Bilanci federali e glasnost, una piccola storia italiana

Ieri ho pubblicato una puntata della rubrica de L’Angolo del Vile che aveva per tema una questione delicatissima, quella dei bilanci federali. Provateci anche voi , ma in una ventina di minuti è davvero possibile raggiungere e/o scaricare i bilanci di Inghilterra, Francia, Irlanda, Galles, Scozia, Australia, Sudafrica, Nuova Zelanda, Fiji (non Samoa e Tonga, scusate), Canada e Stati Uniti.
Praticamente il gotha del rugby mondiale con l’esclusione di Italia e Argentina.
Una situazione, la nostra, inoppugnabile in punta di diritto, a oggi cioè si può fare, ma ammetterete non il massimo della trasparenza per svariati motivi che vorrei elencarvi. Ma prima un po’ di storia.

Delibera della Giunta Nazionale del CONI n.396 del 12 ottobre 2004. Lo so, è noiosa anche solo a leggerla così, però è una delibera importantissima perché è quella che ha approvato lo statuto vigente della FIR. Le regole, insomma. Tutto bene, o quasi. Perché in realtà dal 2007 (delibere del CONI N. 1352 e n. 1353 del 28 febbraio) lo statuto in questione non è conforme ai “Principi Fondamentali ed ai Principi di Giustizia” emanati successivamente alla sua approvazione dal Consiglio Nazionale del CONI.
Cioè, nel 2004 quello statuto era ok, poi il Coni ha cambiato le sue regole e ha chiesto le conseguenti modifiche a tutte le federazioni affiliate. Con la FIR lo ha fatto nel 2007, lo ha ribadito nel marzo 2009 (delibera n. 1391) per poi ripetersi il 19 maggio 2010 (delibere N. 1410 e 1412).
La FIR però non si è mai mossa e il 19 gennaio 2011 con il protocollo 00066, il Segretario Generale del CONI ha intimato alla federugby di convocare un’Assemblea Straordinaria per l’adeguamento dello statuto, con la specifica che se ciò non fosse avvenuto entro il 30 giugno 2011 lo stesso Comitato Olimpico avrebbe adottato provvedimenti straordinari. La FIR ha convocato l’Assemblea il 25 giugno, ma è andata deserta, anche perché – secondo alcuni osservatori – era stata “anestetizzata” dalla scelta della presidenza di blindare il testo, al quale non era quindi possibile presentare alcuna modifica: da qui la richiesta al CONI da parte del presidente Dondi della nomina di un commissario ad acta, per l’approvazione del nuovo Statuto (scelta, va detto non obbligata: la federazione poteva riconvocare una nuova Assemblea).
Da allora non è ancora avvenuto nulla, anche perché il CONI alla fine del novembre scorso ha approvato una ulteriore definizione di “Principi Fondamentali degli Statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate”, cosa che ha allungato ulteriormente i tempi. La Federugby comunque a oggi è una delle pochissime federazioni (l’unica?) a non aver ancora recepito il nuovo indirizzo stabilito dal CONI.
Ora dovremmo esserci, anche se non si sa quando questo recepimento da parte della FIR avverrà: tra una settimana? Un mese? Nessuno fuori dal palazzo lo sa, almeno al momento.

Perché questa premessa storico/burocratica? Perché lo Statuto attualmente vigente non prevede la consegna dei Bilanci Consuntivi annuali della FIR alle società, mentre le modifiche richieste dal CONI la impongono. Non solo, il Bilancio non viene “dibattuto” in Consiglio Federale: l’ultima volta che è stato fatto era l’ottobre del 2004. Da allora niente.
A quanto ammonta il bilancio della FIR? Quanti soldi entrano e quanti escono? Come vengono ripartiti e utilizzati? Quali sono le voci che lo compongono? Contributi ERC, contributi IRB, quelli “celtici”? Quanti soldi vanno al rugby giovanile, al movimento di base, eccetera? Non si sa, dal 2004. Voci e rumors parlano di un bilancio da una quarantina di milioni di euro l’anno. Voci non confermate da nessuno, ma comunque sappiamo tutti che la FIR è una delle federazioni più ricche dopo quella del calcio. Cifra plausibile.

