Amatori Milano, una luce e tante ombre

Giorgio Sbrocco per QS

Otimismo sì, ma con riserva. L’eventualità di dover assistere impotenti alla scomparsa dell’Amatori Milano dai panorama del rugby italiano pare, anche se in assenza di
atti concreti, molto meno probabile di quanto non apparisse all’indomani della doppia retrocessione che ha portato il club più scudettato d’Italia dalla Al alla serie B, dopo la doppia sconfitta ai play out con la matricola padovana del Roccia Rubano.
«UNA SCONFITTA solo per gli annali e per gli archivi dei giornali – la definisce Marcello Cuttitta, che del retrocesso Amatori è stato allenatore.
«Nel merito – continua l’ex ala azzurra – si è trattato dì una vittoria dell’orgoglio e del senso di appartenenza. Ottenuta fra mille difficoltà da un gruppo di 20 ragazzi e dai miei amici Tommasi e Merlo (dello staff tecnico della squadra, nda) che, a dicembre, hanno visto
letteralmente fuggire ben 15 compagni, evidentemente non più disposti a sopportare una gestione societaria che ha brillato per la colpevole assenza e per l’incapacità di prendere
coscienza dei problemi».
CONTINUA CUTITTA: «Altri avrebbero alzato bandiera bianca. Noi no! E fino all’ultimo siamo scesi in campo a ranghi completi, senza mai mancare un impegno di calendario.
Anche a costo di segnarci il campo con le mani a poche ore dal calcio d’inizio». Dopo la doppia discesa le premesse per un’ingloriosa e definitiva uscita di scena c’erano tutte. «Ma negli ultimi giorni – spiega – pare che Massimo Giovanelli e Francesco Cavallaro siano riusciti a individuare una cordata intenzionata a sanare la situazione e far fronte agli impegni della nuova stagione sportiva».
RIPARTIRE, anche se dalla serie B, non sarà però operazione scontata e priva di difficoltà: «L’Amatori è attualmente una società senza giocatori, senza settore giovanile, senza
società delegate e senza campo di gioco. Mi auguro che il Giova riesca nel suo tentativo. Ma so già che non sarà facile». Improbabile, secondo Cuttitta, anche un ripescaggio in A2, del quale si era sentito parlare nei giorni scorsi. Certo, ogni refolo di notizia che possa portare
qualche speranza in più sul futuro delll’Amatori è sempre ben accetta, anche se poi è sempre meglio tenere i piedi ben saldi per terra e per un club rugbistico è cosa buona
e giusta non almanaccare troppo con la fantasia».
ALLA DOMANDA su chi guiderà l’Amatori dalla panchina l’ex azzurro non ha dubbi: «Nelle attuali condizioni, allenare l’Amatori è cosa che non augurerei al mio peggior nemico». Le offerte non gli mancano di certo «e forse a Milano il mio tempo è finito». Pausa teatrale: «Però l’Amatori è la società dove sono cresciuto. È qui che sono le mie radici…».

One thought on “Amatori Milano, una luce e tante ombre”

  1. onori a quelli che si rifiutano di abbandonare, e’ in queste situazioni che si vedono e capiscono le persone….molte persone hanno avuto molto dall’amatori……in bocca al lupo e , se lo vorrete, chiunque esso sia, fateci sapere di cosa c’e’ bisogno. piermario rovelli

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