorare gli impegni presi anche in tempi non sospetti e di non giocare sempre a fare i politici perché i politici in Italia, hanno sempre dimostrato di aver spessp interessi diversi da quelli che sono gli interessi della base…. La stessa cosa la volete pure voi cari consiglieri Fir?
Avete interesse diversi da quelli degli Aironi e di conseguenza da quelli della nazionale? Se si, vi sentirete per una volta veri politici.

Aggrediscono un arbitro in Serie C: radiati due giocatori dei Lions Carli Salviano

Nel fine settimana a Livorno, nel corso della partita della Serie C Toscana tra Carli Saviano e Valdisieve alcuni giocatori della squadra di casa hanno aggredito l’arbitro colpendolo. Era il minuto 35, sul risultato momentaneo di 14 a 0. Durissime le sanzioni.

dal sito del Comitato Toscano

Il Giudice Sportivo Regionale, Stefano Belli, letto il referto arbitrale, dal quale risulta che il sig. Johil Shani della squadra Lions Carli Salviano, dopo esser stato espulso temporaneamente dal campo al 35’ del primo tempo (primo cartellino giallo) anziché allontanarsi dal terreno di gioco – con ciò già realizzando l’infrazione di cui all’art. 26, primo comma, lettera e) R.d.G. – si è avvicinato con aria minacciosa al direttore di gara, colpendolo prima con un pugno in faccia e facendolo cadere a terra e poi, dopo che l’arbitro, ancora dolorante, era riuscito a rialzarsi, attingendolo con un violento calcio (definito nel referto arbitrale come un gesto di karate), per poi interrompere la propria azione solo in seguito all’intervento di dirigenti e del medico di gara, ritenuto che i fatti come sopra descritti integrino l’infrazione prevista punita dall’art. 26, primo comma, lettera f) R.d.G., tenuto conto della gravità del fatto in sé stesso e delle sue conseguenze (attestate per quanto riguarda le lesioni del sig. Fuglini dai referti medici in atti), della gratuità del gesto compiuto dall’atleta e dei futili motivi che lo avrebbero indotto a porre in essere tali condotte, dispone nei confronti del sig. Johil Shani la sanzione della radiazione.

Inoltre letto il referto arbitrale, dal quale risulta che, dopo che erano già intervenuti alcuni dirigenti ed il medico di campo per  interrompere le condotte del sig. Shani Johil, il sig. Dario Bimbi, che fino ad allora era rimasto estraneo ai fatti, si è diretto verso il direttore di gara per poi colpirlo a sua volta con un violento pugno in faccia, il quale non attingeva il sig. Fuligni solo perché egli, per parte sua, riusciva a scansarsi leggermente e perché poi si frapponeva fra i due l’allenatore del Carli Salviano, che veniva conseguentemente colpito dal pugno sferrato dal giocatore della sua stessa squadra, con ciò subendo lesioni alla faccia e al naso, ritenuto che anche un tale comportamento integri comunque gli estremi di cui all’art. 26, primo comma, lettera f) R.d.G., tenuto conto della gravità del fatto, totalmente gratuito, dei motivi che avrebbero indotto l’atleta a porlo in essere e del contesto in cui esso è stato realizzato dispone nei confronti del sig. Dario Bimbi la sanzione della radiazione.

Visto il referto arbitrale, dal quale risulta che, dopo che erano stati già posti in essere i fatti che precedono, mentre sia l’allenatore del Lions Calvi Salviano, che il direttore di gara  erano ancora feriti sul campo, il sig. Margil Shani ha minacciato il direttore di gara, letto l’art. 26, primo comma lettera d) R.d.G.. Vista la recidiva relativa all’atleta ai sensi dell’art.14/1, dispone nei confronti dell’atleta la sanzione della squalifica per mesi 6.

Tenuto conto che a cagione delle condotte poste in essere dai sig. Johil Shani e Dario Bimbi in danno del direttore di gara quest’ultimo è stato costretto ad interrompere la partita al 35’ del primo tempo di gioco, visto l’art. 28, primo comma lettera i) R.d.G. dichiara la società delValdisieve Rugby vincente con il punteggio di 20 a 0 e dispone  nei confronti della societàLions Carli Salviano la sanzione della penalizzazione di quattro punti in classifica.

Tenuto conto inoltre del contegno assunto e mantenuto nel frangente dai dirigenti e dall’allenatore della squadra Lions Carli Salviano nei confronti del direttore di gara, che ha attestato nel proprio referto come questi lo abbiano assistito sia durante che dopo i fatti oggetto del presente provvedimento, determina la sanzione pecuniaria da infliggersi alla citata

SERIE C/GSR/22  pag.4

Società per responsabilità oggettiva art 29/1/F Rd.G. per le condotte poste in essere dai suoi atleti come sopra meglio specificati in €. 200,00.

