Il rugby fa il pieno di Heineken

E’ una delle aziende che più ha investito nella palla ovale negli ultimi anni e ha deciso di alzare la posta. La Heineken ha infatti annunciato di aver prolungato il suo contratto di sponsorizzazione con l’International Board fino al Mondiale 2015, quando giungerà così al “suo” sesto torneo iridato, visto che il primo è stato Sudafrica 1995. In 20 anni ha investito quasi 140 milioni di dollari. Prosit!

 

Il fotovoltaico vola con gli Aironi

dall’ufficio stampa Aironi

Una scossa di energia pulita per gli Aironi. Coenergia, azienda di fornitura di prodotti e servizi nel mercato fotovoltaico, ha infatti deciso di affiancare il proprio nome a quello degli Aironi. Un legame a 360 gradi quello di Coenergia con il rugby e la franchigia: l’azienda è infatti anche main sponsor dei Caimani, soci fiancheggiatori degli Aironi. Proprio i Caimani, avendo presentato lo sponsor agli Aironi, hanno ottenuto una percentuale sulla sponsorizzazione come da contratto tra la franchigia e i suoi soci fiancheggiatori.

L’accordo è stato presentato quest’oggi nell’area hospitality dello stadio Zaffanella di Viadana prima della sfida di Pro12 tra gli Aironi e i Cardiff Blues.

Coenergia S.r.l. è nata per far fronte alla sempre più grande richiesta e ricerca di supporto tecnico da parte di progettisti e installatori del settore elettrico, termico ed edile. Per fare questo si avvale dell’esperienza maturata sul campo dai suoi fondatori che hanno così deciso di continuare a contribuire ad una diffusione sempre maggiore della filosofia energetica eco-compatibile. Lo scopo fin dall’inizio era quello di creare un’azienda di fornitura di prodotti e servizi nel nuovo mercato fotovoltaico italiano verso installatori, progettisti e system integrator.

“Fin dall’inizio della franchigia – commenta il presidente degli Aironi Silvano Melegari – siamo stati molto vicini alle tematiche ambientali, anche per il nome che portiamo, che ci lega a doppio filo al nostro territorio. Non a caso, poi, già dall’anno scorso tra gli amici della franchigia c’è il Parco Oglio Sud, con cui è in atto una attiva collaborazione. Questo accordo con Coenergia, oltre ad essere molto importante per noi, è un ulteriore significativo passo in questa direzione. Vogliamo diventare sempre meno invasivi e sempre più ecosostenibili e stiamo valutando assieme al Comune di Viadana la possibilità di installare pannelli fotovoltaici per rendere lo stadio Zaffanella ecologico e indipendente”.

“Siamo ben felici di poter sostenere gli Aironi – commenta l’amministratore delegato di Coenergia Giulio Arletti – e vediamo in questo nuovo accordo, l’opportunità di fare qualcosa di buono per tanti ragazzi che credono, sudano e combattono ogni giorno in campo con grinta, forza e il rispetto dell’avversario. Considero questo splendido sport, uno tra i più nobili e non ho potuto fare a meno di riconoscere in esso un po’ del mio spirito nell’affrontare la quotidianità. Spero davvero di poter contribuire all’ottenimento della visibilità di cui tutto il mondo del rugby ha bisogno, per riuscire a diffondere un messaggio di onestà e dignità che un po’ tutti stanno perdendo”.

Gli All Blacks non vanno ai Mondiali 2015? Li rimpiazzeremo… parola di boss dell’IRB

Non fa una grinza Mike Miller, gran capo dell’International Board. Una settimana fa circa l’amministratore delegato della federazione neozelandese aveva detto che se non si metteva mano alla gestione finanziaria del movimento gli All Blacks avrebbero preso in considerazione l’ipotesi di non andare ai Mondiali 2015. Parole che ovviamente avevano suscitato un polverone, anche se ben difficilmente la Nuova Zelanda darebbe seguito alle minacce.
Ad ogni modo oggi sono arrivate le parole di Miller: “Beh, due cose vanno dette: per gli All Blacks sarebbe meglio esserci in Inghilterra. E poi tutti sono rimpiazzabili”.
Insomma le grandi manovre di politica dello sport e sponsor, soprattutto i secondi visto che sono la vera merce di scambio sul tavolo, sono iniziate.
Alla NZRU la prossima mossa.

Inghilterra 2015 senza All Blacks? Ah, il vil danaro…

E se la Nuova zelanda non partecipasse al Mondiale 2015? Una fantasia, o un incubo, dipende da come la si vuole leggere. Una specie di storia del terrore paventata però dall’amministratore delegato della federazione All Blacks, Steve Tew. Motivo sono le difficili condizioni economiche in cui versa la stessa NZRU, colpita come il resto del mondo dalla difficile congiuntura finanziaria. E Tew ne approfitta per rilanciare sul tavolo della riforma della gestione economica dell’International Board.
In una intervista al Guardian chiede che si parli dei flussi in entrata e in uscita derivanti da un torneo iridato, visto che “è noto – dice – che le grandi Union perdono un sacco di soldi per parteciparvi, e questo non ha alcun senso”. “Noi abbiamo perso circa 7 milioni di sterline – prosegue Tew – Vogliamo una completa revisione del modello finanziario dell’IRB. Altrimenti le possibilità che si vada in Inghilterra con queste prospettive sono davvero basse. E’ tempo di cambiare”.
La battaglia vera è quella sulla gestione degli sponsor, che gli All Blacks vorrebbero un po’ più libera, con la possibilità di gestire autonomamente marchi che potrebbero essere anche competitor di quelli ufficiali del torneo. Chiaro che una simile “liberalizzazione” sarebbe una vera manna per chi come i tuttineri attira sponsor e soldi come la carta moschicida. Ma per gli altri?

Biglietti e incassi, il Mondiale 2011 a un passo dal target

763mila spettatori per le prime 28 partite e 1,32 milioni di biglietti venduti in totale, con un incasso salito a 259 milioni di dollari neozelandesi. Meno di 10 milioni al raggiungimento del target prestabilito. Questi gli ultimi dati snocciolati dal comitato organizzatore dei Mondiali in Nuova Zelanda. Circa 300mila i tagliandi ancora a disposizione per le rimanenti partite, ma a questo punto c’è ovviamente grande ottimismo.