Pool C: Italia bene per 50 minuti, poi l’Australia dilaga (32-6)

 

A North Harbour è andata benissimo per 50 minuti scarsi, con gli azzurri che fino a quel momento avevano eretto una diga insormontabile. Poi gli australiani riescono a procurare una falla e l’Italia non può più nulla. Ma Parisse e compagni escono a testa decisamente alta da una sfida improba e sono puniti in maniera eccessiva da un quarto d’ora (e quattro mete) che avrebbero messo ko chiunque.

Nel primo tempo Italia bravissima a portare fin dal primo minuto la partita sui suoi binari e ad impedire all’Australia di fare l’Australia, se non per brevi momenti. Una Italia molto “argentina”, tignosa e combattiva in ogni parte del campo, con una difesa quasi insuperabile e che appena può cerca di mettere il naso al di là delle proprie linee. Bravi gli azzurri a rallentare il gioco, portando così i fortissimi wallabies su un terreno a loro poco congeniale. Due sbavature nei primi 40 minuti ci costano i sei punti australiani, ma alzi la mano chi non avrebbe messo la firma per andare al riposo sul 6 a 6. La battaglia prosegue anche nel secondo tempo, ma la meta improvvisa di Alexander dopo circa dieci minuti di gioco cambia l’inerzia, con l’Australia che nel giro di 7-8 minuti marca altre due segnature tracciando un solco nel proseguio della gara.

Dopo 30 secondi Ghiraldini placca un malcapitato australiano che ha avuto la malaugurata idea di cercare di prendere il primo pallone calciato da Semenzato. D’altronde è il suo lavoro. Passano altri trenta secondi e Quade Cooper calcia in diagonale un pallone rasoterra manco fosse rotondo che arriva a tre metri dalla linea di meta. Millimetrico. Anche questo è il suo lavoro. Quella appena scattata è la fotografia dell’atteggiamento delle due squadre in campo: azzurri da battaglia, senza fronzoli e determinatissimi. Australiani invece un po’ sorpresi forse dall’atteggiamento italiani e con pochi, pochissimi, sprazzi di bel gioco. Al minuto 3 Cooper però sbaglia il primo piazzato da posizione centrale anche se non vicinissimo. Tre minuti dopo un calcetto di Orquera lancia Masi in area di meta ma Quade Cooper arriva di un soffio sul pallone prima dell’aquilano. Al 16′ è BergaMirco a calciare, ma la palla si ferma pochi metri prima dei pali, nemmeno due minuti è Cooper – sempre da fermo – a smuovere il tabellone calciando bene da 30 metri, sfruttando al meglio una sbavatura difensiva azzurra (la prima?) per un placcaggio in ritardo di Ghiraldini. Cooper che mette in cascina altri 3 punti alla mezzora, con un calcio da posizione comodissima. Al 39′ Semenzato ruba una palla nei nostri 22 metri, calcia, la palla arriva a Cooper appena fuori dai 22 avversari. Il numero 10 australiano è però letteralmente braccato da almeno quattro azzurri che conquistano una punizione: Mirco segna e si va al riposo sul 6 a 6.

Il secondo tempo riprende sugli stessi binari del primo, con gli azzurri che sembrano – se possibile – ancora più determinati. L’Australia cerca di vestirsi da battaglia, ma non sono abiti troppo congeniali al XV di Robbie Deans e alterna buone cose ad altre invece decisamente meno riuscite. Al 48′ però l’Australia trova una delle sue caratteristiche percussioni grazie a un bello spunto di Ioane e va a trovare la prima meta della partita con Alexander, meta che poi O’Connor non trasforma. Ma è solo questione di minuti e l’Australia va di nuovo a segno con Ashley-Cooper, e stavolta O’Connor non sbaglia. O’Connor che dopo nemmeno due minuti va a marcare la personale segnatura. L’Italia cerca di resistere ma le gambe non sono più quelle del primo tempo, e nemmeno la testa. Ioane va di nuovo in meta al 66′, a partita già ampiamente chiusa. Al 75′ Parisse perde una palla proprio sulla linea di meta australiana con la maul in spinta, negandoci una marcatura che avremmo meritato, poi basta.

ITALIA – AUSTRALIA 6-32
Marcatori: 18′ Quade Cooper (cp), 30′ Quade Cooper (cp), 37′ Mirco Bergamasco (cp), 40′ 37′ Mirco Bergamasco (cp), 48′ Ben Alexander (m), 55’Ashley-Cooper (m) + O’Connor (cr), 57′ O’Connor (m+cr), 66′ Ioane (m) + O’Connor (cp)

Italia: 15 Andrea Masi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Gonzalo Canale, 12 Gonzalo Garcia, 11 Mirco Bergamasco, 10 Luciano Orquera, 9 Fabio Semenzato, 8 Sergio Parisse (c), 7 Robert Barbieri, 6 Alessandro Zanni, 5 Cornelius Van Zyl, 4 Carlo Antonio Del Fava, 3 Martin Castrogiovanni, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lo Cicero.
In panchina: 16 Tommaso D’Apice, 17 Lorenzo Cittadini, 18 Marco Bortolami, 19 Paul Derbyshire, 20 Edoardo Gori, 21 Riccardo Bocchino, 22 Luke McLean.

Australia: 15 Kurtley Beale, 14 Adam Ashley-Cooper, 13 Anthony Fainga’a, 12 Pat McCabe, 11 Digby Ioane, 10 Quade Cooper, 9 Will Genia, 8 Radike Samo, 7 David Pocock, 6 Rocky Elsom, 5 James Horwill (c), 4 Dan Vickerman, 3 Ben Alexander, 2 Stephen Moore, 1 Sekope Kepu.
In panchina: 16 Tatafu Polota-Nau, 17 James Slipper, 18 Rob Simmons, 19 Ben McCalman, 20 Scott Higginbotham, 21 Luke Burgess, 22 James O’Connor.

