Il doping scuote la Francia: positivo Steffon Armitage

Doliprane Codéiné. Il farmaco che mette in subbuglio il massimo torneo francese si chiama così. A risultare positivo è Steffon Armitage, giocatore dell’anno del Top 14 secondo Midi Olimpique. La partita poi, non ne parliamo: il controllo è stato effettuato subito dopo la finalissima tra il Tolone in cui milita l’inglese e il Tolosa, che poi si è laureato campione di Francia.
Un antidolorifico che è nella lista dei medicinali vietati ma sul quale la comunità scientifica non è concorde. Ad ogni modo è bandito e né il Tolone né il giocatore hanno presentato richiesta per poterlo utilizzare a fini terapeutici. Quindi è da considerarsi doping a tutti gli effetti. Il 21 agosto la prima sentenza, nel frattempo il club rossonero ha sospeso Armitage in via cautelativa e il giocatore di sicuro salterà la trasferta di Perpignan, prima giornata del Top 14 2012/2013.

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30 thoughts on “Il doping scuote la Francia: positivo Steffon Armitage

  1. teorub

    come diceva qualcuno il problema doping c’è eccome se c’è…….cmq sempre sti inglesi giovani rampanti e casinari al massimo

  2. Matteo

    Si sa il doping è presente in ogni sport proffesionistico è il male oscuro che si deve combattere e secondo me le varie federazioni si devono unire e stilare una lista di farmaci e procedure mediche vietate e correlare le squalifiche, che a mio modo di vedere devono essere pesantissime la prima volta tipo due anni du squalifica e precludere una carriera da allenatore e portare alla radiazione totale per una recidiva. colpire bene chi sgarra per fare da monito alle generazioni future.

  3. AleVr

    La lista che dice Matteo è già stata stilata dal WADA (world anti doping agency) e viene adottata in modo diverso dalle diverse federazioni nazionali, nel senso che, volendo, potrebbero essere vietate in Inghilterra sostanze qui permesse e viceversa. Il problema vero è rendere credibili i controlli, e mantenerli al passo coi tempi della tecnologia dopante.

    1. Matteo

      so per certo che alcune sostanze illecite in Italia sono pesmesse negli USA, soprattutto antidolorifici, ma il problema non è rendere credibili i controlli ma il protocollo delle sostanze vietate con annessa squalifica perchè una seconda opportunità non si nega a nessuno ma devono esserci pene certe, vedi il caso contarod, per la spagna è un santo per UCI è un drogato, mettetevi daccordo. comunque per me una volta finita la cariera non dovrebbero insegnare ai giovani rimanendo come dirigenti , sempre per rimanere nel caso contador guarda caso il suo direttore sportivo ha detto di aver fatto uso di sostanze illecite quando ha vinto il tour ma di non essere mai stato beccato poi guarda caso il suo atleta di punta mangia una bistecca di una mucca che ha preso un ormone particolare che poi lui ha ingerito…. via sta gente non abbiamo bisogno di loro

    2. gino(monza)

      se è vero che certe federazioni possono ammettere ciò che altre proibiscono che senso ha parlare di controlli?
      sei proprio sicuro di quello che affermi?
      a me fa specie Nadal, per esempio: due tre volte all’anno si ferma per un mese o due magari anche di più con la scusa del ginocchio.
      Poi rientra e vince subito uno Slam o un master 1000 : io non capisco e all’olimpiade non va !!!! ed è quello che si ribella di più per la reperibilità!!!!

      1. Matteo

        sicuro negli sport USA soprattutto football basket e baseball (dove girano giusto un po più di soldini) molte sostanze vietatissime in europa i medici le consigliano ai loro assistiti perché per loro lo sport è uno show e come tale giustifica l’utilizzo di effetti speciali, ti dirò di più molti militari USA ogni anno fanno dei test fisici e devono rienterare in determinati parametri, si prendono dei pastiglioni di non so bene cosa (li chiamano integratori) e li vendono tranquillamente senza ricetta medica al supemercato ma hanno una lista di composizione chimica lunga come la mia lista della spesa del venerdì e nemmeno una vitamina dentro e ciò come lo spieghi?