Qualcuno dirà che però consiglieri e affiliati possono richiedere e ottenere il bilancio. Sì… e no. Ho avuto la possibilità di vedere il carteggio tra il rappresentante di una importante realtà rugbistica di un’area ad alto tasso ovale e la federazione. Le lettere facevano seguito a una serie di incontri personali e telefonici in cui il nostro Mister X chiedeva di accedere ai bilanci. Dopo una serie di mancate risposte, di “ti faremo sapere” senza giungere mai a una qualche concretizzazione e le conseguenti lamentele del nostro (orali e scritte), il Segretario Federale – e avvocato – Michele Signorini risponde che sì, volendo i Bilanci possono essere visionati presso la sede della FIR previo appuntamento, ma che “si rileva che i bilanci della Federazione non sono considerabili pubblici” e che “si deve evidenziare come la giurisprudenza del Consiglio di Stato (segue elenco di sentenze, ndr) in presenza di posizioni giuridiche soggettive analoghe al caso in esame, sia addirittura più restrittiva rispetto alla possibilità di poter anche solo visionare i bilanci, possibilità invero concessa alla Società da Lei rappresentata”.
Se traduco in un “sì, potresti vederli perché sono magnanimo, ma accontentati e non mi fare perdere la pazienza” vado molto lontano? Va da sé che il bilancio non è mai stato visionato.

Due le conclusioni di questa storia: la mancanza di trasparenza da parte della FIR in primis. Quali siano i perché non è dato saperlo e non credo stia a me dirlo, ma eventualmente al diretto interessato. Alla federazione, tra l’altro, in punta di diritto non si possono muovere grandi critiche. Tutto quello che è stato fatto e deciso era ed è conforme alle norme vigenti (che però devono essere cambiate già da qualche anno, lo ha stabilito il CONI). Ma la trasparenza è oggettivamente un’altra cosa, e non mi richiamo a questa glasnost per criticare l’operato federale ma per meglio comprenderlo. Il senso è “non voglio farti le pulci a prescindere, solo per rompere le scatole, ma capire e meglio giudicare quello che fai”. Siamo in una fase di pre-campagna elettorale? La trasparenza è una ricchezza per chi chiede di essere riconfermato nella sua carica e una necessità per chi invece ambisce ad arrivarci. Mi metto nei panni di Gianni Amore – oggi unico sfidante ufficiale di Dondi – e mi chiedo: come posso presentare un programma serio e concreto se non so su quali forze economiche posso contare?
La seconda conclusione è la mancanza generale di preparazione della gran parte dei dirigenti del movimento italiano. Questo Mister X mi diceva che non era a conoscenza di altre richieste simili alla sua. Magari qualcuna ce n’è stata, ma evidentemente non molte. Che quella in atto non sia una prassi da sbandierare – ancorché, mi ripeto, oggi assolutamente legale – mi pare evidente, ma che nessun dirigente di club o consigliere abbia avuto spalle abbastanza larghe da battere i pugni sul tavolo o da denunciare questa mancanza di trasparenza… Oggi il movimento rugbistico ha pochi dirigenti preparati e all’altezza delle sfide presentate dal professionismo e dalla complessità del mondo in cui viviamo. Paura, inesperienza, un comprensibile e umano tirare a campare? Non lo so, ma come ho scritto qualche giorno fa, “un movimento anche economicamente maturo senza una leadership “politica” professionale a tutti i livelli è destinato a un fallimento progettuale inevitabile. Detto in stampatello: non si va da nessuna parte”.

PS IMPORTANTISSIMO: chiudo questo lungo articolo con una preghiera e un avvertimento. Non mi passa neanche per l’anticamera del cervello di pensare che la mancanza di trasparenza di cui parlo sia legata a un qualunque tipo di malversazione da parte federale. Che nessuno provi a “usarmi” in questa maniera. Se ne siete così sicuri e ne avete una qualche prova fate un esposto, ma non utilizzate questo blog per lanciare accuse infamanti verso chicchessia. Grazie.

PS/2, meno importante (insomma…): sul sito del CONI, la “madre” di tutte le federazioni sportive italiane, è possibile scaricare il bilancio del Comitato Olimpico…

Ricorso Aironi contro l’esclusione dal Pro12

Leonardo Bottani per La Gazzetta di Mantova

Il cda degli Aironi forse già oggi dovrebbe decidere il ricorso contro l’esclusione
dalla Celtic League decretata dal Consiglio della Fir il venerdì di Pasqua. L’assemblea dei soci, ieri sera al Lavadera Village di Viadana, ha infatti demandato la decisione finale all’organo esecutivo.
Quasi 4 ore di riunione nella quale si è essenzialmente confermato quanto già si sapeva: gli Aironi si opporranno alla decisione del Consiglio della Fir che il venerdì di Pasqua ha chiuso la porta europea alla franchigia.
Il presidente Silvano Melegari, al termine dell’Assemblea dei soci di ieri sera al Lavadera Village, si limita a dire che, dopo una lunga discussione, la decisione sulla strategia da tenere è stata demandata al consiglio di amministrazione che si dovrebbe riunire già oggi.
Cda composto dallo stesso patron insieme al vice presidente Stefano Cantoni (in rappresentanza di Colorno) e a Gabriele Ruffolo (Noceto).

