Il XV argentino che proverà a sgambettare i tuttineri

Non saranno vittime sacrificali, ma certo non portano con i favori del pronostico. Confermare il 2007 è quasi impossibile. Quasi.
Questi i Pumas scelti da Phelan e che domenica si presenteranno all’Eden Park al cospetto degli All Blacks.

Argentina: 15 Martín Rodríguez, 14 Gonzalo Camacho, 13 Marcelo Bosch, 12 Felipe Contepomi (capt), 11 Horacio Agulla, 10 Santiago Fernández, 9 Nicolás Vergallo, 8 Leonardo Senatore, 7 Juan Manuel Leguizamón, 6 Julio Farias Cabello, 5 Patricio Albacete, 4 Manuel Carizza, 3 Juan Figallo, 2 Mario Ledesma Arocena, 1 Rodrigo Roncero.
Replacements: 16 Agustín Creevy, 17 Martín Scelzo, 18 Marcos Ayerza, 19 Alejandro Campos, 20 Alfredo Lalanne, 21 Lucas Gonzalez Amorosino, 22 Juan Jose Imhoff.

Date: Sunday, October 9
Venue: Eden Park, Auckland
Kick-off: 20.30 (07.30 GMT)
Referee: Nigel Owens
Assistant referees: Jonathan Kaplan, George Clancy
Television match official: Shaun Veldsman

Gli All Blacks che non possono perdere con i Pumas

Sulla carta non dovrebbe esserci storia, ma il condizionale è d’obbligo. Per abbattere la trincea argentina Graham Henry mette in campo fin dall’inizio SBW. E vediamo come reagirà Colin Slade al “peso” della maglia di Dan Carter

New Zealand: 15 Mils Muliaina, 14 Cory Jane, 13 Conrad Smith, 12 Ma’a Nonu, 11 Sonny Bill Williams, 10 Colin Slade, 9 Piri Weepu, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (c), 6 Jerome Kaino, 5 Brad Thorn, 4 Samuel Whitelock, 3 Owen Franks, 2 Keven Mealamu, 1 Tony Woodcock.
Replacements: 16 Andrew Hore, 17 Ben Franks, 18 Ali Williams, 19 Victor Vito, 20 Jimmy Cowan, 21 Aaron Cruden, 22 Isaia Toeava.

Uenuku – Caro diario… Jimmy Cowan e i suoi emozionati 50 caps

di Stefania Mattana
Qualche ora prima della partita contro il Canada, Jimmy Cowan si lascia andare in un post sul diario degli All Black, ringraziando tutti e prendendo con la giusta filosofia qualche chiamata in meno del coach. Tutto in pieno New Zealand style!

Caro Diario,

quando ho iniziato a giocare per gli All Blacks nel 2004, non avrei mai immaginato di arrivare a quota 50 caps. É molto difficile spiegarlo a parole, ma è una cosa incredibile a cui tengo davero tantissimo. Non ho giocato molto in questo mondiale, per cui sono ancora un po’ incerto nell’immaginare di celebrare i 50 caps.

Man mano che gli anni passano, ho realizzato che voglio anche io fare la storia della maglia All Black, voglio darle qualcosa in cambio. Sono stato abbastanza fortunato, perché questo gruppo di giocatori e lo staff dirigenziale mi è stato a fianco nei bei momenti, ma soprattutto in quelli cattivi. Voglio essere in grado di ricambiarli, soprattutto per quanto hanno fatto nel 2008, un periodo difficile per me. Se non fosse stato per loro chissà dove sarei ora.

Mi ricordo quando ho lasciato la scuola e per andare a lavorare. Stavo nel Southland (la regione più meridionale dell’Isola del Sud) e giocavo a rugby a livello semiprofessionistico: lavoravo dalle 9 alle 15 e poi dalle 15 alle 17 mi allenavo. Sono molto grato alla gente di Southland per avermi dato questa possibilità: sarebbe stato difficile per ma allontanarmi da casa. Sono un ragazzo del Southland nel profondo e mi piace il posto.

Affronterò la partita contro il Canada come una partita normale, un’altra occasione con maglia All Blacks. Ma sarà comunque un momento speciale, perché raggiungerò i 50 caps. Prima di tutto però sarà la mia possibilità di giocare, e non ne ho avuto troppe ancora in questa Coppa del Mondo. Il mio lavoro è quello di aggiungere la mia parte al gioco di squadra, e giocare bene all’interno dei nostri schemi. Voglio godermi l’occasione e spero mi vedrete in campo con un sorriso sul volto, ma sempre lavorando sodo.

Non ho visto molte partite del mondiale fino ad ora. Facciamo molta analisi su noi stessi, sul nostro rugby, e mi piace guardare altro per rilassarmi, qualcosa lontano dal rugby. Però c’è da dire che ho visto la sconfitta dell’Australia contro l’Irlanda nella club house della vecchia squadra di Dan (Carter, ndr) a Southbridge, vicino a Christchurch. Ci siamo divertiti un mondo.

Non sono stato chiamato per giocare la partita contro la Francia, così io e gli altri sette giocatori che non sono stati convocati ci siamo fatti un giro a Auckland per provare a goderci l’atmosfera e le feste. Ci siamo fatti una passeggiata e siamo stati insieme ai tifosi. É stato bello uscire dall’hotel e avere un assaggio di quello che sta succedendo.

Il resto può solo migliorare, man mano che il torneo va avanti. Questa è la cosa importante che ho imparato nel corso delle ultime settimane: è facile demoralizzarsi perché non si gioca, ma basta uscire in giro e godere di questo torneo in qualsiasi modo possibile, mentre è qui in Nuova Zelanda .

Cheers,
Jimmy (Cowan)

Gli All Blacks tentano Gatland, il Galles picchia i pugni sul tavolo

Warren Gatland è il ct della nazionale gallese e lo sarà almeno fino al 2015. Firmato Welsh Rugby Union, e cioè la federazione gallese.
Il contratto dell’attuale coach dei Dragoni è stato rinnovato – un po’ a sorpresa – qualche mese prima del Mondiale, tra molte voci che lo volevano però come possibile dimissionario in caso di disastro neozelandese. E in effetti le premesse con cui il Galles si è avvicinato alla Coppa del Mondo non erano delle migliori: un paio di annate un po’ così, con pochi picchi e qualche scivolone di troppo.
Invece in Nuova Zelanda, nel momento importante, abbiamo visto una squadra solida, determinata e molto bella. A mio parere, per quello che conta, la vera “sorpresa” del Mondiale. E l’impressione è che il XV in maglia rossa farà ancora un pezzo di strada…

E allora perché questa presa di posizione della federazione di Cardiff? Perché proprio in Nuova Zelanda sono molti i rumors che vorrebbero Gatland come probabile sostituto di Graham Henry alla guida degli All Blacks. Henry infatti finirà la sua avventura con i tuttineri dopo il torneo iridato. Ecco quindi i paletti gallesi: “Warren è il pilone della nostra strategia” ha detto Roger Lewis, presidente federale gallese. Una presa di posizione che però nasconde anche non pochi timori: Gatland è neozelandese (è nato ad Hamilton) e moglie e figli continuano a vivere in Nuova Zelanda…

All Blacks senza Zac per i Pumas

Nuovi problemi per Graham Henry. Per il quarto di finale contro l’Argentina non potrà contare su Zac Guildford, che ha terminato anzitempo l’allenamento di ieri per un guaio muscolare. Difficile, molto difficile, che entri a far parte dei 22 disponibili per i Pumas. L’infortunio però non dovrebbe pregiudicare la sua presenza in una eventuale semifinale.