La “chioccia” Brunel coccola i giovani e avvisa le franchigie

Sergio Parisse ancora capitano (ma questo lo avevo già preannunciato ieri), spazio ai giovani e una promessa: dopo aver terminato un primo periodo di osservazione, Jacques Brunel interverrà in prima persona.
Ieri il nuovo ct della nazionale ha passato qualche ora in Gazzetta dello Sport, che oggi pubblica l’intervista a firma di Andrea Buongiovanni. Ecco alcuni passaggi.

– Gli 82 punti a zero rifilati dal Clermont agli Aironi
“E’ stato imbarazzante. Come può una selezione nazionale che ha in rosa 19 giocatori che sono o sono stati azzurri rimediare una sconfitta così? Va bene perdere, subendo anche 30 punti, ma così è troppo”.

– Esposito e gli altri giovani
“C’è materiale, il problema è allargare la base, non bastano i 70 atleti delle franchigie. Su Esposito sono pronto a scommettere. Ha 18 anni, ma l’età nel rugby, in certi ruoli, conta poco. Contano le gambe, e il ragazzo ce le ha. Sarà titolare? Guardate le altre nazionali, senza arrivare al Galles, c’è almeno un baby in ognuna. Ma non dimentichiamo gli Odiete, i Campagnaro, i Della Rossa”.

– La rinuncia a Perugini
“Devo cominciare a pensare in prospettiva. E i piloni sono in là con gli anni. A sinistra oggi Lo Cicero è più affidabile. E sempre per un fatto anagrafico ho preferito De Marchi a Rizzo”.

– I rapporti Fir-franchigie
“Con Treviso c’è un problema politico, di persone; con gli Aironi di carattere sportivo, ed è più grave. Per ora ho solo osservato. Quanto prima, quando avrò la situazione più sotto controllo, interverrò in prima persona cercando la massima collaborazione”.

– Il capitano
“Sergio è il più adatto, ha personalità e carisma. Magari tra uno o due anni la situazione cambierà. Non importa se gioca all’estero. Anzi, se come sembra qualche altro azzurro finirà in prestigiose società straniere avremo solo da guadagnarci. E andando via aprirà nuovi spazi ai giovani”.

8 pensieri riguardo “La “chioccia” Brunel coccola i giovani e avvisa le franchigie”

  1. Grande Brunel, non si nasconde dietro ad un dito, dice le cose come stanno anche quando sono scomode, se dura potrebbe fare davvero grandi cose…

  2. In bocca al lupo coach, con la speranza che ti facciano lavorare come tu vuoi, senza intromissioni di tante persone in FIR che fanno i professori e i filosofi, deve parlare il campo e non la penna o un pc 🙂

  3. Con la storia sportiva che ha non mi sembra che abbia bisogno di trampolini di lancio…. comunque sia lo aspetta un lavoro immenso. Attendo con ansia la fine del periodo di “osservazione”. Forza Jacques!

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