Nessun sbilanciamento da parte di Melegari sulla strategia, sulla strada che seguiranno gli Aironi per riottenere quello che ritengono spetti loro: il diritto a proseguire il cammino celtico anche nelle due prossime stagioni. L’ipotesi più plausibile è comunque il ricorso alla giustizia sportiva, dapprima federale quindi, nel caso ce ne fosse bisogno, al livello superiore del Coni. I frenetici contatti avuti in questi ultimi giorni, anche a livello di consulto legale, avrebbero cementato la convinzione che la revoca della licenza da parte del Consiglio della Fir sia illegittima. In effetti, da quanto traspare dalla delicata vicenda, gli Aironi hanno chiesto alla Federazione un sostegno maggiore rispetto a quanto prospettato per pianificare le prossime due stagioni. Per quanto riguarda l’attuale, come ha affermato su queste stesse colonne alcuni giorni fa Melegari, gli Aironi non hanno insolvenze. Ai giocatori stessi sono stati pagati tutti gli stipendi. E si confida di chiudere positivamente i conti della stagione 2011-12 pur in presenza delle difficoltà create dall’uscita di Mps e dalla mancata entrata di nuovi sponsor. L’illegittimità della revoca, quindi, nascerebbe sulle supposizioni di un crack che all’atto pratico non esiste. Certo, dovessero riottenere la licenza, gli Aironi comunque dovrebbero attrezzarsi meglio per il futuro, attirando nuovi sponsor. (…)

Ombre nere e e fazzoletti bianchi per sostenere il volo degli Aironi

Ricevo e pubblico

Come sicuramente saprete, in data 6 aprile 2012 il Consiglio Federale della Federazione Italiana Rugby ha ritirato la licenza di partecipazione al campionato RaboDirect Pro12 alla franchigia Aironi Rugby.A seguito di tale decisione la FIR ha predisposto un bando con scadenza 25 aprile 2012 per scegliere la nuova franchigia che prenderà il posto degli Aironi in RaboDirect Pro12 ed Heineken Cup. Se non ci dovessero essere candidature valide la FIR si impegna a strutturare una franchigia “federale” per onorare i due anni restanti secondo l’accordo sottoscritto con il Board del Pro12.
Non intendiamo qui analizzare nel dettaglio quanto avvenuto negli ultimi due anni nei rapporti tra FIR e Aironi e la natura delle richieste di questi ultimi, ma semplicemente rileviamo che non è concepibile il ritiro della licenza di partecipazione con questi tempi ed in questi modi. Indiscrezioni di stampa hanno rilevato la profonda irritazione del Board del Pro12 nei confronti della FIR per questa decisione assolutamente inattesa.
Non possiamo accettare che gli sforzi compiuti dai Soci, i giocatori ed i tifosi degli Aironi possano venire vanificati e cancellati ad un solo mese dalla fine della stagione sportiva in corso ed a pochi mesi dall’inizio della prossima, mentre tutte le altre squadre di alto livello si stanno già muovendo per il mercato. Non possiamo considerare professionale e corretto il comportamento tenuto dalla FIR, in particolare non è  concepibile porre la scadenza del nuovo bando a soli diciotto giorni (solari) dalla pubblicazione dello stesso, dato che si richiede –tra le altre condizioni- un impegno economico di sette milioni di euro a stagione per due anni.
Per questo vi invitiamo allo Stadio Zaffanella di Viadana (MN) alla partita Aironi – Scarlets, domenica 15 aprile 2012 ore 15.00.
I Miclas – Official Supporters Aironi hanno lanciato un appello ai tutti i tifosi di rugby per riempire lo  Zaffanella come non mai, per sostenere la squadra e protestare contro la decisione presa dalla FIR.
Le Ombre Nere intendono essere presenti con una delegazione a sostegno dei Miclas, per onorare il gemellaggio che da anni ci lega.
Noi vi invitiamo a venire al nostro fianco, ognuno con i propri colori, perché siamo convinti sia giusto protestare contro la delibera della FIR che non danneggia solo gli Aironi, il lavoro di moltissime persone e la passione dei tifosi, ma anche la credibilità stessa della Federazione Italiana Rugby, e di riflesso, di tutto il movimento rugbistico italiano.

