Chi sono, quali le caratteristiche che li contraddistinguono, i diritti e i doveri, i contributi e tutto quello che li riguarda.
Ma soprattutto la sottoscrizione di un impegno che legherà il giocatore alla FIR anche nelle due stagioni successive all’uscita dalle Accademie. L’atleta non potrà andare all’estero e sarà la federazione a deciderne il destino, diventando di fatto proprietaria del cartellino. Nuove polemiche in arrivo?

Ed ecco spiegato “l’assalto alla diligenza” dei cartellini.
Quanto vorrei una federazione più autorevole e meno autoritaria!
Ma finché ci sarà “Gargamella” al timone la vedo parecchio dura…
Ecco finalmente spiegato il metodo Ascione: li comprano a numero e li vendono a peso
sai cosa siamo la nuova zelanda o l’australia… i nostri giovani devono essere spinti all’ estero, sennò col cavolo che porteremo esperienza in campionato triste come il nostro
……..resto basito da quante cazzade è in grado di produrre la nostra federazione… il “vecio” Dondi è da rinchiudere ormai…
beh lorenzo legend bisogna fare un sacco di distinguo tra la nostra federazione e quella neozelandese o australiana perchè da loro le cose non è che funzionino proprio come vorrebbe farle funzionare la fir…ci sono delle notevoli differnze oltre al fatto che australiani e neozelandesi di assoluto livello costruiti in casa e che han fatto una vita in super rugby si son distinti anche in club europei e comunque facendo un passo indietro giocatori come Lo cicero, Parisse, Castro, Bortolami e briscola che son cresciuti rugbisticamente in Italia non se li sarebbero certo presi se fossero stati dei bidoni…se i vari tognolatti, tebaldi, bocchino e via dicendo fossero stati veramente forti adesso pure loro secondo me sarebbero a giocare in qualche campionato estero con delle squadre di livello
beh di come lavorino all’ estero un pò di idea e visione me la sono fatta, avendo famiglia prima in sud africa ed adesso in australia,da noi manca il gioco, ma prima ancora la formazione dei giocatori, se tarpiamo le ali alla possibile selezione di giovani da parte di importanti realtà estere come franchigie gallesi, francesi etc, sti giovani ristagneranno in un campionato e nazionale che ha palesemente dei grossi limiti. tralascio le questioni federali, troppi stranieri e poco valore ai nostri tecnici, che che se ne dica, Guidi ed il suo staff sono un esempio.
da un lato ti dò ragione ma purtroppo mancano i tecnici come li definisco io di peso…i grandi allenatori dovrebbero occuparsi del settore giovanile non delle nazionali maggiori (guardate Rob Penney che ha tirato fuori gente come Colin Slade, Zac Guilford, due dei fratelli Withelock) anche perche i nostri tecnici un giovane in formazione son solo capaci di rovinarlo…oltre al fatto che, non mi stancherò mai di ripeterlo, in sud africa nuovazelanda e australia i tecnici han le palle di dire ad un atleta se può continuare a giocare a rugby o darsi ad un’altro sport anche così si costruisce un bacino di giocatori di livello perchè in primis i rugby si gioca con la testa
quoto malpensante..ho avuto modo di sentire dal vivo le teorie del “professor” ascione essendo stato mio prof a perugia (le poche volte che si è fatto vedere)..cercano “bestie” in giro, poi se nn sanno tenere il pallone in mano chi se ne frega..avercene di munari nello sport italiano, non solo nel rugby..una tale passione, competenza ed esperienza dovrebbe essere al servizio del nostro rugby e non solo con treviso..bisogna vedere se ne ha voglia lui!
munari da quel che posso vedere io è uno a cui piace soprattutto parlare alla televisione, poi non ho capito bene che ruolo ha a treviso ma mi da idea di uno a cui piace essere contro a prescindere senza volerci però mai mettere la faccia quando c’è da prendere decisioni. poi fa ridere anche a me, ma non mi pare uno di peso sulla scena
Direttore generale di Benetton Rugby, non fa il “porta acqua” in Ghirada.
Basta guardare gli ultimi anni di campionato italiano e vedrai cosa ha fatto Munari, poche parole molti fatti!
Ciao Prb, io sono forse la persona meno indicata per risponderti, vista l’amicizia che mi lega a Vittorio, ma ci sono dei dati oggettivi. Ha vinto scudetti da giocatore e da allenatore, ha gestito il Petrarca Padova, ora gestisce la parte sportiva di Treviso da qualche anno. Nel frattempo è anche commentatore tv ed è stato chiamato a far parte del Technical Advisory Commitee che ha cambiato le regole del gioco. E mi dimentico altro. Anche il suo peggior nemico deve riconoscere che in quanto a cultura rugbistica e conoscenza della disciplina in Italia non ha eguali, e pure fuori se la gioca con pochi altri. Poi può non piacerti, ma questo è un altro discorso
guarda che non devi difendere Munari. Solo chi non è dell’ambiente non sa chi è il Vittorio Nazionale… e poi Vittorio si sa difendere da solo.
Avercene di gente come lui!
E’ vero non ha bisogno di difensori.
è possibile?
invece di mandarli OBBLIGATORIAMENTE all’estero a maturare seriamente li vogliono tenere in Italia. Il mondo gira a rovescio e la Federazione è sottosopra, ma non down-under!!!
ma ci rendiamo conto che il problema è che in italia manca una seria programmazione oltre che tecnici competenti per il settore giovanile? ho capito che non si chiamano tuti Rob Penney ma se in Italia ce ne fossero come lui…A mio avviso qui in Italia prima di tutto bisogna lavorare sul numero per aver un bacino di giocatori il più ampio possibile poi da lì si lavora per costruire quelli che son i giocatori di livello…nell’emisfero sud è così che fanno perchè diciamocelo chiaramente che anche loro non è che sfornano campioni a manetta sfornano dei giocatori che comunqu son di gran livello e giocatori poi che son dei veri fuoriclasse e in questi anni ne hanno bruciati parecchi specie in nuova zelanda…però e anche vero che i nuovi fenomeni come per esempio Guilford ma con lui altri sono venuti fuori da una delle selezione mondiale u.20 di mister Rob Penney