Craig Green a Il Grillotalpa: “Quella di Brunel è una scusa. Chi non mi vuole sta in FIR”

Stupito? Un po’, ma alla fine non più di tanto. Deluso? Sì, in parte. Ma Craig Green, ormai ex allenatore dell’U20 è soprattutto sollevato e un po’ arrabbiato.
Andiamo con ordine: intanto l’allenatore mi conferma la notizia del mancato rinnovo del contratto: “Sì, me lo hanno detto la settimana scorsa, la notizia è confermatissima”.
Bene, passiamo all’arrabbiatura, anche se quella di Green non è urlata, ma espressa in maniera sempre civile: “Dicono, e mi hanno detto, che non sono in linea con Jacques Brunel. Beh, io sono sicuro che il ct non c’entra nulla. Lo stanno usando come scusa per mandarmi via. Chi non mi vuole più è gente dentro la federazione, non Jacques”.
Parole pesanti, ma Craig è anche sollevato: “Penso che alla fine è meglio così, meno male che non mi vogliono più. Meglio non essere il linea con certe persone e non dover lottare tutti i giorni. Qualcuno mi aveva detto di stare attento, devo dire che aveva abbastanza ragione”.
Ma con Brunel vi siete visti qualche volta? Vi siete incontrati, avete parlato? “Se mi chiedi se ci siamo visti e ci siamo parlati ti dico di sì, ma lui era appena arrivato. Parlati? Del più e del meno, cose molto generali. Se mi chiedi invece se abbiamo parlato di lavoro in maniera approfondita, beh, questo non è mai successo. Non ci siamo mai seduti intorno a un tavolo per parlare di cosa bisogna fare, e questo non mi sembra normale. Non so se lui abbia mai manifestato la voglia di vedermi, di certo la federazione non mi ha invitato o spinto a incontrarsi”.
Green non si ferma: “Purtroppo l’Italia è così, c’è troppa politica e poco merito. Io pensavo di aver iniziato un buon lavoro. Nel Sei Nazioni abbiamo sbagliato, ho sbagliato, ma qualcosa iniziava a vedersi. C’era una crescita, un progetto, si iniziava a vedere un gioco. Tutto questo in pochi mesi di lavoro e mi chiedo cosa sarebbe potuta diventare quella squadra, quel gruppo di ragazzi avendo la possibilità di lavorarci per una stagione intera. Deluso? Certo, credo di poter dire tranquillamente che ho ancora qualcosa da dare. E se poi uno guarda chi rimane….”.
Poi il suo futuro: “Non lo so, è presto. Io voglio rimanere in Italia: mia moglie è di Mogliano, ho casa a Treviso, le mie figlie vanno a scuola qui, io sto bene in Italia. Certo bisogna vedere, ora dovrò trovarmi un nuovo lavoro, vedere se c’è qualcuno che mi vuole”.
Infine chiedo a Craig Green se ha qualche news interna sullo staff di Brunel. Non si sbottona, non dice nulla di preciso, ma qualcosa dice: “Mah, io credo che il ct voglia uno staff che sia veramente suo e credo che voglia con lui qualcuno che alleni tutti i giorni, non in maniera spot come invece ti costringe a fare il solo lavoro con la Nazionale”.

Lo Zaffanella, gli Aironi e le beghe politiche

da La Voce di Mantova

VIADANA – Aironi Rugby: Giovanni Cavatorta, capogruppo della Lega Nord, ha presentato una mozione per il prossimo consiglio comunale. Il documento, rivolto al sindaco e alla giunta vuole esortare l’amministrazione ad impegnarsi affinché Viadana mantenga un
ruolo di primo piano nel futuro assetto degli Aironi, franchigia iscritta alla Celtic League che,
come noto, sta attraversando un difficile momento.
L’obiettivo dell’azione promossa dall’esponente del Carroccio è semplice: garantire un
futuro agli investimenti e alle infrastrutture fin qui realizzate, salvaguardando al contempo
gli impegni assunti dalle parti, tra cui il Comune di Viadana. L’argomento, delicato, tiene
banco all’interno dell’assise politica locale: Nonsoloverdi e Movimento 5 Stelle hanno invocato un consiglio comunale sul futuro della società. Un team che potrebbe, nel peggiore dei casi, addirittura abbandonare lo stadio Zaffanella, sede delle partite in casa, ipotesi che renderebbe le strutture rivierasche delle cattedrali nel deserto (…)