Arbitri: Alain Rolland (Ireland), Jonathan Kaplan (South Africa), Chris Pollock (New Zealand)

 

Uenuku – Gli australiani e la “strizza” made in Italy

di Stefania Mattana

Nessuna mancanza di rispetto verso l’Italia. Gli italiani potrebbero vincere. É improbabile, ma difficilmente impossibile. Ficcanasando nei forum di rugby australiani troverete altre decine di frasi simili a queste. Rispetto e molta preoccupazione nei confronti del test d’esordio dei Wallabies contri i nostri Azzurri, le “cenerentole” del Sei Nazioni, ma che da queste parti non vengono per nulla considerate delle principesse di serie B.
La più temuta – come da pronostico – è la mischia. La più forte del mondo, non c’è dubbio, scrivono. E come dar loro torto?
Gli amministratori del forum dove siamo andati a curiosare hanno preparato questo filmato, una disamina dell’ultimo test dei nostri prima del debutto in Nuova Zelanda.

Dall’analisi del video, gli utenti hanno estratto le loro personali conclusioni, che possiamo riassumere in poche battute:
– La mediana. Sì, anche loro conoscono il nostro tallone d’Achille. È che gli manca un numero 10 che guidi al massimo i trequarti. E noi speriamo che Bocchino (e Semenzato a mediano di mischia) sia per loro una sorpresa spiacevole.
– Notano come Parisse conduca in modo eccellente la mischia, e spesso fa da ponte tra il raggruppamento e il mediano di mischia, come una sorta di numero 9 bis.
– Abbiamo una mischia stellare, ma anche dei centri molto forti, soprattutto presi singolarmente. A fianco ai nomi di Masi, Bergamasco e Canale non è difficile trovare aggettivi come “world class” ossia atleti di caratura mondiale. E scoppia la bagarre tra gli utenti quando si parla della possibilità che i Wallabies riescano a sfondare la linea difensiva dei nostri, con questi giocatori schierati.
Insomma, il fatto che i nostri facciano un po’ tremare le gambe dei tifosi in terra d’Australia ci fa sperare bene. Ovviamente, facendo tutti gli scongiuri del caso.

Fotogallery: il coloratissimo arrivo australiano in terra Maori

Sono gli avversari per eccellenza degli All Blacks, eppure Auckland ha riservato all’Australia un arrivo coi fiocchi. Un po’ di immagini le trovate qui

Audio: la sicurezza di Barbieri, “Con l’Australia ce la giocheremo”

Intervista a Robert Barbieri

Ecco l’Australia anti-Italia. Ci sono Cooper e Genia, O’Connor in panchina

Auckland (Nuova Zelanda) – Il tecnico dell’Australia, Robbie Deans, ha ufficializzato oggi la formazione che domenica a North Harbour (ore 15.30 locali, 5.30 in Italia) affronterà gli Azzurri di Nick Mallett nel match inaugurale della Pool C della Rugby World Cup “Nuova Zelanda 2011”.

Per sfidare gli Azzurri, il tecnico dei Wallabies manda in campo la miglior formazione possibile, con la mediana formata dai talentuosi Quade Cooper e Will Genia dal primo minuto contro Parisse e compagni, confermando integralmente il XV titolare che undici giorni fa a Brisbane ha superato gli All Blacks per 25-20 aggiudicandosi così il Tri Nations.

“L’Italia è una buona squadra, lo ha dimostrato battendo la Francia in marzo nel 6 Nazioni, sfiorando la vittoria contro l’Irlanda e anche nelle partite che ha disputato contro di noi nel recente passato” ha detto Robbie Deans commentando le proprie scelte.

“Esordire contro l’Italia ci metterà subito di fronte ad un test importante – ha proseguito il tecnico degli australiani – soprattutto in prima fase. Se non saremo al meglio in ogni aspetto del gioco, come ha dimostrato la partita con Samoa, saremo vulnerabili”.

“Ho visto l’Italia a Roma, in febbraio, quando gli Azzurri sono stati battuti allo scadere da un drop di O’Gara. La loro confidenza nell’essere competitivi ad alto livello è sensibilmente aumentata – ha detto Deans – e questo è stato evidente quando hanno battuto la Francia in marzo. Saranno decisi a partire con il piede giusto in questo Mondiale e sono sicuro che assisteremo ad una grande partita”.

Questa la formazione dell’Australia:

15 Kurtley Beale (NSW Waratahs)
14 Adam Ashley-Cooper (Brumbies)
13 Anthony Fainga’a  (Queensland Reds)
12 Pat McCabe  (Brumbies)
11 Digby Ioane (Queensland Reds)
10 Quade Cooper (Queensland Reds)
9 Will Genia (Queensland Reds)
8 Radike Samo (Queensland Reds)
7 David Pocock  (Western Force)
6 Rocky Elsom (Brumbies)
5 James Horwill (Queensland Reds, captain)
4 Dan Vickerman (NSW Waratahs)
3 Ben Alexander (Brumbies)
2 Stephen Moore (Brumbies)
1 Sekope Kepu (NSW Waratahs)

a disposizione

16 Tatafu Polota-Nau (NSW Waratahs)
17 James Slipper (Queensland Reds)
18 Rob Simmons (Queensland Reds)
19 Ben McCalman (Western Force)
20 Scott Higginbotham (Queensland Reds)
21 Luke Burgess (NSW Waratahs)
22 James O’Connor (Western Force)