I Miclas chiedono ad ognuno di noi di portare un fazzoletto bianco, per manifestare il dissenso. Se ritenete sia difficile un impegno delle rispettive Associazioni, vi chiediamo ugualmente almeno la partecipazione a titolo personale in quanto appassionati di rugby.
In questo momento di particolare difficoltà e incertezza del mondo ovale italiano, è importante che gli appassionati, che seguono ogni settimana col cuore le proprie squadre, diano un segno della propria presenza, del proprio desiderio e volontà di collaborare per costruire un futuro più certo per il movimento.
Facciamo anche noi la nostra parte!
Il Direttivo delle Ombre Nere
Alessandro Allegro
Giorgio Campi
Fabio Cocco
Mariangela Carta
Laura Fortin

Gli Aironi, secondo Planet Rugby

Planet Rugby è uno dei più prestigioso siti dell’intero mondo ovale. Nella sua rubrica settimanale Whos’ hot… and who’s not! (una sorta di “Il meglio e il peggio”) mette all’ultimo posto la vicenda Aironi.
Una visione in parte stereotipata e geograficamente errata (piazza la franchigia a nordest) ma comunque interessante. Insomma, come ci vedono da lontano?
Ecco lo stralcio che ci interessa…

Aironi: It’s sad news that financial constraints will see Aironi exit the Pro12 at the end of the season. Forming a franchise from a group of clubs in Italian rugby’s traditional heartland in the northeast seemed like a good idea but it has turned out to be a huge flop. The root of the problem is, and has always been, results. Losing teams don’t attract fans. No spectators = no funds from ticket sales. The Italian Federation are planning to nominate another team for the Pro12 next season, and must now decide whether to go for a different team from the north or re-examine their original plans to have a side based in Rome.

Caso Aironi e la Regione Lombardia: l’assessore Maccari parla a Il Grillotalpa

La Regione Lombardia ha investito 4 milioni di euro nella ristrutturazione dello “Zaffanella”, l’impianto di gioco degli Aironi. E’ diventata così – suo malgrado – parte in causa della vicenda che sta interessando la franchigia lombardo-emiliana.
Un investimento che al Pirellone non vogliono vedere depauperato nell’arco di nemmeno 24 mesi. Prima di Pasqua, subito dopo il Consiglio Federale che ha estromesso  gli Aironi dalla prossima stagione di Pro12 (per il momento…) si è esposto anche il presidente della Regione Roberto Formigoni con una presa di posizione ufficiale.
Il Grillotalpa ha sentito Carlo Maccari, assessore alla Semplificazione e Digitalizzazione della Regione Lombardia, mantovano di nascita e quindi molto vicino alla questione Viadana. Attivissimo nella vicenda. Ecco quello che mi ha detto.

“La posizione della Regione Lombardia è chiara, molto chiara, ed è quella resa nota qualche giorno fa dal presidente Formigoni con una lettera. Abbiamo investito 4 milioni di euro e vogliamo sapere che fine faranno i nostri soldi. Ho sentito personalmente al telefono il presidente Dondi e ho chiesto la convocazione al più presto di un tavolo a cui vadano a sedersi tutte le parti coinvolte: Aironi, Fir, Regione Lombardia e tutti gli enti locali che hanno una qualche voce in capitolo”.

Poi una stoccata: “Noi abbiamo saputo tutto dalla stampa, ma avremmo gradito che la FIR ci avesse informato in maniera tempestiva. Ciò non è accaduto e ce ne rammarichiamo, visto che alla fine abbiamo investito, mi ripeto, 4 milioni. Non voglio trovare il Gabibbo che mi aspetta sotto casa per aver buttato via soldi pubblici”.
Non si ferma: “Cosa ci aspettiamo? Una soluzione che salvi investimenti e impianti. Ovviamente la nostra opzione principale rimangono gli Aironi, per quello che hanno comunque fatto e costruito negli ultimi due anni. Non si può buttare via tutto così”.

Da qualche parte si è letto di una opzione Calvisano/Parma, una soluzione che al di là delle opinioni e della “correttezza” delle scelte preserverebbe gli investimenti della Regione Lombardia: “Vero, lo Zaffanella sarebbe comunque utilizzato in quel caso. Però devo dire la verità: ogni opzione che salvi i nostri investimenti sarebbe applaudita, ma in subordine alla scelta Aironi”.