L’Aquila, il presidente e uno “sforzo” da 50 euro

Piccola nota polemica. Ieri il presidente neroverde ha annunciato che per L’Aquila Rugby compirà quello che ha definito un ultimo “sforzo”, ovvero l’iscrizione al campionato d’Eccellenza. Poi rimarrà ad aspettare un acquirente e/o nuovi soci in grado di aiutarlo in una situazione che rimane quasi disperata.
Non ho mai preso posizione pro o contro l’attuale dirigenza aquilana e pro o contro i vari nomi che sono stati avvicinati al cub quali possibili acquirenti. E non ho intenzione di cambiare ora la mia “politica”.
Un appunto però al presidente Marinelli va fatto. L’iscrizione al campionato costa 50 euro, cifra che non definirei insormontabile. Ecco, io la parola “sforzo” non l’avrei usata. Si poteva fare la scelta di iscrivere o meno la squadra: una volta presa la decisione non era il caso di sottolineare lo “sforzo” economico. Che viene presentato quasi come eroico, ma che messo così sa più di presa in giro.

Tra Parma, Noceto e Prato: la versione di Frati. E la sua risposta ai lettori

Paolo Mulazzi ha intervistato per SportParma Filippo Frati, nocetano doc che il prossimo anno allenerà i Cavalieri Prato.
In coda troverete la risposta dello stesso Frati ad alcuni interventi dei lettori (a proposito, grazie Filippo!).

(…) In molti si sarebbero aspettati che Filippo Frati fosse colui al quale affidare la squadra unica del cosiddetto Progetto Parma e invece si è cambiato pagina «Più che cambiato pagina direi che si è chiuso un libro e se n’è aperto un altro» chiosa lo stesso coach nocetano il quale ci rivela che in tempi non sospetti, poco prima della primavera, lui ed Alberto Fanti, allenatore di lungo corso delle giovanili, avevano stilato un Progetto Parma.
«Partiamo dal presupposto che unire le forze in un unico soggetto era ed è indispensabile per cercare di essere ancora più competitivi» conferma Frati che spiega su cosa verteva il Progetto «Una Under23, le Under19 ciascuna per conto proprio e prevedeva un’Accademia Under 16 e Under 19 che coinvolgeva i migliori giocatori di tutto il lotto che si sarebbero allenati due volte la settimana con i giocatori della seniores».

C’era anche il piano B, nel caso l’unione non avesse visto la luce, che prevedeva tre stranieri solamente in Eccellenza, un numero cospicuo dell’Under 20 campione d’Italia inseriti nel roster della seniores, come si sta verificando, ma la conferma del blocco gialloblu della scorsa stagione. Ce ne sarebbe stato per fare due squadre quasi, forse un po’ troppi: «Qui veniva la parte interessante del Piano B secondo me» spiega Frati «La rosa sarebbe stata di circa 44 giocatori, ma 36 sarebbero stati cartellinati per i Crociati, gli altri, giovani, avrebbero giocato con le rispettive squadre di appartenenza in B o C ma in settimana si sarebbero allenati con i Crociati». Tutto rimasto sulla carta ed ora siamo qui ad attendere sviluppi a brevissimo: il 10 luglio scadono i termini per l’iscrizione al campionato, che ufficialmente non si sa in che forma avverrà. Anche se lui continua a sponsorizzarla «Certo e ciascuna delle società deve essere coinvolta veramente. Faccio l’esempio del Colorno: io c’ho giocato e dal punto di vista organizzativo-manageriale sono bravissimi. Io credo che chiunque debba imparare dai migliori e affidarsi anche a loro».

(…) Frati è nocetano, quindi sanguigno e non le manda a dire; ne ha anche per Cavinato e la sua filippica contro gli allenatori che in Eccellenza non fanno giocare i giovani, con virata verso il GranDucato: «Io non mi sento toccato, basta vedere i tabellini della stagione scorsa. Faccio tre nomi: Romano, Ferrarini e Trevisan, che ha giocato sempre. Ora sono agli Aironi. Credo che i Crociati abbiano lavorato per gli Aironi in questo senso, non altri a Parma. Come fa Cavinato a dire una cosa del genere dopo la campagna acquisti del Calvisano: Erasmus, Birchall, Canavosio, adesso Pascu e poi magari chissà chi altri».
Il futuro prossimo di Filippo Frati è a Prato, quello più lontano non si sa. Gli resta però una punta di “rammarico”: «Io avevo le idee chiare, me ne sono andato perché dall’altra parte non ho visto la stessa cosa. Quello che mi ha fatto un po’ male è che dopo tanti anni non mi abbiano nemmeno detto grazie».