      2. Stefo

        Quello che dice Matteo e’ vero, particolarmente per gli USA dove alcune sostanze sono accettate.
        Sui controlli, il problema e’ che dovrebbero farne di piu’ e con piu’ continuita’.
        Il vero problema comunque e’ che chi produce le sostanze e’ sempre anni avanti nello sviluppo rispetto a chi controlla.

  4. gino(monza)

    Matteo non mi riferivo a te;
    comunque gli USA non hanno fatto testo per molto tempo: tutti sapevano che nei loro sports Maggiori Baseball e Football Americano si drogavano oltre all’atletica leggera
    Vi ricordate Nancy Griffith ( mi sembra siscriva così) : a me piaceva perchè era soprattutto una bella donna ma a fatica stava a cavallo degli 11 secondi nei cento metri e poi si presenta a seoul che sembrava un sollevatore di pesi e stampa un record fuori dal mondo ( e qulache anno dopo muore e non si sa ancora perchè).
    Però squalificano il canadese.
    Ora anche là qualcosa è cambiato e Amstrong se ne sta accorgendo.
    Alle olimpiadi fa testo la WADA non le federazioni e Nadal non va

    1. Matteo

      secondo me anche Armstrong ha più ombre che luci nella sua carriera, mi spego meglio prendeva sostanze vietate per il resto del mondo perchè ha vanuto una brutta malattia ma credo che il suo ritorno sia stato più una cosa d’immagine che per una reale voglia di vincere (mio parere) poi di esempi ne è pieno il mondo degli sport la germania del 1954 le squadre del blocco sovietico donne, tedesche che a distanza di anni diventano uomini, etc.etc.etc. ma converrai con me che uno che fa uso di doping e lo ammette anche (vedi Bjarne Riise)non puù fare il preparatore di una squadra di ciclismo. sarò estremista ma certe persone bisognerebbe isolarle proprio dal mondo dello sport in generale altrimenti si rischia di inquinare la prestazione sportiva dei tuoi atleti con sospetti che magari non sono veri ma io non ci metterei la mano sul fouco che il sig Riise non centra niente con la vicenda Contador mentre fosse stato un altro preparatore queste cose non le si pensavano

      1. gino( monza)

        Matteo concordo io sono contro doping il problema e’ che non possiamo attendere 2 anni per Contador mentre Basso fu fatto fuori da Rijs subito al Tour.
        Ora a me Basso nn piace e dopo quel fatto e’ praticamente finito
        Si ha vinto ancora un Giro ma non c’era nessuno: salvo rari casi al giro vengono comprimari.

    2. tony

      l’altro paese permissivo è la Spagna….la i controlli si fanno concordati con gli atleti. é coinvolto anche il calcio….

    3. L.R.

      Era Florence Griffith-Joyner, ed è vero quello che dici, nel giro di 2/3 anni era diventata muscolarmente un uomo.

  5. Fabio

    personalmente ritengo Armstrong il più imbroglione degli imbroglioni.
    Ma il punto non è questo: la lotta al doping sarà sempre impari, perchè ciò che si spende per contrastarlo è un ventesimo (e forse sono anche ottimista) di quello che le aziende farmaceutiche spendono per farlo. Sono avanti come minimo di due anni, appena l’antidoping scopre una sostanza od una metodologia, ce ne sono già altre pronte per sostituirle.

  6. mistral

    una voce fuori dal coro: nel caso specifico di armitage, il “prodotto” dopante di cui si parla è un antidolorifico relativamente blando, in vendita libera nelle farmacie francesi, che ha 500 mg di paracetamolo e 30 mg di codeina… è adatto per le donne in fase premestruale, etc etc… se si fosse trattato di altro giocatore ed altra squadra, il “bruit” sarebbe stato uguale?… quanto sopra non assolutamente per giustificare o legittimare il fatto in se, ma per ricondurlo alle sue giuste proporzioni…

    1. Matteo

      non importa che sostanza sia il fatto è che ne lui ne il medico della squadra era autorizzato a usarlo ne ha fatto richiesta per usarlo poi se il suo ciclo premestruale è così doloroso da dover giustificare l’utilizzo di questa sostanza doveva almeno comunicarlo e non si sarebbe scatenato tutto questo putiferio.

