Aironi, Phillips e Treviso: la rivoluzione del rugby italiano parte da una panchina

Condizionali, punti di domanda, puntini di sospensione. Tutto quello che volete. Ma i rumors – un po’ di più in realtà – che sono arrivati qui dicono questo.
Andiamo a Viadana: via Rowland Phillips, in panchina Jacques Delmas, appena giubilato dal Perpignan e che avrebbe in mano già più di un mezzo accordo con l’allenatore francese. E fin qui…
Le grandi novità in casa Aironi in realtà arriverebbero alle spalle del nuovo coach: ci sarebbe infatti la supervisione diretta del ct azzurro Jacques Brunel (anche lui ex Perpignan), mentre a rimanere senza sedia potrebbe essere l’attuale director of rugby della franchigia viadanese, Franco Tonni.
Conferme dalle parti in causa? Impossibile averne, mi sarei stupito del contrario. Ma qui di tempo non ce n’è molto, quindi vedremo tra poco cosa succederà. E poi proprio per matto non sono stato preso.

Una vera rivoluzione quindi, che aprirebbe di fatto le porte a una vera e propria franchigia federale, strettamente collegata alla Nazionale. Un bene, senza alcun dubbio. Però ogni moneta ha il suo rovescio, che qui si chiama Benetton Treviso. E cioè, di fronte a un simile scenario il Benetton avrebbe da guadagnarne o da perdere?
L’Italia diventerebbe una sorta di piccolo Galles, con una franchigia “privata” (Treviso) e una “pubblica” (Aironi). Sulla carta entrambe ne guadagnerebbero: i primi potrebbero muoversi più liberamente, i secondi – che già nascevano di fatto come una franchigia semifederale – farebbero il passo decisivo verso lo “svelamento” della loro vera natura. E sapere chi si è è il primo passo per diventare grandi.
Però tutto, in quel caso, starebbe nelle regole/accordo che verrebbero scritte tra FIR e Benetton. Uno scenario simile, come dicevo prima, potrebbe liberare del tutto il potenziale della Marca, a patto però di avere un trattamento paritario – per esempio – per quanto riguarda i giocatori. Mi spiego: i giocatori con la maglia degli Aironi avrebbero una sorta di corsia preferenziale per arrivare all’azzurro?
Se Treviso verrà tutelata anche in questi frangenti io credo che uno scenario simile possa solo fare del bene al movimento italiano. E comunque farebbe molta chiarezza.

6 pensieri riguardo “Aironi, Phillips e Treviso: la rivoluzione del rugby italiano parte da una panchina”

  1. Dubito fortemente che una gestione federale diretta potrebbe portare prestigio immediato.
    Un giocatore di livello cercherà sempre di giocare in un team vincente, e Brunel è persona intelligente da capire che si convoca chi “merita”, non chi “milita”.
    Dopo il “lodo stranieri” e le mille altre volte in cui si è rotto le corna per la sua guerra personale contro Treviso, a mio parere Dondi farebbe bene a non sfidare Treviso anche sul campo…
    Buon Natale e Felice 2012, Aironi!

  2. Comincia ad aver ragione chi diceva che le franchige para-statali non vanno da nessuna parte, quelle statali ancora meno aggiungo io.
    Una cosa però è certa va fatto un intervento subito se si deve andare in questa direzxione ci si vada, ci sarà tempo per eventualmente recuperare spazio di manovra.

  3. “… una vera e propria franchigia federale, strettamente collegata alla Nazionale. Un bene, senza alcun dubbio”.
    Bello vivere nelle certezze, un mio prof. diceva: così la catastrofe può coglierci completamente di sorpresa, senza aver perso tempo in penosi periodi di dubbi e riflessioni.

    Sul resto – la chiarezza, il sapere cosa siano veramente gli Aironi – condivido.
    ciao, Abr

  4. è perché non dovrebbe essere un bene. Gli Aironi sono già quella roba lì, ma pasticciata. esistono franchigie federali che vanno benissimo, altre che vanno male. Dipende dalle regole che un movimento decide di avere. Io credo che questa separazione “pubblico/privato” tra le due nostre realtà rispecchi l’anima, quella attuale almeno, di Viadana e Treviso.
    e comunque io di domande me ne faccio un sacco. Ho le mie opinioni, ma sono sempre pronto a cambiarle.

  5. @paolo, secondo me la preoccupazione che i giocatori benetton vengano sfavoriti mi sembra eccessiva. E’ vero che ci sono quelli che credono che dondi davvero abbia detto che treviso deve perdere, ma li entriamo nel patologico.

    Secondo me con treviso non cambiera’ niente, paletti a parte su numero ed uso degli stranieri smith schiera chi vuole e munari compra chi gli pare. E poi i vantaggi della semipubblixcita’ li riceve anche benetton. Dal 60%, ai 4 stipendi pieni, alla copertura televisiva pagata dalla FIR.

    Se tonni va via un altro DT ci vorra’ cmq. Non penso lo faccia Brunel. Pero’ agli aironi ci vuole una societa’ piu’ forte e quello la fir potrebbe aiutare a creare.

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