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Questa la risposta di Filippo Frati

Claudia,
l’articolo scritto da Paolo Mulazzi non rende bene l’idea di come si sono svolti i fatti, la cosa più importante che vorrei che si sapesse è che io ho scelto di andare via da Parma perchè avevo una proposta che ritenevo migliore e soprattutto più realizzabile, il rammarico era semplicemente riferito al non aver ricevuto nemmeno un grazie per il lavoro fatto in questi anni.
Ripeto io ho scelto di andare via da Parma, per loro ero la prima scelta come allenatore del “Progetto Parma”, ma nonostante il progetto fosse stato impostato proprio da me, lo trovavo di difficile realizzazione e soprattutto ritenevo più interessante il progetto che mi ha proposto Prato.
Grazie comunque delle belle parole,
Pippo

L’Aquila Rugby, un timidissimo raggio di sole

Dalla città abruzzese arriva la notizia che il presidente della società neroverde ha annunciato di aver dato disposizioni di iscrivere la squadra all’Eccellenza. Nessuna illusione, quella di Romanelli non è una rinnovata e improvvisa voglia di impegnarsi, anzi: “Il mio desiderio – dice il presidente – è che questo sia il mio ultimo atto, la  spesa per l’iscrizione non è eccessiva. Andare avanti? Potrei, ma di sicuro non da solo, la società è sempre in vendita: l’ho iscritta al campionato, ma non la preparo e organizzo”.

 

Rugby Roma, la corsa per il 10 luglio

Alessandro Fusco per Il Tempo

Lavori in corso in casa bianconera. La Rugby Roma Olimpic 1930 – questa la nuova denominazione – si muove a fari spenti, pur tra mille difficoltà. Dopo la decisione dell’ex presidente Abbondanza di lasciare il rugby – anche se alcuni rumors cittadini riferiscono dell’intenzione dell’ingegnere di continuare a sostenere la società dietro le quinte il gruppo che ha rilevato il titolo sportivo sta lottando contro il tempo per uscire dalla crisi. Intorno al presidente protempore Missori i vari Montella, Rossi e Bernabei hanno stabilito una tabella di marcia che deve portare la Roma al termine per l’iscrizione ai campionati del 10 luglio in perfetta regola.
Una delle priorità è la concessione dello storico centro del Tre Fontane, da decenni casa dei bianconeri. Il delegato alle Sport Alessandro Cochi incontrerà domani i rappresentanti della società che sperano di vedersi assegnata la gestione dell’impianto, fondamentale per lo sviluppo dei nuovi progetti. Intanto i nuovi dirigenti continuano nella difficile ricerca di sponsor che possano garantire la serenità necessaria all’attività, mentre i giocatori più in vista continuano a trovare altre sistemazioni, il tallonatore D’Apice, in ritiro premondiale con l’Italrugby di Mallett, giocherà negli Aironi, il Petrarca Padova tratta con Persico, Cicchinelli e Boscolo. Altri giocatori cercheranno fortuna altrove, perfino all’estero. Tutti devono ancora avere soldi dall’ultima stagione mentre la nuova realtà ha già annunciato un forte ridimensionamento economico. Intanto si susseguono i contatti con l’associazione Nuova Rugby Roma che raccoglie i 400 ragazzi e i genitori del settore giovanile attorno agli allenatori guidati da Roberto Barilari. Auspicabile una riunione di tutte le realtà bianconere.

L’Aquila Rugby, il sindaco chiede aiuto agli imprenditori

Il primo cittadino de L’Aquila, Massimo Cialente, lancia un appello agli imprenditori della sua città affinché intervengano per salvare la società di rugby, a un passo (forse meno) dal fallimento. Il sindaco – che ha fatto capire che la trattativa con i Navarra è ormai definitivamente fallita – ha usato come megafono il sito Ilcapoluogo.com, da cui riprendo l’appello:

«Sto tempestando i costruttori locali di telefonate. Sono sicuro che i nostri imprenditori potrebbero fare una grossa operazione. Hanno fatto e stanno facendo tanto per la ricostruzione e credo che potrebbero mettercela tutta per salvare i colori neroverdi. Dobbiamo sì restituire le case agli aquilani, ma anche il tessuto sociale, l’identità e i simboli in cui identificarsi. La palla ovale è uno di questi».