      1. mistral

        infatti non era un intervento “giustificativo” il mio, ma un segnalare che se una norma non è troppo condivisa, (anche nell’ambiente medico-sportivo francese) forse bisogna rivederla prima di scatenare la caccia alle streghe.. con buona pace dei giustizialisti e forcaioli mediatici che in ogni settore ormai dettano legge…

      2. Matteo

        Appunto io ho portato casi abbastanza documentati di doping coblamato (tranne la germania ’54) ma il mio era un ragionamento sui generis non era certo una caccia alle streghe volevo far notare che il doping è unq pratica molto più diffusa di ció che si pensa e che non ci si puó appellare alla clemenza dei giudici nel caso di controanalisi positive

  7. Alessandro Cossu

    Caro Paolo, mi sembra che in questo tuo pezzo (che mi sembra una traduzione dell’articolo comparso sul Midi Olympique, con alcune tue chiose) tu tragga conclusioni un po’ affrettate, dicendo tout court che si tratta di doping. L’articolo del Midol, come pure il comunicato del Tolone (ovviamente da prendere con cautela, essendo di parte) raccontano un’altra versione; prima di sparare con perentorietà contro il giocatore (“Quindi è da considerarsi doping a tutti gli effetti”, come scrivi tu) aspetterei la sentenza di prima istanza del 21. La lotta al doping è giusta; la crocefissione di una persona prima di conoscere i risultati dell’inchiesta no.

    1. mistral

      se la frase a cui ti riferisci è la seguente: “L’attention des sportifs doit être attirée sur le fait que cette spécialité contient un principe actif pouvant induire une réaction positive des tests pratiqués lors de contrôles anti-dopage” … tradotta non pedestremente dice: l’attenzione degli sportivi deve vertere sul fatto che questa specialità contiene un principio attivo che potenzialmente può indurre una reazione positivo nell’ambito dei controlli anti-doping… per pura precisione, non dice che “è” doping, ma che può indurre reazioni positive ai controlli, così come per alcuni sportivi (testato scientificamente) la semplice caffeina “può” indurre tali reazioni… ci si riallaccia al caso amstrong, dove a causa della chemio e di altri farmaci utilizzati per la terapia anti-cancro, il rilevamento di eventuali dopanti non era ritenuto attendibile, ed in quel caso nel dubbio si è assolto (anzi, premiato)… per questo dico, senza polemica, che il taglio o tutto bianco o tutto nero nel campo delle analisi sportive (interrogandosi anche su quali laboratori di analisi fanno gli esami, visto e considerato gli strafalcioni che molto spesso vengono presi nell’ambiente sanitario) il taglio integralista dicevo è potenzialmente pericoloso, il buon senso comune dovrebbe prevalere…

      1. Matteo

        ma allora non sa leggere e quindi che dobbiamo fare? lo perdoniamo per palese ignoranza? se sanno che può falsare i test e lo prensono lo stesso sono molto svegli. il mio discorso è se una sostanza non si può prendere perchè c’è questo rischio e tu sei un proffesionista e la prendi lo stesso, beh non puoi che subirne le conseguenze comunque su queste cose non solo sono integralista ma addirittura fondamentalista anti-doping 🙂

      2. pepe carvalho

        @mistral
        Certo hai tradotto correttamente, solo mi viene un dubbio:
        1) nel nome c’è codeina;
        2) la wada considera la codeina doping (la codeina è un derivato dell’oppio);
        3) il bugiardino scrive che rischi di essere sanzionato;
        e tu che fai? lo prendi lo stesso?
        o sono, il giocatore e i medici, dei pazzi che amano il rischio come alla roulette o degli emeriti incompetenti, oppure, più probabilmente, della gente che ha provato e gli è andata male.
        Io rimango dell’idea che vadano sanzionati pesantemente.
        Come del resto spero che vengano radiati i medici e gli allenatori dello Zimbawe ai quali hanno beccato mezza squadra dopata ai mondiali u20……

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