Des Fountain, tra Aironi e Lions

Intervista a Dylan Des Fountain che il trequarti dei Lions di Johannesbourg ha rilasciato al sito Ruggavibe. La traduzione è di Leonardo Mussini per la pagina facebook degli Aironi

Parlaci della tua esperienza agli Aironi e della vita in Italia. Anche se il tempo trascorso è stato poso, cosa pensi di aver appreso da questo trasferimento? Che cosa ti è piaciuto di più del periodo di tempo trascorso lì?
Mi sono trasferito agli Aironi nel giugno del 2010 dopo un lungo periodo d’inattività dovuto ad un infortunio alla spalla, pensando che fosse la scelta giusta, e così è stato. Gli Aironi sono una delle due franchigie italiane che prendono parte alla Celtic League ed alla Heineken Cup ed il club è di base nella  città di Viadana nel nord del paese, circa due ore da Milano. Inizialmente il cambiamento è stato scoraggiante perchè non riuscivo a parlare una parola d’italiano e c’erano tante differenze culturali che rendevano tutto difficile. Comunque, essendo sette stranieri (provenienti dall aNuova Zelanda, dal Sud Africa, dalla Francia, e dall’Inghilterra) abbiamo imparato i modi italiani insieme. L’esperienza è stata ottima per me: ho ricominciato alla grande una nuova avventura di cui avevo bisogno: ho migliorato la mia confidenza con gioco dopo aver sofferto cinque operazioni alla spalla nello spazio di un anno. Ho davvero apprezzato l’eseprienza italiana. Sfortunatamente è stata interrotta subito dato il mio infortunio al legamento crociato del ginocchio, ma ero certo che sarei tornato con una grande energia.
Hai vissuto a Città del Capo, a Johannesburg, Petoria e all’estero. In quale città preferiresti stabilirti e perchè?
Sono stato abbastanza fortunato a vivere in differenti città del Sud Africa come in Italia: ogni posto è stato bello per il suo verso. Comunque, essendo nativo di Città del Capo, devo dire che quella città sarà sempre la mia casa. In questo momento stiamo davvero bene  a Johannesburg: la città ha un’energia che non ho mai percepito prima.
Com’è andata coi Lions? Qual è il ricordo migliore e il periodo peggiore?
Dopo essere stato fuori per sette mesi, è stato un gran privilegio tornare a giocare per i Lions all’Ellis Park contro i Cheetas, anche se il match è stato davvero deludente uscendo sconfitti pesantemente. (53 a 19 NDR) Il giorno dopo siamo partiti per il tour di trasferte e devo dire che è stata davvero una bella esperienza in trasferta con la squadra. Siamo cresciuti come forza di squadra, e raggiunto 2 vittorie su 4 gare che hanno dimostrato il nostro miglioramento (vittorie in trasferta contro i Brumbies a Canberra (Australia) e gli Highlanders a Dunedin (Nuova Zelanda)
Hai avuto una ottima carriera con molti infortuni. Come sei rimasto di approccio positivo nonostante tutte le delusioni procurate dagli infortuni?
E’ stato davvero duro durante gli anni confrontarsi coi diversi infortuni, ma sono stato fortunato ad avere sempre un grande supporto: mia moglia, la mia famiglia e i miei amici. Ho imparato che le cose succedono per una ragione, e che dipende da me tirarmi fuori dalle situazioni che accadono. La mia fede mi ha aiutato molto durante i periodi più difficili dove ho fatto molta fatica a rivedermi correre nuovamente su un campo di rugby.
Sei stato sempre dipinto com eun tuttofare nella tua carriera, ruotando in tutti i ruoli dei trequarti. Qual è la tua posizione preferita?
Mi vedo come un centro. Penso che il mio punto di forza sia la mia abilità di distribuire il pallone. Sono stato all’ala in diverse occasioni, ma non è sicuramente la mia posizione in campo preferita, ma alla fine ciò che conta è dare sempre il meglio per la squadra.

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