Italia ovale, la carica dei 71.595

Ivan Malfatto per Il Gazzettino

Il rugby italiano supera lo storico traguardo dei 70mila giocatori. La Fir mette in cantiere la norma per “italianizzare” Corneil Van Zyl anche nel Benetton. Inoltre deciderà in prima persona i permit player per le franchigie di Pro 12 (ex Celtic League). Il nuovo campionato interregionale under 23 si farà in 3-4 zone d’Italia. Questa e altra è la carne al fuoco in vista del consiglio federale e della riduzione da 36 a 30 dei giocatori nell’Italia mondiale, appuntamenti fissati per venerdì 22 luglio.

TESSERATI – Se la Francia ha annunciato di aver sfondato il tetto dei 400mila, l’Italia ha superato quello dei 70mila giocatori. Per l’esattezza sono 71.595 quelli censiti ufficialmente al 30 giugno. Quale sia poi il criterio per considerare uno giocatore (lo è anche chi ha disputato due partite l’anno con un ente scolastico) è un altro discorso. Di certo la crescita dei numeri è considerevole e testimonia della diffusione del rugby a livello di base e popolarità. Sommando arbitri, allenatori, dirigenti e personale delle società si arriva in tutto a 89.837 tesserati.

TREVISO&LOMBARDIA – Treviso resta la città d’Italia con il miglior rapporto tra tesserati e abitanti, al secondo posto sale Livorno. La Lombardia distanzia il Veneto in testa tra le regioni per numeri complessivi di tesserati: 13.156 contro 10.929. Seguono Lazio, Emilia e la Toscana del boom con 5.115 (4 anni fa erano 3.100). A livello di squadre scese in campo con 15 giocatori nell’under 14 si è passati dalle 240 dell’anno precedente alle 318 attuali.

UNDER 23 – Ulteriore impulso alla crescita e al consolidamento secondo la Fir dovrebbe darlo il nuovo campionato Under 23. Servirà a promuovere il “rugby per tutti” come la serie C (quest’anno ci hanno giocato circa 500 principianti) e le squadre cadette. Non assegnerà un titolo italiano, si disputerà solo a livello interregionale. Certi di farlo il Triveneto, dove al Civ sarebbero giunte una dozzina di iscrizioni fra cui Rovigo e Petrarca (la scadenza era ieri); la Lombardia-Emilia Romagna; il territorio del Cai (Campania, Lazio, Abruzzo); probabilmente la Toscana. In tutto quindi 3-4 campionati per circa 30-32 squadre in tutta Italia. Si giocherà con le liste aperta rispetto alla prima squadra del club. (…)

“DECRETO” VAN ZYL – Le franchigie invece beneficeranno dell’innovazione introdotta per risolvere il caso del seconda linea sudafricano Van Zyl. Italiano (equiparato) per la Nazionale, ma straniero (di formazione) per il Benetton fino a quando, secondo la regola vigente, non abbia disputato in maglia azzurra 10 partite. La Fir metterà ai voti nel prossimo consiglio un’indicazione tecnico-politica per cambiare la norma solo per le franchigie. Basta che Van Zyl e ogni altro equiparato di Benetton (Botes, ad esempio) e Aironi disputino una partita con l’Italia maggiore e saranno considerati italiani di formazione in Prol2, ma non se scenderanno in Eccellenza. Quindi giocando contro Giappone, Scozia, o durante la Coppa del Mondo il gigante di Nelspruit diventerà subito italiano anche per Treviso. Ma voci dell’ambiente azzurro lo danno fra i sei possibili “tagliati” dal ct Nick Mallett. In questo caso resterebbe straniero di formazione.

PERMIT PLAYER – Appena si sapranno i 30 convocati dell’Italia per la Coppa del Mondo la Fir deciderà da quali saranno permit player di Eccellenza, previa disponibilità dei club, da cui Benetton e Aironi potranno attingere per poter rinforzare gli organici privi degli azzurri. Dovrebbero essere un dozzina. Ai loro club andranno 1.500 euro a partita.

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